lunedì 6 agosto 2018

Recensione: I am fallen

Titolo: I Am Fallen (Edizione italiana)
Titolo originale: I Am Fallen
Autrice: Scarlet Blackwell
Traduttrice: Carolina Gaetano
Editore: Triskell
Genere: Paranormale
Lunghezza: 127 pagine
Prezzo Ebook: € 3,99

Descrizione:
Lo scrittore per bambini Jacob Bailey si è rifugiato in Scozia
per morire da solo, tormentato dalla scomparsa dell’amore della sua vita e con il desiderio che le sue sofferenze abbiano fine. Nella remota casa sulla scogliera in cui vive, riceve la visita di un angelo con la sua personale storia di dolore, una creatura che regalerà agli ultimi giorni di Jacob molto più di quanto lui avrebbe mai potuto sperare.

La mia recensione:
Ci si può credere oppure no, ma c’è chi sostiene che ciascuno di noi abbia un angelo custode pronto a proteggerlo e sorreggerlo nel momento del bisogno.
Jacob Bailey incontra il suo nel momento più drammatico della propria vita: è malato terminale di tumore e si è rifugiato in Scozia, in una casa isolata sul mare, per trascorrere il tempo esiguo che gli resta. Fin qui nulla di nuovo rispetto alle innumerevoli storie sugli angeli che solitamente ci vengono raccontate. Tuttavia, bastano poche pagine per scoprire che Scarlet Blackwell ha in serbo per noi una sorpresa che fa la differenza, rendendo questa storia originale e unica nel suo genere. Quello che accompagna Jacob nei suoi giorni d’agonia, infatti, non è esattamente il custode che Dio gli ha assegnato, ma un angelo diverso, un ribelle che lo ha scelto a dispetto dei piani divini… o meglio l’angelo ribelle per eccellenza. Nessun equivoco, si tratta proprio di lui: Lucifero.
Non fatevi strane idee, però, la sua presenza non preannuncia svolte horror, giacché le sorprese non finiscono qui. L’autrice continua a spiazzarci e a rompere gli schemi proprio raccontandoci di un Lucifero molto diverso da quello tramandatoci dall’immaginario comune; un demone, certo, agli occhi di Dio, ma di sicuro non l’essere cattivo per eccellenza che verrebbe da figurarsi. Andando avanti scopriremo che si tratta di una creatura più complessa, probabilmente molto più umana, di quel che abitualmente siamo disposti a credere.
Ma cosa accomuna Jacob e Lucifero? Perché quest’ultimo si ostina a scalzare il suo angelo custode pur di stargli vicino?
È il principale mistero intorno a cui ruota il racconto e che gradualmente ci verrà svelato. Per ovvie ragioni, non vi anticiperò di cosa si tratta, vi dirò solo che la chiave di tutto è l’amore proibito, affrontato da diversi punti di vista. Vi basti sapere che Jacob è gay e vive nell’800, periodo in cui l’omosessualità era considerata alla stregua di un vero e proprio crimine, mente Lucifero… ha da svelarci una versione inedita a proposito della sua caduta, e anch’essa implica un amore illecito.
Ho trovato molto interessante l’idea di fondo e lo spirito anticonvenzionale che anima la trama (decisamente nelle mie corde). Penso però che la brevità del testo costituisca un punto di debolezza. La Blackwell non approfondisce la psicologia dei personaggi, non scava a fondo nel loro passato, ma rimane in superfice, limitandosi a fornirci gli elementi indispensabili per comprendere e seguire il filo narrativo. L’impressione che se ricava è quella di una narrazione un po’ affrettata che, pur riuscendo a commuoverci e farci riflettere, non esprime tutto il suo potenziale e, a tratti, diventa anche un tantino confusionaria.
Sebbene il finale contenga tutte le risposte agli interrogativi che insorgono durante la lettura, non tutto appare chiaro, soprattutto nebuloso e per molti versi contraddittorio rimane il ruolo di Lucifero. In compenso si delinea con chiarezza un messaggio su cui vale la pena riflettere: l’amore non è mai qualcosa di sbagliato e merita comunque di essere vissuto; meglio morire con qualche rimorso che con il rimpianto di non aver amato fino in fondo.  


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