In libreria dall'11 dicembre 2013
Titolo: Il silenzio
Autore: Max Frisch
Traduzione: Paola Del Zoppo
Introduzione: Peter Von Matt
Editore: Del Vecchio
Collana: formelunghe
Pagine: 120
Prezzo: 13,00 euro
Autore: Max Frisch
Traduzione: Paola Del Zoppo
Introduzione: Peter Von Matt
Editore: Del Vecchio
Collana: formelunghe
Pagine: 120
Prezzo: 13,00 euro
Descrizione:
Balz
Leuthold non ha mai voluto essere una persona ordinaria. Poco prima del suo
trentesimo compleanno, però, si rende conto di non potersi neanche considerare
davvero una persona straordinaria. Nella vita, fino a ora, non ha compiuto
azioni degne di particolare nota, nessuna invenzione, nessuna creazione
artistica o letteraria che lo elevino a persona speciale. Allora ha preso una
decisione: scalerà quella montagna che da giovane guardava ergersi sulle sue
passeggiate, che faceva ombra ai discorsi con suo fratello “adulto”. Compirà un
atto eroico, e con questa azione “virile” darà un senso compiuto alla sua
esistenza. È deciso: azione o morte. Ma giunto in montagna alla locanda dove
sostava anche in gioventù, incontra una giovane straniera, che lo guarda e lo
vede come nessuno fino ad allora lo ha mai guardato e visto. Chi è lei, da che
vita proviene? Perché sembra non aver paura di nulla? E dall’incontro tra i due
scaturiscono gli interrogativi, e la narrazione si sviluppa e trascina via il
lettore proprio come un torrente montano scorre rumoreggiando tra i crepacci, e
il vortice di pensieri e accadimenti lascia senza fiato, travolge come il senso
di assoluto degli ambienti montani, dove il sorgere del giorno e il calare della
notte sono eventi che penetrano le fibre dell’individuo tanto quanto fame, sonno
e sete. E la domanda echeggia: cosa fa di una vita una vita veramente compiuta?
Ha a che fare, questo, con la felicità?
L'autore:
MAX
FRISCH È NATO A ZURIGO NEL
1911, ED È STATO uno dei più noti e importanti scrittori del secondo Novecento,
entrato a far parte anche del canone scolastico in particolare per i grandi
romanzi, Homo Faber, Il mio nome sia Gantenbein e Stiller.
Ma forse ancora più interessanti dei romanzi sono le narrazioni brevi e
soprattutto il suo teatro (Andorra, La muraglia cinese,
Don Giovanni o l’amore per la geometria), e gli sceneggiati radiofonici,
di grande profondità e incisività. Architetto, soldato, giornalista e grande
viaggiatore, Frisch fu da giovane un esperto scalatore, e la montagna rimase tra
le sue passioni come luogo reale e simbolico, insieme alla letteratura, la
psicologia e la geometria. La sua vita fu ricchissima di cambiamenti di ritmo e
scenario, amicizie stimolanti (tra cui quelle con Brecht, Dürrenmatt e Ingeborg
Bachmann), eventi imponderabili e riconoscimenti. Sempre apparentemente in fuga,
adorava i rifugi, tra cui il più amato, dalla fine degli anni Sessanta, fu una
vecchia stalla a Berzona da lui riadattata a residenza. Frisch ottenne tutti i
più importanti riconoscimenti di ambito germanofono ma ricevette importanti
riconoscimenti anche in altre nazioni: nel 1965 gli venne conferito il
Jerusalem Prize for the Freedom of the Individual in Society, nel 1975 il
Premio Internazionale per la Pace
degli editori tedeschi e nel 1986 il
Neustadt International
Prize for Literature, prestigioso premio letterario
statunitense. Ha ricevuto inoltre diversi dottorati onorari: Philipps-Universität di Marburg (1962), Bard College, USA
(1980), City University of New York (1982) e dalla Technische Universität di
Berlino (1987).
Hanno detto di questo libro:
“L’affascinante
preludio all’opera di tutta la vita”
Stefan
Lüddemann - Neue Osnabrücker Zeitung
“In
questo romanzo i lettori e le lettrici conosceranno gli uomini, il loro
disprezzo e amore per la donna, il loro vitalismo e il pathos autocommiserativo
[…] Max Frisch non dipinge solo lo sviluppo di un eroe, ma si sviluppa lui
stesso, e noi con lui,
le
fantasie maschili dell’età moderna. Ottimo che quest’opera
sia
di nuovo acquistabile settant’anni dopo l’uscita.”
Christine
Richard - Basler Zeitung
Si
può finalmente di nuovo avere tra le mani il primo racconto di Max Frisch. E’
un’operazione che non può essere lodata abbastanza, perché questo racconto apre
lo sguardo sulle opere successive di Frisch, uno sguardo che già si definisce
nella grandiosa maestria che in seguito dovrà solo dispiegarsi. Un consiglio: da
leggere assolutamente!
Petra
Breunig - Fränkischer Tag
‹‹E’
un peccato che questo libro solenne e insolito ci sia stato negato sin ora.
›› Publishers Weekly
‹‹Il silenzio non
è soltanto un documento storico-letterario
ma un romanzo intenso e
potente.›› Rene Bürcher Beitung
Titolo: Quasi mai
Autore: Danile Sada
Traduzione:
Carlo Alberto Montalto
Editore: Del Vecchio
Collana: formelunghe
Pagine: 448
Prezzo: 15,00 euro
Premio
Herralde de Novela 2008
Premio
Nacional de Ciencias y Artes 2011
UN RACCONTO ALLA
RABELAIS SULLA LUSSURIA E IL DESIDERIO
Descrizione:
La
Seconda Guerra Mondiale è appena finita e Demetrio Sordo, un giovane agronomo di
inconsistenti ambizioni è preso da una novità: il sesso a pagamento nei
bordelli. Proprio in uno di questi, sviluppa una passione per Mireya: è lei
l’unica prostituta che desidera, e per averla ogni giorno pagherà una tariffa
extra e sarà costretto a chiedere un aumento di stipendio. In breve la sua vita
si esaurisce nella relazione fisica con lei. Ma quando la madre lo costringe ad
accompagnarla a un matrimonio di famiglia, Demetrio conosce il suo “vero” amore:
Renata dagli occhi verdi. Un amore che nasce in un giro di valzer e cresce tra
le righe di lunghe e caste lettere che i due si scambiano, per un periodo che
sembra lunghissimo. Le volute barocche del linguaggio di Sada modellano le
descrizioni puramente carnali dell’essere amato, accentuando l’ironia della
narrazione. La commedia di maniera e corteggiamento si spinge verso la farsa:
Mireya mente a Demetrio sostenendo di essere incinta, lui la abbandona su un
treno; Renata, guidata dalla madre, non gli si concede per tenerlo legato a sé.
Ma perché le due donne desiderano Demetrio? È poco simpatico, non
particolarmente intelligente, continuamente in bilico sulle proprie voluttà, e
mentendo salta da una decisione sbagliata a un’altra. Forse la risposta è sullo
sfondo, nel Messico in piena industrializzazione: Quasi mai ci regala uno
straordinario spaccato della vita messicana degli anni Quaranta, con le sue
ipocrisie di matrice cattolica e l’impostazione provinciale della quotidianità,
in cui la forma è più importante della sostanza. Demetrio è l’eroe epico di
questo mondo, che si muove costantemente perplesso ed esitante, magnificamente
patetico e pateticamente protagonista.
La storia che Sada ci racconta, al di là delle peripezie, avventure e aneddoti, è un esempio di linguaggio prodigioso. Infatti, senza pause o frammenti superflui, la prosa di Sada conduce felicemente dall'inizio alla fine, questo grande romanzo, esuberante nei toni, insieme drammatici e comici. È tale il potere che Sada affida alle parole che in questo caso sono le parole che generano il racconto e non il contrario.
La storia che Sada ci racconta, al di là delle peripezie, avventure e aneddoti, è un esempio di linguaggio prodigioso. Infatti, senza pause o frammenti superflui, la prosa di Sada conduce felicemente dall'inizio alla fine, questo grande romanzo, esuberante nei toni, insieme drammatici e comici. È tale il potere che Sada affida alle parole che in questo caso sono le parole che generano il racconto e non il contrario.
L'autore:
Daniel
Sada
(1953–2011) è stato professore all’Università Autonoma di Zacatecas,
all’Accademia Ispanica di San Miguel de Allende e alla Scuola di Giornalismo
Carlos Septièn Garcìa. Quasi mai ha ricevuto nel 2008 il Premio
Herralde de Novela e nel 2011.
MENTRE ERA IN VITA, DANIEL SADA fu considerato il più impegnato avanguardista della sua generazione, paragonato per la complessità del suo progetto a Joyce, Faulkner o Lezama Lima per l’approccio barocco alla scrittura. Nato a Sacramento, nello Stato di confine di Coahuila, ha raccontato la realtà fittizia di Città del Messico nel suo Generación del crack, che raccoglie storie ambientate nei ranch e nei villaggi del deserto del Nord. Fin da subito si è distinto per la stravaganza e lo sperimentalismo della forma, spesso giocato in contrasto con la serietà e l’impegno dei temi trattati. Divenuto famoso nel 1999 con Porque parece mentira la verdad nunca se sabe (Nessuno conosce la verità perché sembra una menzogna), la cronaca di una frode elettorale raccontata in 650 pagine interamente in versi che seguono la metrica dell’Età dell’Oro spagnola, è rimasto fedele al suo visionario progetto letterario fino alla morte, avvenuta nel novembre 2011, pochi giorni dopo la consegna del PREMIO NAZIONALE DEL MESSICO PER LE ARTI E LE SCIENZE.
MENTRE ERA IN VITA, DANIEL SADA fu considerato il più impegnato avanguardista della sua generazione, paragonato per la complessità del suo progetto a Joyce, Faulkner o Lezama Lima per l’approccio barocco alla scrittura. Nato a Sacramento, nello Stato di confine di Coahuila, ha raccontato la realtà fittizia di Città del Messico nel suo Generación del crack, che raccoglie storie ambientate nei ranch e nei villaggi del deserto del Nord. Fin da subito si è distinto per la stravaganza e lo sperimentalismo della forma, spesso giocato in contrasto con la serietà e l’impegno dei temi trattati. Divenuto famoso nel 1999 con Porque parece mentira la verdad nunca se sabe (Nessuno conosce la verità perché sembra una menzogna), la cronaca di una frode elettorale raccontata in 650 pagine interamente in versi che seguono la metrica dell’Età dell’Oro spagnola, è rimasto fedele al suo visionario progetto letterario fino alla morte, avvenuta nel novembre 2011, pochi giorni dopo la consegna del PREMIO NAZIONALE DEL MESSICO PER LE ARTI E LE SCIENZE.
Hanno detto di questo libro:
«Nella
poetica di Sada c’è l’assimilazione dell’intero chiaroscuro barocco, del
realismo alla Flaubert e l’invenzione diabolica e febbrile di un mondo
vertiginoso che gira, gira e gira» El Periódico
«Un
romanzo eccellente in cui le immancabili dosi di umorismo non escludono quelle
di una drammaticità indispensabile a renderne verosimili i personaggi» El
Correo Español
«Sada sarà una
rivelazione per la letteratura mondiale» Carlos
Fuentes
«Un narratore
profondamente vicino all’essenza dell’uomo» Álvaro
Mutis
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