lunedì 15 febbraio 2016

Recensione 72 ore

Titolo: 72 ore
Titolo originale: 72 Hours
Autore: Clare London
Traduttrice: Emanuela Graziani
Editore: Triskell
Genere: Contemporaneo/Poliziesco
Pagine: 311
Formato: epub, mobi, pdf
Prezzo: 5,99

Descrizione:
Una volta, Tanner McKay e Niall Sutherland erano molto più che due semplici colleghi agenti dell’Intelligence. Ma poi, una missione è andata terribilmente storta e ha mandato tutto in pezzi, spingendo Tanner a sparire e a interrompere la loro relazione, abbandonando la squadra.
Ora, alcuni attentati misteriosi stanno minacciando il Team, e il loro capo è determinato a riunire tutti prima che sia troppo tardi. Rintraccia McKay in una malmessa area roulotte, portando con sé una persona molto sgradita in cerca di un rifugio temporaneo: Niall, l’uomo che Tanner pensava di non dover rivedere mai più. E che è sicuro condivida lo stesso sentimento. Intrappolati in una situazione che è sia claustrofobica che altamente pericolosa, Tanner e Niall devono ripercorrere il loro passato e riconsiderare le loro percezioni, la loro lealtà - e i loro desideri - per poter sopravvivere e possibilmente per plasmare un futuro insieme.


La mia recensione:
Una missione dagli esiti infausti, una zuffa sul posto di lavoro che gli è costata un congedo, una relazione d’amore finita male. Per l’agente Tanner McKay non è un buon momento. Rintanatosi in una roulotte sgangherata, lontano da tutti, non può che sperare in una piccola tregua. Un po’ di tempo per leccarsi le ferite e rimettersi in sesto è tutto quanto chiede ma, a quanto pare, si tratta di un privilegio che non gli è concesso. Il capo del Project Team, infatti, lo scova o lo richiama subito al dovere. Qualcuno ha preso di mira i membri della squadra, alcuni colleghi hanno ricevuto minacce e ce n’è uno che ha subito un attentato. Ha bisogno di un rifugio temporaneo e la tana di Tanner sembra essere il luogo perfetto.
Addio solitudine!
McKay è costretto a mettersi l’anima in pace e ad accettare l’incarico, quel che non sa però è che il peggio deve ancora venire, giacché il collega da proteggere è l’ultimo uomo sulla terra che vorrebbe rivedere: Niall Sutherland, il suo ex, colui che si augurava di poter dimenticare.
Uno spazio piccolissimo e uno tempo altrettanto stretto – solo 72 ore – è questo il contenitore virtuale in cui si incastra una storia in bilico fra poliziesco e romance.
Costretti a rimanere gomito a gomito per sopravvivere e risolvere un caso che non si preannuncia meno pericoloso dell’ultimo, Tanner e Niall si ritroveranno, inevitabilmente, ad affrontare anche i nodi irrisolti della loro relazione. I chiarimenti su cui hanno glissato, le cose non dette, le emozioni represse non potranno più essere ignorate, tanto più perché la passione fra loro non si è sopita e, tenerla a bada, stando a pochi centimetri di distanza, è una missione impossibile. 
Considerando il titolo, che sin da subito sembra innescare una sorta di conto alla rovescia, e la componente poliziesca, mi aspettavo un romanzo molto adrenalinico. Non vi nascondo che sono rimasta un po’ delusa quando, invece, mi sono imbattuta in una narrazione dal ritmo lento in cui la parte sentimentale prevarica il giallo.
Dopo un bell’incipit in media res in cui ci ritroviamo in una roulotte improvvisamente invasa da un gruppo di agenti speciali inattesi, senza sapere cosa stia accadendo e perché, il mistero viene accantonato per lasciare spazio alla ricostruzione di Tanner  –unica voce narrante – che ripercorre i momenti salienti della sua relazione con Niall, al fine di farci comprendere cosa è andato storto fra loro e perché ritrovarsi a braccetto in un ambiente angusto sia così complicato.  
Sebbene si tratti di un rapporto passionale, conflittuale e sviluppatosi su uno sfondo molto avventuroso, vista la professione che i due compagni condividono, tutto ci viene raccontato e non mostrato. Il protagonista ci riferisce quello che è accaduto, ci passa delle informazioni – peraltro utilissime  – ma non ci fa rivivere gli episodi a cui fa riferimento.
Questo, almeno per quel che mi riguarda, ha creato una sorta di barriera fra me e i personaggi: ho intuito la drammaticità del loro vissuto, i loro conflitti, i loro stati d’animo, ma non li ho sentiti davvero; non sono riuscita a immedesimarmi in loro come avrei voluto. Probabilmente, se l’autrice avesse fatto ricorso a dei flashback o avesse articolato la storia  in due tempi, trasportandoci all’occorrenza nel passato per mostrarcelo, la resa, emotivamente parlando, sarebbe stata migliore. 
Per fortuna questa pecca rimane confinata alla prima parte del romanzo. Nella seconda metà, quando la ricostruzione del pregresso è ormai stata portata a termine e il focus torna sul presente, il ritmo narrativo subisce una bella accelerata e, finalmente, ci si può calare senza difficoltà nella trama. La tensione erotica fra i protagonisti sale ma di pari passo cresce anche la suspense perché il pericolo si fa sempre più incombente man mano che ci si avvicina alla verità.  I ricordi vengono soppiantati dall’azione e la lettura diviene avvincente, procedendo così fino a un epilogo, non privo di sorprese.
Ho trovato, inoltre, particolarmente simpatico il personaggio di Junk che emerge in questa seconda parte svolgendo un ruolo determinante nell’evolversi degli eventi. Lui è il vicino di “casa” di Tanner, un po’ attempato ma intraprendente, perspicace e dalle idee moderne. Con il suo cane Dylan forma una coppia simpaticissima, destinata a portare nel racconto un po’ di brio.
Una lettura piacevole nel complesso, che consiglio per trascorrere qualche ora di svago, anche se da un plot così adrenalinico e ricco di potenzialità mi aspettavo qualcosa di più.

2 commenti:

  1. Complimenti per la bellissima recensione, puntuale ed approfondita! Il libro sembra interessante.

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