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mercoledì 11 ottobre 2017

Anteprima: Quando nessuno ascolta di C.K. Harp

In uscita il 16 ottobre

Titolo: Quando nessuno ascolta
Autore: C.K.Harp
Genere: romance male to male
Pagine: 300 ca
Prezzo ebook: 3,99

Descrizione: 
Ci sono amori che il destino si diverte a dividere, ricongiungere e dividere ancora, come se dovessero dimostrare qualcosa, come se dovessero provare al mondo di essere davvero forti per poter esistere. Ne sa qualcosa Roger Wallace che, reduce dal dolore più grande della sua vita, non è riuscito ancora a dimenticare il suo vecchio amico Waylon nonostante siano trascorsi dodici anni dal loro addio. Amico è una parola che ha ostentato per anni, e con tutti, ma non la stessa che grida il cuore ogni volta che il pensiero torna a riaffacciarsi sulla loro relazione distrutta. Distrutta dal destino, dalle persone, dagli eventi…
Del resto Waylon Mars è un cantante country ormai sulla cresta dell’onda, circondato da fan adoranti e pronto a far furore a Nashville… Eppure è stato a lui che Roger ha pensato un attimo prima che la sua intera vita andasse in pezzi.
E se il suo non fosse un sentimento a senso unico? E se Waylon nascondesse una storia molto più complessa di quella che gli ha sempre raccontato?
Ogni capitolo della vita ha una propria canzone, ogni salto del cuore una nota da ricordare, e forse non è sempre necessario capire tutto per poter amare.

Estratto:
«Non sono una fottuta principessina da salvare, Wallace» ringhiai, indietreggiando di un passo per poterlo guardare meglio. «Non so di che cazzo ti sei fatto, stasera, ma non sono la tua Vicky. Me la cavo da solo» puntualizzai, colpendolo sul torace con l’indice. Era la prima volta che lo toccavo intenzionalmente, ma in quel momento ero fuori di me e, oltretutto, non sapevo come cazzo fossimo arrivati a quel punto.
«Ne dubito, Mars. Che fai, gli lanci dietro la chitarra? Se dovesse aggredirti uno come Fred cosa cazzo faresti? Non puoi pensare di riuscire a sfuggirgli senza di me.»
«Perché tiri in ballo quel coglione?» lo pungolai, cercando con tutte le forze di ignorare le sue ultime parole. «Tu sai qualcosa» lo accusai.
«Tra tutti quelli che conosco lui è l’unico così idiota da fare qualcosa del genere. Non so niente, non ho sentito nessuno, e mi ero ripromesso di indagare stasera, se non ti avessi visto venirtene di soppiatto qui nel bosco» replicò lui, ancora più minaccioso di poco prima.
«E chi cazzo ti ha chiesto di seguirmi?» lo rimbeccai, tornando a fronteggiarlo. Dovevo essere impazzito per sfidarlo torace contro torace, ma ero così accecato dall’orgoglio che mi muovevo senza riflettere.
«Non me lo ha chiesto nessuno, Mars!» urlò, afferrandomi il colletto della camicia e stringendo la stoffa nel pugno. Adesso eravamo davvero a un alito di vento l’uno dall’altro, eppure non avevo paura che mi colpisse. Al contrario, il mio cuore batteva per ben altri motivi. «Non me lo ha chiesto nessuno» ripeté, ma questa volta abbassò la voce, mentre i suoi occhi si concentravano sulle mie labbra, un fascio provvidenziale di luna riflesso nei suoi occhi.
Poi mi baciò.

L'autore:
C.K. Harp è uno pseudonimo. Di una donna? Di un uomo? Non è un segreto, se cercate bene non è affatto difficile capirlo. Eppure non è importante. Perché C.K.Harp è comunque un’identità ben definita, il lato oscuro di una persona che, arrivata sulla soglia della grande distribuzione, ha deciso di mollare tutto e ricominciare dal principio facendo ciò che ama. Senza costrizioni, limitazioni, paletti di sorta. Senza correre il rischio di essere snaturata. Scrivere è una vocazione, trovare il proprio genere d’appartenenza un lusso.
E divertirsi ed emozionarsi, poi, la chiave che consente di andare avanti senza scendere a patti con la moda o i cliché.
C.K.Harp scrive LGBT e thriller, soprattutto in chiave omosessuale, senza distinzioni tra donne e uomini. Perché siamo persone, prima che sessi.
Se volete entrare in contatto con C.K.Harp, conoscere le novità, le uscite, gli approfondimenti e i suoi traguardi, non dovete fare altro che andare sulla sua pagina facebook:  https://www.facebook.com/ckharpmm
oppure cercarlo come @ckharpmm


martedì 30 maggio 2017

Anteprima: Caccia fnale di C. K. Harp

In uscita il 14 giugno 2017

Titolo: Caccia Finale (Davis&Green #3)
Autore: C.K.Harp
Pagine: 250 ca
Prezzo: E. 4,99
Data di uscita: 14 giugno 2017
Formato: E-Book
Vendita: tutti gli store


Descrizione:
Jaxon Davis è un agente dell’FBI, un passato tormentato alle spalle e un futuro incerto davanti ai propri passi. Solo una costante gli permette di  respirare e godere della vita che ha scelto: Landon Green. Lui è la sua salvezza, l’anima capace di trasmettergli amore, felicità, sentimenti che lui ha creduto di non poter più sperimentare, e nonostante i problemi che si intersecano nella loro storia appena avviata, Jaxon sa che non esiste nessun altro in grado di farlo sentire così vivo. È per questo che, nel momento in cui il suo passato torna a chiedere il conto di una gioia appena conquistata, ogni fibra del suo universo si sgretola e rimbalza a terra, spargendosi in mille pezzi quasi impossibili da recuperare. Perché il killer a cui Jaxon dà la caccia da anni si è solo nascosto, ma non lo ha dimenticato.
Dov’è Landon? Chi lo ha rapito? E chi si cela dietro Anonymus?
Una vera corsa contro il tempo, una caccia finale che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina… Perché non è vero che la Terra gira intorno al sole, se questo smette di risplendere e scaldare un cuore spezzato.
 
L'autore:

C.K. Harp è uno pseudonimo. Di una donna? Di un uomo? Non è un segreto, se cercate bene non è affatto difficile capirlo. Eppure non è importante. Perché C.K.Harp è comunque un’identità ben definita, il lato oscuro di una persona che, arrivata sulla soglia della grande distribuzione, ha deciso di mollare tutto e ricominciare dal principio facendo ciò che ama. Senza costrizioni, limitazioni, paletti di sorta. Senza correre il rischio di essere snaturata. Scrivere è una vocazione, trovare il proprio genere d’appartenenza un lusso.
E divertirsi ed emozionarsi, poi, la chiave che consente di andare avanti senza scendere a patti con la moda o i cliché.
C.K.Harp scrive LGBT, thriller in chiave omosessuale senza distinzioni tra donne e uomini. Perché siamo persone, prima che sessi.
Se volete entrare in contatto con C.K.Harp, conoscere le novità, le uscite, gli approfondimenti e i suoi traguardi, non dovete fare altro che andare sulla sua pagina facebook:  https://www.facebook.com/ckharpmm
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sabato 1 aprile 2017

Anteprima: Per un solo sopetto di C.K. Harp

In uscita il 14 arile 2017

Titolo: Per un solo sospetto 
Serie: Davis&Gren #2

Autore: C.K.Harp
Formato: Ebook
Editore: Selfpublishing
Prezzo: 3,49


Descrizione:
Non è come nasci, ma come muori, che rivela a quale popolo appartieni.
Queste sono le parole che probabilmente ha ascoltato Elan Williams nel corso della sua vita. Ma è durata troppo poco, la sua esistenza, e qualcuno ha posto fine a quei giorni in una maniera atroce.
Il primo caso a West Allis come agente speciale dell’FBI sembra essere complicato per Jaxon Davis, assolutamente privo di soluzioni, eppure risolverlo non ha solo il sapore della giustizia, ma anche della rivalsa. Non può sottrarsi al proprio dovere.
A soli due mesi dal trasferimento a Washington, quindi, per lui è già ora di partire, ma il pensiero di lasciare da solo Landon, il compagno, si mescola al livore per non aver ancora dissolto i fantasmi del passato.
Di entrambi.
E se fosse troppo presto? E se il dolore fosse ancora troppo vivo?
Dall’autrice de La colpa di Dre e Sono solo un ricordo, il secondo episodio della serie Davis&Green.
Perché un solo sospetto può determinare un’intera esistenza.
 
L'autore: 
C.K. Harp è uno pseudonimo. Di una donna? Di un uomo? Non è un segreto, se cercate bene non è affatto difficile capirlo. Eppure non è importante. Perché C.K.Harp è comunque un’identità ben definita, il lato oscuro di una persona che, arrivata sulla soglia della grande distribuzione, ha deciso di mollare tutto e ricominciare dal principio facendo ciò che ama. Senza costrizioni, limitazioni, paletti di sorta. Senza correre il rischio di essere snaturata. Scrivere è una vocazione, trovare il proprio genere d’appartenenza un lusso.
E divertirsi ed emozionarsi, poi, la chiave che consente di andare avanti senza scendere a patti con la moda o i cliché.
C.K.Harp scrive LGBT, thriller in chiave omosessuale senza distinzioni tra donne e uomini. Perché siamo persone, prima che sessi.
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venerdì 24 febbraio 2017

Recensione: Prima della fine

Titolo: Prima della fine
Autore: C.K. Harp
Editore: self publishing
Pagine: 216
Prezzo: 3,49
Disponibile su Amazon

Descrizione:
Dieci vittime e una ragazza rapita da pochi giorni. Un killer efferato che filma i propri omicidi beffandosi della polizia e dell’FBI, senza alcuna rivendicazione, senza alcun apparente motivo se non quello di essere uno psicopatico che gode dei propri crimini.
È questo il caso che sta facendo impazzire il detective Jaxon Davis, sezione omicidi di Minnetonka, a pochi giorni dal Natale. E c’è un ricordo, fra tutti, che lo spezza e lo fa vacillare, che crea nel suo cuore un’ombra mortale che rende difficile ogni pensiero coerente. Ancora di più, l’amore sbagliato che prova nei confronti di Landon Green, giovane informatico piombato nella sua vita e pronto, sembra, a cambiare radicalmente ogni certezza, ogni muro costruito nel tempo. Il tempo, che sembra scorrere troppo velocemente, senza pietà, come se non ce ne fosse mai abbastanza, come se giungesse sempre nel momento sbagliato. Come se l’amore chiedesse il permesso di entrare quando decide di farlo…

La mia recensione: 
Certe esperienze non si dimenticano. I traumi si superano ma il dolore rimane lì, come una ferita aperta. Dopo aver perso la gemella di nove anni – assassinata in modo brutale – Jaxon Davis è andato avanti. Pian piano ha rimesso insieme i pezzi e in qualche modo ha sublimato la rabbia covata  a lungo per un crimine rimasto irrisolto; da adulto, infatti, è diventato detective della Omicidi. Certo, niente e nessuno potrà mai restituirgli Karin ma potrà fare del suo meglio perché altri delitti non rimangano insoluti. Quando un efferato serial killer comincia a mietere vittime nella cittadina di Minnetonka, incastrarlo diviene il suo obiettivo prioritario. Snuff killer: questo è il soprannome con cui viene identificato, poiché si diverte a torturare e uccidere le sue vittime, tutte giovani donne, davanti a una telecamera.
Ben presto, tuttavia, Jaxon scopre di avere a che fare con un caso diverso da tutti gli altri, e non solo per i suoi macabri risvolti. Questa volta a essere in gioco non sono solo il suo bisogno di giustizia e il senso del dovere, ma c’è molto di più, giacché l’assassino sembra conoscerlo bene e avergli lanciato una sfida. L’assassino ha risvegliato i fantasmi del passato, poiché ha lasciato un indizio che rimanda proprio a Karin e non è escluso che il responsabile della sua morte rimasta impunita sia proprio lui.
Una prova difficile per Davis, destinata a complicarsi ulteriormente quando i sospetti dei colleghi si concentreranno su Landon Green: il ragazzo di cui è innamorato.
Prima della fine è un romanzo in cui la componente poliziesca e quella romance si legano formando un nodo indissolubile.  La complicata storia d’amore che prende vita pagina dopo pagina non fa da semplice cornice ma diviene parte integrante del giallo. D’altra parte, l’autrice segue un percorso che devia un po’ dai soliti binari perché, a dispetto del ruolo istituzionale di uno dei suoi protagonisti, non si concentra tanto sulle indagini poliziesche condotte  per incastrare il killer, quanto sulle ripercussioni che il caso ha sulla vita delle persone coinvolte, sui conflitti interiori, sulle emozioni in ballo.  Leggendo non assistiamo ai canonici interrogatori, alla raccolta delle prove, all’analisi dei referti autoptici. I riflettori non sono puntati sul profilo psicologico dell’assassino, come solitamente accade, bensì sulla psicologia e sui sentimenti del detective e del principale indiziato.
Fra Jaxon e Landon ci sono parecchi anni di differenza. Quest’ultimo, inoltre, è affetto da DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), il che lo pone in una condizione di fragilità, almeno apparente. Confessarsi la reciproca attrazione per loro non è semplice, soprattutto non lo è per Jaxon che era amico della madre di Landon e, alla sua morte, ha promesso di prendersi cura del  ragazzo. Riscoprirsi innamorato e attratto sessualmente da lui, per ovvie ragioni, gli scatena un forte conflitto. La possibilità che la loro relazione diventi di dominio pubblico, poi, implica una serie di altre difficoltà, oltre a mettere a repentaglio la sua stessa carriera.
Insomma, il loro amore deve fare i conti con tantissimi ostacoli, sicché alla sfida rappresentata dal giallo – peraltro intrigante e ben congegnato – si aggiunge quella personale di due uomini costretti a lottare per affermare il loro diritto di amarsi liberamente.
La narrazione procede a doppio POV, si alternano capitoli narrati dal punto di vista di Jaxon e Landon, tutti in prima persona, che di volta in volta ci fanno entrare nella loro psiche e respirare il loro stato d’animo. Percepiamo con chiarezza il tormento di Jaxon misto alla voglia di accogliere un sentimento nella sua vita che possa bilanciare la sofferenza subita e, nel contempo, tutta la sua determinazione nel risolvere il mistero, non solo per incastrare un pericoloso criminale ma anche per scagionare il suo amante, nella cui innocenza crede fermamente. Allo stesso modo tocchiamo con mano lo smarrimento, la paura di Landon, schiacciato da accuse pesanti, insieme alla sua voglia di riscatto e alla fame d’amore.
Interessante è l’attenzione posta sulla comunità e sul modo in cui i cittadini di Minnetonka reagiscono a quello che accade. Da questo punto di vista C.K. Harp apre una finestra che rimanda a un tema attualissimo: quello della gogna mediatica e del voyerismo che immancabilmente si scatena intorno ai casi di cronaca più scabrosi, e al modo in cui tutto si amplifica nel mondo dei social.
Una storia coinvolgente, che unisce suspense e passione in un mix appetibile tanto per gli amanti del thriller quanto per i lettori più inclini al sentimento.
Le note finali lasciano intendere che il percorso di Jaxon e Landon non si conclude qui ma potremo ritrovarli in una nuova avventura. Visto l’esordio così brillante, mi auguro che accada presto.





martedì 14 febbraio 2017

Blogtour "Prima della fine" - ultima tappa: Intervista all'autrice

Buongiorno cari follower, 
benvenuti all'ultima tappa del blogtour dedicato a "Prima della fine" di C.K. Harp, un thriller intrigante ma anche un'appassionante storia d'amore.
Oggi avrete occasione di conoscere un po' più da vicino l'autrice e scoprire qualcosa in più sulla genesi e sulle tematiche affrontate nell'opera, attraverso un'interessante intervista.
Prima di lasciarvi alla chiacchierata virtuale con C.K. Harp vi ricordo che ieri si è concluso il Giveaway associato al tour. In coda al post troverete il nome del fortunato vincitore che si aggiudica una copia del romanzo.
Grazie a tutti per aver partecipato. Buona lettura.


 
Intervista a C.K. Harp

Benvenuta nel mio salotto virtuale. C.K. Harp è un nome de plume, lo dichiari apertamente nella biografia che accompagna i romanzi recanti questa firma, spiegando anche le ragioni  della tua scelta. Ti andrebbe di svelarci qualcosa di più in proposito? Si tratta di un nome casuale o ha un preciso significato per te?
Ciao a te, Miriam, e a tutti: è un piacere stare qui! Ti ho portato un po’ di caffè e la torta al cioccolato, per buon vicinato, ma attenta che non garantisco per il dolce… Non sempre riescono bene!
Allora… Nome de plume… C.K.Harp è un nome costruito a tavolino, mi piaceva l’idea di avere una doppia iniziale e qualcosa di molto diretto, semplice da ricordare. Non ha un significato specifico, non nell’accezione che tutti vorrebbero dare alla parola “significato”. Ma c’è un motivo per il quale l’ho scelto. Come ho tenuto a dire fin dall’inizio, il mio pseudonimo non è un modo per nascondermi o separare la mia reale identità dal genere che ho deciso di affrontare, ma la maniera più giusta per ricominciare dal principio. Con C.K. ha avuto inizio il mio “anno zero”, la rinascita, mettendo in luce il vero aspetto della mia scrittura, quello che finora avevo lasciato da parte in attesa che i tempi diventassero “maturi”. Oltretutto, com’è ormai lampante, tutti i romanzi sono ambientati all’estero, pertanto mi sembra stupido continuare a usare un nome italiano per contesti tutt’altro che tricolore.
Parliamo del tuo nuovo libro: Prima della fine. Com’è nata l’idea?
L’idea di Prima della fine, e sembra un cliché, ma non lo è, parte dal nulla. In questo caso, a differenza di Sono solo un ricordo, la trama è arrivata in un lampo nel momento in cui ho adocchiato la cover. Ebbene sì: è stata l’immagine di copertina ad avermi ispirata. Inizialmente doveva trattarsi di una semplice novella per San Valentino, ma più andavo avanti nella stesura, più  i personaggi prendevano possesso della storia, reclamando attenzione. Arrivata alla fine della prima stesura, è stato naturale fare in modo che ci fosse un seguito, un gancio per episodi futuri. L’idea della serie è nata per caso, ma tutto ciò che c’è dietro, e il progetto che man mano ha preso corpo, è frutto di attenta riflessione.
Il tuo romanzo è un poliziesco ma racconta anche una storia d’amore. Quali delle due componenti ti ha creato maggiori difficoltà in fase di scrittura? Pensi sia più difficile sviluppare un giallo o dar voce ai sentimenti?
Questo è il mio primo romanzo “poliziesco”. Uso le virgolette perché entro in questo mondo davvero in punta di piedi. Da tutto ciò è praticamente ovvio cosa mi abbia creato più difficoltà in assoluto. In tutto questo tempo, tralasciando le esperienze horror che ormai sono relegate solo ai fumetti, ho sempre parlato di sentimenti, in alcuni casi in maniera davvero estrema, quindi non ho mai incontrato reali ostacoli da superare in questo senso. Quello che invece ho sempre vissuto come un tabù è proprio l’aspetto poliziesco e giallo dei romanzi, convinta di non essere in grado di scrivere cose davvero buone. Voglio dire: basta leggere Maria Masella, Nora Roberts e, in assoluto, Agatha Christie, per farsela prendere a male e desistere! Non che mi sia tolta ogni dubbio, adesso, ma ho acquisito più sicurezza. Vuoi per lo studio (che è stato tanto e che continua – e penso a oltranza) vuoi per i commenti positivi a La colpa di Dre, ho voluto provare finalmente a dar libero sfogo a quello che sentivo come un bisogno. Ma è difficile e credo lo sarà sempre. Costruire una buona storia che sappia amalgamare tensione sessuale a quella tipica del thriller è sfiancante!
Jaxon e Landon sono  due uomini molto diversi fra loro, anche per età. Ti va di presentarceli?
Jaxon è un uomo adulto, con una propria maturità e una visione del mondo disincantata non solo per le esperienze accumulate, ma per un passato abbastanza traumatico. Ciò che gli manca, però, è vivere un amore vero, una relazione che sappia alleviare il vuoto che ha dentro e che vive in maniera inconsapevole. Quasi. Quando sei abituato a stare da solo, a cavartela per conto tuo, molto spesso non vivi la solitudine con reale coscienza, ma come qualcosa di scontato, imprescindibile. La scossa arriva quando la vita ti prova che può esserci altro, che la felicità esiste davvero. E la parte più difficile è assecondare quella possibilità, lasciarsi travolgere. Ci vuole coraggio.
Landon, di contro, che ha ben venti anni di meno, è un ragazzo bello, anche troppo, con una psicologia molto particolare data dalle sue difficoltà di apprendimento che ne hanno condizionato l’adolescenza e parte della vita adulta. È difficile esprimere a parole quale sia il disagio che si avverte nel sentirsi vessati senza reale motivo, essere considerati stupidi e inadeguati solo per cattiveria e, nella maggior parte dei casi, ignoranza.
Scrivendo di loro, mi sono resa conto che sono due personalità forti per aspetti diversi, ma assolutamente perfetti per stare insieme e donarsi reciprocamente ciò che la vita ha provato a togliere loro.
Sei legata nello stesso modo a entrambi i protagonisti o hai una preferenza per uno dei due? Se sì, di chi si tratta e perché?
Io non so perché, o forse sì ma lo ignoro volutamente, mi identifico sempre con la personalità apparentemente più forte, adulta, coerente. Quella che alla fine ti crolla come un castello di carte perché in fondo lo sa che non può stare da solo a vita, che ha bisogno di un compagno per andare avanti, non perché da solo non riuscirebbe a vivere, ma perché in due lo si fa meglio. Quando dall’altra parte c’è l’amore per davvero, ovviamente. Ecco, partendo da questa premessa, Jaxon è nel mio cuore molto più di Landon, con tutto che Landon in teoria mi somiglia anche di più, caratterialmente (fisicamente… Be’, senza nulla togliere a mio marito, ma è tanta roba, ecco).
Il mondo social occupa un ruolo importante nella storia. Il serial Killer cui si dà la caccia produce snuff  movie, sicché la condivisione in rete rappresenta una cifra distintiva dei suoi stessi crimini. Sebbene Minnetonka,  il paese  in cui agisce, sia un piccolo centro in cui più o meno tutti si conoscono, è sul web che i cittadini  discutono del caso, si schierano, danno il via a una vera a propria gogna mediatica ai danni di qualcuno. Da questo punto di vista fiction e realtà sembrano sovrapporsi in maniera inquietante. Pensi che l’allentarsi del confine fra vita reale e virtuale stia cambiando anche il nostro modo di rapportarci al crimine?
Lo ha già fatto, lo fa continuamente. Ho tenuto a rendere “visibili” i commenti della comunità proprio per far vedere la somiglianza con ciò che viviamo ogni giorno anche semplicemente su facebook. Sono lontani i giorni in cui mi lasciavo trascinare in polemiche inutili su questo o quel gruppo, ma spesso la gente pensa bene di venirmi a cercare sul mio profilo, e di commenti assurdi ne leggo a pacchi: giudizi senza capo né coda basati sul nulla. La stampa ha un potere immenso, ma spesso le persone non si rendono conto di essere manipolate. Oltretutto, come Landon a un certo punto dice nel romanzo, io non so davvero più dove finisca la coscienza e inizi la brutalità di ognuno. Sono tutti potenzialmente dei “cattivi” e su internet ne abbiamo la prova ogni santo giorno.
I romanzi targati C.K Harp, almeno finora, sono ascrivibili al genere m/m. Come ti sei accostata e come è nata la tua passione per il gay romance?
C.K. è nato per scrivere romanzi lgbt, che siano mm oppure riguardanti altre espressioni di amore, e la sua forma è stata abbozzata all’epoca di You Feel. Il mio primo romance con Rizzoli trattava la bisessualità femminile (non a caso, è quello che, dei miei, è andato meglio) e anche nel secondo c’era comunque una storia mm, anche se molto romance. La vera consapevolezza dei gay romance è arrivata dopo, quando Alessandra Bazardi mi ha messa in contatto con Emanuela Piasentini. È stato solo grazie a questo passaggio che mi sono avvicinata agli mm acquisendo sempre di più la certezza di aver trovato “il mio mondo”. È stato colpo di fulmine con le mie sinapsi, perché ho capito fin dal primo romanzo (che se non erro era Promesse) che sarebbe stato quello il genere che mi avrebbe tolto il peso dell’incertezza di dosso. Ed è stato davvero così. Possiamo dire che la mia scrittura era come un gay alle prese con i primi conflitti inerenti la propria sessualità!
Pare che il gay romance sia un genere scritto e letto soprattutto dalle donne. Quale il motivo secondo te?
Credo sia perché le donne leggono, in generale, di più. E credo anche che la visione di un uomo in chiave più “sentimentale”, lasciando da parte dominatori (e non parlo di bdsm) e predatori, costituisca un’attrattiva che le donne iniziano davvero a subire. Nonostante il detto “l’omo ha da puzzà” penso – spero – che le donne sentano l’esigenza di essere rispettate e desiderate non in quanto oggetti sessuali, ma in quanto persone dotate di intelletto. Forse, per vie molto contorte, ma tutte assolutamente comprensibili, l’idea di due uomini insieme addolcisce la visione più maschilista che ci è stata sempre inculcata.
Pensi che la narrativa di genere  possa contribuire, in qualche modo, a combattere l’omofobia?
Se fosse possibile trovarla finalmente sugli scaffali delle librerie, vissuta come qualcosa di NORMALE e non da leggere sottobanco, sì. Potrebbe, eccome. E per narrativa di genere intendo tutto il genere lgbt. Perché, c’è da ricordarlo, di storie al femminile ce ne sono pochissime.
C’è una canzone che ti ha accompagnata durante la stesura di Prima della fine o che immagini come possibile colonna sonora del romanzo?
Stranamente, e questa è la prima volta che accade, no. Non durante la stesura, intendo. Credo sia perché questa volta la psicologia dei personaggi mi ha proprio tallonata, e lo studio di tutto ciò che riguarda la giustizia americana mi ha assorbita. Ma è arrivata dopo. È arrivato Ed Sheeran. Ed è stato amore. Shape of you ha le sonorità perfette, e le parole giuste, per esprimere ciò che Landon prova per Jaxon. Vedi che sono bipolare? Prima adoro il detective Davis, poi mi sposto sull’informatico Green. Sono un’entità complessa…
A chi consiglieresti la lettura e perché?
A tutti, ovviamente. Perché? Perché è figo!
Prima della fine è un romanzo autoconclusivo,  ma nelle note finali lasci intendere che potrebbe esserci un seguito. Puoi anticiparci qualcosa in proposito?
Come ho detto prima, quando si vive da soli è difficile lasciarsi travolgere dall’amore, anche se questo sembra inevitabilmente prossimo. Ora, partendo da questo presupposto, diciamo che Jaxon e Landon dovranno abituarsi l’uno all’altro, nel pieno di un cambiamento totale di vite e prospettive, e tra un caso e l’altro. Perché purtroppo, come dicono alla Marvel, il crimine non va mai in vacanza e qualcuno dovrà pur far rispettare la legge… Questa è una serie che ho intenzione di portare avanti per un po’, quindi… Be’, mettetevi comodi!


Il calendario completo del Blogtour



And the winner is...


Numero 18= Annina Roses



sabato 26 novembre 2016

Recensione: La colpa di Dre

Titolo: La colpa di Dre
Autore: C. K. Harp
Editore: Triskell
Lunghezza: 176 pagine
Genere: Contemporaneo, Giallo/Suspense
Formato: epub, pdf, mobi
Prezzo: €4,49
 
Descrizione:
La solitudine sembra, per Dre Walker, l'unica valvola di sfogo possibile dopo la fuga da Alberta, avvenuta tre anni or sono. Non si tratta né di amore, né di voglia di ricominciare da zero, per lui, ma solo di bisogno di dimenticare. Una vita tranquilla come editor in una casa editrice. Una vita che viene sconvolta da uno stalker, che lo ossessiona con manoscritti intrisi di violenza e inquietanti bigliettini sullo zerbino di casa. Ed è proprio questa minaccia a fargli incontrare di nuovo il poliziotto Clancy Sower, col quale aveva avuto un incontro veloce nel bagno di un locale gay.


La mia recensione: 
 Ricevere un pessimo manoscritto, di sicuro, è un’eventualità spiacevole per un editor. Ricevere lo stesso pessimo manoscritto per parecchi giorni di fila è un vero e proprio incubo. È quanto da un po’ di tempo sta accadendo a Dre. Dopo aver ricevuto il suo rifiuto, un anonimo scrittore sembra averlo preso di mira, cosicché ogni giorno gli recapita l’identico orribile romanzo. Più l’editor lo cestina, più lui insiste nel mandarlo in valutazione.
Ma le disgrazie, si sa, non vengono mai sole. In effetti, questo non è l’unico problema con cui Dre si ritrova a fare i conti. Qualcuno ha cominciato a fargli scherzi di cattivo gusto anche quando è a casa: bussa con insistenza alla sua porta, rendendo isterico il suo cane Billy, e scompare prima che lui possa aprire, premurandosi però di lasciargli sulla soglia dei bigliettini dai toni omofobi… già, l’omofobia. Giusto per restare in tema, ci sarebbe un altro “dettaglio” che contribuisce a complicare le sue giornate: Dre è gay ma non ha avuto ancora il coraggio di dichiararsi ai suoi colleghi perché teme la loro reazione, in particolare quella di Brendan, per cui ha una cotta, che è evidentemente etero e non sembra nutrire particolare simpatia per gli omosessuali.
Peggio di così non potrebbe andare… o forse sì?
Provate a immaginare che tutti questi spiacevoli inghippi comincino a intrecciarsi fra loro, creando un’inquietante rete di connessioni. Immaginate un indizio che leghi lo scrittore assillante allo stalker omofobo, ammantando nel contempo il collega etero di luce sinistra. Immaginate ancora che a investigare sul caso venga chiamato un poliziotto super sexy e gay con cui il pover editor, ignaro della sua identità, ha avuto di recente un incontro focoso nel bagno di un pub. Sembra un pasticcio di dimensioni colossali, vero? In realtà è solo un piccolo assaggio di un plot esplosivo, avvincente e, vi garantisco, orchestrato con la massima coerenza.
La colpa di Dre è un giallo intrigante, in cui nulla è lasciato al caso, ma anche un romance in grado di fondere alla perfezione dolcezza e ironia.
Lo stile, scoppiettante come un fuoco d’artificio, marca un ritmo vivace, in grado di alternare momenti di alta tensione a momenti scanzonati o carichi di erotismo.
L’autrice riesce benissimo a confonderci e depistarci, avvolgendo tutti i personaggi in una sorta di patina ambigua, per cui non si riesce mai a capire fino in fondo chi sta giocando a viso scoperto e chi ha qualcosa da nascondere, chi è innocuo e chi pericoloso. Lo stalker, a ben guardare, potrebbe essere chiunque. Brendan è un amico, oltre che un collega, non farebbe mai de male a Dre, eppure spesso calca la mano quando esprime la sua opinione negativa sugli omosessuali; lui sostiene di scherzare ma se covasse un odio autentico? Stessa cosa potrebbe dirsi per gli altri colleghi: tutti si mostrano aperti nei confronti dei gay e si dichiarano solidali nei suoi confronti, almeno in fase iniziale, ma la manifesta empatia sarà sincera? E che dire di Clancy, il detective tanto bello da mozzare il fiato? In teoria lui è un insospettabile perché si offre subito di aiutare Dre e non si limita a entrare nella sua vita in veste professionale. La scintilla scattata nella toilette si rinnova e si trasforma in un rogo di autentica passione, però anche il poliziotto ha qualche scheletro nell’armadio e, sin da subito, si mostra tanto possessivo da rasentare egli stesso lo stalking. E se l’aguzzino fosse proprio lui sotto mentite spoglie?
La componente poliziesca rappresenta una bella sfida e ha tutte le carte in regola per conquistare gli appassionati del genere. Quella romance, tuttavia, non è da meno perché ci offre una bella storia d’amore, scevra dai soliti cliché, infarcita di una buona dose di erotismo (che non guasta mai) e per nulla banale. C.K. Harp non si limita a giocare con le ambiguità dei suoi protagonisti al fine di alimentare la suspense, pone sul piatto i loro vissuti e scava nella loro psicologia. Sia Dre che Clancy hanno un bagaglio di esperienze difficili alle spalle, hanno superato – e in parte lottano ancora per superarli definitivamente – dei grossi ostacoli e nel presente tentano di ritrovare il giusto equilibrio per affrontare la vita a testa alta.
Non si tratta di due personaggi completamente positivi, entrambi hanno dei difetti che, a tratti, li rendono addirittura antipatici. Dre ha la tendenza a piangersi addosso e a mettere la testa sotto la sabbia nei momenti critici, Clancy spesso si mostra troppo appiccicoso, diffidente, burbero, ma sono proprio queste caratteristiche a renderli credibili e vivi, giacché nessuno è perfetto nella vita reale e proprio come accade con le persone in carne e ossa, si finisce per affezionarsi a loro.
In perfetto equilibrio anche l’epilogo che chiude il caso con un bell’effetto sorpresa ma poi prosegue, lanciandosi in corsa verso un romanticissimo happy end.