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venerdì 22 marzo 2013

Dalai Editore: le novità dal 26 Marzo al 2 Aprile 2013

In libreria dal 26 marzo 2013

Titolo: Il bambino che cadde sulla terra
Autrice: Kathy Lette
Editore: Dalai
Pagine: 288
Prezzo: 15,90

Le (dis)avventure di una madre quarantenne e single alle prese con il mondo bizzarro di un figlio autistico e dal nome «magico»: Merlin.

Descrizione:
Da quando il padre di Merlin, Jeremy, se n’è andato – subito dopo la diagnosi di autismo – lasciando lei e il figlio, Lucy ha fatto di Merlin il centro del suo mondo. Alle prese con le gioie e le difficoltà di crescere un bambino eccentricamente adorabile, ma impegnativo (se soltanto Merlin fosse arrivato con un manuale di istruzioni!), Lucy non ha tempo per altri uomini nella propria vita, perciò perché darsi la pena di cercarne uno? Quando Merlin compie dieci anni, Lucy comincia seriamente a preoccuparsi che il Papa possa contattarla per chiederle suggerimenti in materia di castità, perciò decide di rimettere piede (per quanto il pedicure lasci a desiderare) nel mondo degli uomini. Ma a causa della bizzarria di Merlin, le cose non vanno come aveva immaginato. Tuttavia, proprio quando Lucy sta per rassegnarsi a una vita da single, ecco che Archie – il più perfetto, per lei e per suo figlio, degli uomini imperfetti – bussa alla sua porta. E lo stesso fa Jeremy, pronto a implorare perdono e una seconda possibilità… Di cosa ha bisogno Lucy? Di un vero padre per Merlin o di un compagno affidabile per se stessa?

L'autrice:
 
Kathy Lette, columnist per diverse testate e scrittrice di sit-com televisive in America e Australia, è approdata al successo internazionale con i suoi romanzi, tradotti in quattordici lingue. Vive a Londra con i due figli e il marito. Ambasciatrice per Women and Children First, Plan International e White Ribbon Alliance, nel 2010 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Solent Southampton University. Per Baldini&Castoldi ha pubblicato Come uccidere il marito e altri utili consigli domestici (2007).


 Titolo: Urbi et Orbi
Autore: Giosuè Calaciura
Editore: Dalai
Pagine:160
Prezzo: 9,90

«Avanzavamo benedicendo urbi et orbi, in realtà distribuendo un’estrema unzione generale
perché ci sembrava che il mondo andasse a morire insieme a lui.»

Descrizione:
Incandescente come la polemica sugli spazi della religione, sulfureo come uno sguardo sul cielo con occhi infernali, grottesco e tagliente come una caricatura satanica, Urbi et Orbi è il romanzo su un papa che affascinò il mondo con la sua energia. è il dietro le quinte, fantastico e irriverente, di un Vaticano sempre più spalancato ai consumi televisivi e all’irruenza dei media. È l’occhio di un «grande fratello» curiale puntato tra i corridoi e le stanze private del palazzo apostolico. È l’esilarante confessione che persino nella trascendenza prospera il malaffare. Come nei romanzi precedenti, Calaciura cattura il suo personaggio dalla realtà più urgente, con una metafora del bene e del male, dell’inappagata aspirazione a Dio. L’io narrante è un noi, cosca di prelati che in una sequela di trame luciferine contamina la fede con la malapianta del dubbio. Sino alla miscredenza. Eminenze grigie, strumenti e vittime della malattia del mondo. Infine Urbi et Orbi è l’allucinato e struggente epilogo di un papato, resoconto surreale, ma palpitante e commosso, della malattia e della senescenza di un pontefice, troppo santo o troppo uomo, interprete e medium del dolore di tutti. Attraverso la ricchezza della sua scrittura Calaciura, ancora una volta, porta in superficie la sostanza più autentica e rimossa, quanto di universale e non effimero si nasconde nella contemporaneità.

L'autore:
 
Giosuè Calaciura (Palermo, 1960), giornalista e scrittore, per Baldini Castoldi Dalai editore ha pubblicato i romanzi Malacarne (1998) e Sgobbo (2002), finalista del Premio Campiello.
 
In lireria dal 2 aprile 2013
 
 Titolo: La certezza del ricordo
Autore: Carlo Flamigni
Editore: Dalai
Pagine: 224
Prezzo: 13,90


La memoria di un fatto di sangue «privato» confuso nel massacro
della seconda guerra mondiale. Il peso di un atto di giustizia.

Descrizione:
Bambino e adolescente nell’Italia fascista, Piero cresce nella provincia romagnola in una famiglia di origine contadina, non ricca ma benestante, con un padre militare, una madre, che presto lo lascia orfano, una nonna dal carattere aspro e una schiera di zii e cugini che sembrano rappresentare l’intera varietà dei caratteri nazionali. Lo scoppio della guerra lo costringe a crescere più in fretta. Ma l’età è l’età, così, quando il padre, all’improvviso, si presenta con una nuova moglie, Fiamma, giovane, bella e dal passato oscuro, lui è colto da turbamenti che gli suscitano confusione e sensi di colpa. Gli eventi bellici, però, soffocano presto i sentimenti personali, o almeno così pare, perché Fiamma, lasciata dal marito − richiamato al proprio dovere − nella casa di famiglia, sarà al centro di una vicenda dove questioni private e Storia si intrecceranno in modo drammatico. E alla fine di tutto, Piero si assumerà la responsabilità di un atto di giustizia che lo segnerà nell’anima, lasciandogli per il resto della vita il dubbio su quale sia stata la molla che lo ha spinto a «emettere la sentenza».

L'autore:
 
Carlo Flamigni (1933) è uno dei più importanti ginecologi italiani. All’attività di ricercatore e autore di studi di rilevanza 
internazionale, alterna, con successo, quella di divulgatore scientifico e di romanziere.

mercoledì 20 febbraio 2013

Dalai Editore: Le novità di marzo 2013

In libreria a partire dal 5 marzo 2013

Titolo: Lenti al contatto
Autrice: Claudia Riva
Editore: Dalai
Pagine: 192
Prezzo: 15,50 euro

Una ragazzina è tenuta all’oscuro di un terribile segreto. Ma quanto a lungo si può tacere la verità? Una storia che si muove tra sogno e realtà, amore e perdita, odio e perdono.

Descrizione:
Viola, occhi grandi e trasparenti come il ghiaccio, è una bambina solitaria, con un unico sogno: fuggire di casa. Figlia di un padre assente, e di una madre dipendente dall’alcol, Viola si costruisce un mondo parallelo fantastico con l’aiuto di nonna Adele, donna eccentrica dalla bellezza vistosa, che rappresenta per lei l’unico stimolo nella vita. Con la nonna trascorre pomeriggi a meditare insieme a singolari personaggi che le donano fiducia in se stessa – tra questi un bizzarro farmacista che le insegna i pericolosi segreti delle erbe medicinali –  e la mette in guardia dalle previsioni di una veggente, che legge nel suo destino solo buio profondo. Ma cosa si cela nel suo passato?
A seguito della rivelazione ricevuta in sogno dalla nonna ormai defunta – Quella notte nacquero due bambini. Tu e tuo fratello. Due gemelli – Viola fuggirà di casa e andrà alla ricerca del suo doppio, costretta a confrontarsi con i suoi peggiori incubi e paure. La madre proverà a giustificarsi per averle nascosto la verità. Ma basterà a Viola per perdonarla?

L'autrice:
Claudia Riva, nata a Bologna, sorella di Massimo Riva, storico chitarrista di Vasco Rossi, lavora come producer in ambito televisivo e  pubblicitario. Ha pubblicato un libro per bambini La mongolfiera di nuvola e il romanzo Il Condominio

Titolo: Saghetti paradiso
Autore: Nicky Persico
Editore: Dalai
Pagine: 288
Prezzo: 15,90 euro

Con Persico nasce lo smart-thriller. Appassionato, luminoso e travolgente. Un romanzo che con ironia e leggerezza svela il mondo della manipolazione e della violenza.


Descrizione:
Un praticante avvocato, Alessandro Flachi, inesperto e anche un po’ maldestro, si ritrova coinvolto nella difesa di due donne molto differenti tra loro per età ed estrazione sociale, accomunate dal fatto di essere entrambe vittime di violenza. Si dipana da qui un fitto intreccio di storie e di persone che si ritroveranno a influenzare ognuna i destini dell’altra, e a portare il protagonista a conoscere a fondo il fenomeno dello stalking e della manipolazione, in un susseguirsi di eventi che rivelerà una realtà molto diversa da quella che appariva. Alessandro rischierà più volte la vita, suo malgrado e senza voler essere un eroe, mentre accanto a lui − tra colpi di scena, ironia sottile e ribaltamenti di fronte − figure tenere e innocue come il buon vecchio Mutolo, o decise come la bellissima e tormentata Lara, mostreranno la vera forza delle persone buone, infondendo un messaggio di concreta speranza e di coraggio. Ambientato in una Puglia raccontata in modo originale, e condito da fascinose commistioni culinarie, Spaghetti Paradiso è un equilibrio di suspense e scanzonata serenità dal risultato narrativo travolgente. Nicky Persico, con questo libro, è riuscito a creare un genere narrativo unico e senza precedenti.

L'autore:
Nicky Persico è nato nel 1964. Vive a Bari, dove svolge la professione di avvocato. Autore di numerosi racconti, giornalista pubblicista ed ex steward di una grande compagnia aerea, ha interessi nel campo della fotografia, della sceneggiatura e della recitazione. Come legale si è interessato di incidenti aerei e navali, e da molti anni si occupa di violenza sulle donne, approfondendone gli scenari e le dinamiche, sino a farsi ideatore e promotore di iniziative per contrastare lo stalking, partecipando a numerosi convegni con associazioni di vittime e trasmissioni televisive. Nel dicembre 2012 da un suo racconto, Teresa dondolava, è stato realizzato un cortometraggio omonimo. Spaghetti Paradiso è il suo primo romanzo.

Titolo: Vela di pietra
Autore: Ake Edwardson
Editore: Dalai
Pagine: 400
Prezzo: 16,90 euro


Un nuovo grande romanzo del Simenon svedese.


Descrizione:
Nel corso della seconda guerra mondiale il marinaio svedese John Osvald scompare misteriosamente con il suo peschereccio al largo della costa scozzese. Sessant’anni dopo scompare in mare anche suo figlio Axel. Contattato dalla figlia di quest’ultimo, una maestra dal carattere inquieto, sua vecchia amica, il commissario Erik Winter decide di recarsi nel nord del Regno Unito per indagare sulla vicenda. Intanto, a Göteborg, l’ispettore Aneta Djanali, originaria del Burkina Faso, si interessa a un caso di violenza coniugale. La vittima è una donna della quale al momento si è persa ogni traccia, e la cui famiglia non intende collaborare all’inchiesta. La poliziotta afro-svedese si ritrova così, a poco a poco, invischiata in un ingranaggio che la obbliga a fare i conti con il proprio passato. Come Winter, anche lei sarà costretta a compiere un viaggio in terra straniera. Con Una vela di pietra il maestro del poliziesco nordico dà vita a un giallo dinamico, dal ritmo impeccabile e pieno di suspense.

L'autore:
Åke Edwardson (Vrigstad, 1953) ha vinto per tre volte il premio per il miglio thriller svedese. I suoi romanzi, che hanno venduto oltre cinque milioni di copie nel mondo, sono tradotti in più di venti lingue. Dai libri che hanno come protagonista il commissario Erik Winter − di cui Dalai editore ha già pubblicato Il cielo è un posto sulla terra (2010), Balla con l’angelo (2011), Grida da molto lontano (2011) e Luce e ombra (2012) − è stata tratta una serie televisiva di grande successo.



 

giovedì 27 settembre 2012

Anteprima: Ultimamente mi sveglio felice


In libreria a settembre

 


Titolo: Ultimamente mi sveglio felice

Autrice: Lisa Corva
Editore: Dalai
Pagine: 240
Prezzo: 14,90

Perché tutti sogniamo di innamorarci. Ancora. Perché tutti abbiamo un segreto nel telefonino.

Descrizione:
La protagonista? Ha le unghie dipinte di blu, si veste sempre con qualcosa che luccica, e dorme con due
cellulari sul cuscino. Quanti anni ha? Non importa. L’importante è che sogna di innamorarsi, ancora. Forse
per questo legge ogni giorno, su un giornale distribuito in metropolitana, una poesia. La legge come se fosse
un oroscopo, come se predicesse il futuro. Perché ha appena incontrato un uomo su Facebook…
Un libro sulla reversibilità (e irreversibilità) dell’amore, su etero che diventano gay (ma non viceversa),
profumi che sanno di desideri sospesi, madri post-hippy in ospedale e badanti clandestine che piovono dal
cielo. Ma soprattutto sull’amore ai tempi di Facebook. L’amore chiuso dentro un iPhone.
 
L'autrice:
 
Lisa Corva è nata a Trieste, e non vedeva l’ora di infilare la sua città del cuore dentro a un romanzo. Perché Lisa
Corva, nella vita, scrive. Di poesia, amore, scarpe e borse, non necessariamente in quest’ordine. Scrive
ovunque, anche dentro a un iPhone. E, ogni giorno, sul suo blog: lisacorva.com. Questo, dopo Confessioni
di un’aspirante madre e Glam Cheap, è il suo terzo romanzo.

domenica 2 settembre 2012

Anteprima: Libro di memorie

In libreria dal 4 settembre 2012

Titolo: Libro di memorie
Autore: Péter Nadas
Editore: Dalai
Pagine: 880
Prezzo: 24,00 euro

Pubblicato per la prima volta nel 1986, in una versione che risente della censura del regime di Kádár, Libro di memorie rivede la luce nella sua stesura originaria negli anni Novanta. È considerato uno dei momenti più  elevati della letteratura ungherese, ma soprattutto una pietra miliare della letteratura contemporanea, come dimostrano non soltanto lo straordinario consenso di autorevoli critici e lettori in tutto il mondo, ma anche i  paragoni eccelsi con grandi nomi come Thomas Mann, Robert Musil, Jean Genet e James Joyce.
Libro di memorie ruota attorno a tre elaborati fili narrativi. La storia più importante è quella di un giovane drammaturgo ungherese, lasciato volutamente nell’anonimato, che rievoca il suo soggiorno-studio a Berlino Est. Sullo sfondo degli anni Settanta, in un’atmosfera cupa e di timore, si ritrova coinvolto in un triangolo amoroso psicologicamente complesso con Thea, matura e affascinante attrice, e Melchior, giovane poeta, con il quale anche lei ha una relazione. Si intreccia a questo racconto quello della tormentata adolescenza del protagonista, segnata dalla morte della madre, dagli strani comportamenti tanto politici quanto amorosi del padre e dall’impetuosa infatuazione per il bellissimo Krisztian nel periodo successivo alla rivolta ungherese del 1956. Parallelamente a questi fili narrativi se ne snoda un terzo, costituito da stralci del romanzo del protagonista su uno scrittore tedesco di fine Ottocento, Thomas Thoenissen, una sorta di suo alter ego, dalla vita dissoluta e dalla sensualità esasperata. Muovendosi tra il periodo stalinista e l’Est europeo postcomunista, Nádas crea un canale perfetto tra due epoche: il suo anonimo narratore cresce sotto il regime in una famiglia comunista privilegiata, figlio di un procuratore di Stato. Nel raccontare il passaggio dall’infanzia all’età adulta, Nádas dipinge in modo vivido la segretezza, la paura, le tensioni di una
società dove il livello personale e quello politico non sono separati.
Un libro che si legge come una discesa dentro la memoria e le sue implicazioni, privilegiando sempre e nonostante tutto i comportamenti umani: di quegli individui che hanno dovuto vivere e amare sotto un regime totalitario.

L'autore:
Péter Nádas, nato nel 1942 a Budapest, romanziere, commediografo, saggista, giornalista e grande fotografo. Tra i più importanti autori ungheresi, dal 1969 ha deciso di dedicarsi interamente alla scrittura. Il suo romanzo d’esordio, Fine di un romanzo familiare, è stato pubblicato da oltre ventitrè case editrici straniere (tra cui Rowohlt, Plon, Farrar Straus and Giroux e Vintage), riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e di critica. Libro di memorie, monumentale opera scritta in undici anni, è considerato il suo capolavoro e gli è valso l’ingresso a pieno titolo tra i grandi nomi della letteratura mondiale.
È uno dei più probabili candidati al premio Nobel per la Letteratura. 

Hanno detto di questo libro:
 
«Péter Nádas ha ottenuto negli Stati Uniti il plauso solitamente riservato ai grandi nomi. La sua opera ha evocato paragoni con la tradizione poetica di Thomas Mann, con l’esplicita sensualità di Jean Genet e il flusso di coscienza di James Joyce.» Jane Perlez, The New York Times

«Ora l’Italia scopre nomi da Nobel come Nádas.»
Giorgio Pressburger, Corriere della Sera

«L’anima di Proust sotto il socialismo. Un romanzo di profonda complessità filosofica, permeato da una forte sensualità.» Eva Hoffman, The New York Times

«Il genio di Péter Nádas… Quello che gli sta a cuore è la scoperta della verità ed esprimerla in qualunque modo.»
Deborah Eisenberg, The New York Review of Books

«Una lunga discesa sinuosa e complessa negli strati sotterranei della memoria. Sottile, erotica e smisurata, la prosa di Péter Nádas è fatta di digressioni galoppanti di una sensualità che abbraccia il mondo intero, ma che torna sempre a studiare minuziosamente i comportamenti umani.»
L’Express

«Con Libro di memorie Péter Nádas si è guadagnato una reputazione internazionale. La sua opera ha evocato paragoni con Thomas Mann, Robert Musil e James Joyce.»
Le Monde



mercoledì 25 luglio 2012

Recensione: La scuola dei giochi segreti

Titolo: La scuola dei giochi segreti
Autrice: Rebecca Coleman
Editore: Dalai Editore
Collana: Pepe Nero
Pagine: 352

Prezzo: 9,90 euro

Descrizione:
Maryland, tardi anni Novanta. Nel cortile di una scuola Waldorf, tra precetti di Rudolf Steiner, insegnanti impettiti e sciami di adolescenti, l’incontro tra chi mai e poi mai avrebbe solo dovuto sfiorarsi. Lei, Judy McFarland, è una maestra d’asilo quarantatreenne dai sogni arenati e una livida vita coniugale che da tempo ha tragicamente rinunciato a se stessa; lui, Zach Patterson, è uno studente di sedici anni dalle maniere impertinenti, diviso tra una madre piena di mancanze e la gran fatica di essere il nuovo arrivato in città. Se il loro passo dall’amicizia alla relazione è breve e deciso, quello che li condurrà a un’ossessione fatale sarà una corsa a perdifiato nei campi incolti di vecchi, oscuri ricordi e dell’inconsapevolezza che, dopotutto, quella relazione non è che l’ultimo di una serie di segreti. La scuola dei giochi segreti è una spiazzante storia di frustrazione suburbana, densa di solitudine, imprudenza, desiderio che spoglia della ragione e voglia disperata di tornare indietro e rifare tutto diversamente.
L'autrice:

Rebecca Coleman, nata a New York, è laureata in Letteratura inglese all’Università del Maryland. Vive con la famiglia non lontano da Washington, dove tiene corsi di scrittura creativa.

La mia recensione 
Jude ha quarantatre anni, una famiglia, un lavoro che ama ma anche un gran senso di insoddisfazione che le cova dentro. Di certo non può dirsi vecchia, però si sente giunta a un punto morto. I suoi figli sono cresciuti abbastanza da essere autonomi e suo marito sembra essere diventato un estraneo. Completamente assorbito dal lavoro e dalle sue ambizioni non la degna più di uno sguardo. La passione che un tempo li univa è sfumata senza lasciare traccia, il matrimonio si è trasformato in una gabbia angusta in cui non c’è più spazio per l’amore né per la tenerezza.
Jude non può farsene una ragione, in fondo si sente ancora assetata di vita, il suo corpo reclama carezze e in segreto sogna una relazione che torni a farle battere il cuore.
Il suo sogno, ben presto, si farà strada nella realtà ma piuttosto che addolcirla di rosee sfumature la ammanterà di toni foschi perché a farle correre i brividi lungo la schiena sarà Zach, un ragazzino di soli sedici anni.
Jude è sconvolta, inorridita dalle sue sensazioni. Vorrebbe ricacciarle nell’inferno da cui sono emerse, ma non è semplice. Anche Zach è attratto da lei, la cerca, la desidera e non fa niente per nasconderglielo.
Così un bacio, quasi innocente, un errore commesso in un momento di debolezza sarà la scintilla che scatenerà un incendio di torbida passione.
Che male farà una volta ancora?
Questo interrogativo, pensato e puntualmente taciuto, si insinuerà come un tarlo nella mente dei due amanti e li spingerà sempre più a fondo, in un baratro da cui non c’è ritorno.
Non c’è amore nella storia raccontata da Rebecca Coleman. Sin dalle prime pagine si connota come una storia sbagliata, una storia di insana ossessione, disturbante non solo perché ci pone a confronto con un tabù ma perché ne mette a nudo i meccanismi ricordandoci che la nostra stessa società non è immune a certi guasti.
Il background che fa da sfondo all’intera vicenda, al pari di una cartina tornasole, ne enfatizza l’aspetto malato. Jude è una maestra d’asilo apprezzata da tutti, è una pioniera dell’innovativo metodo Steiner e i genitori della piccola comunità in cui opera fanno a gara per affidare a lei i propri figli. Stando al suo ruolo, dovrebbe essere una garante dell’ordine costituito, una sorta di fatina buona scelta per preservare l’innocenza dell’infanzia. È l’ultima persona da cui ci si aspetterebbe un comportamento come quello di cui si macchia. Ancor più sconcertante è il fatto che la sua relazione con Zach nasca e si consumi proprio tra le mura della scuola. Il ragazzo le viene infatti temporaneamente affidato perché svolga delle ore di volontariato aiutandola ad allestire un’asta di beneficenza.
Il ruolo sociale rivestito dalla donna si scontra dunque violentemente con la sua sfera privata complicando il tutto. Benché ciò la ponga nella condizione di essere additata ed etichettata come mostro, l’autrice sospende il giudizio e, implicitamente, ci induce a fare altrettanto.
Rivelandosi un’ottima conoscitrice dell’animo umano, delinea un ritratto psicologico di Jude molto approfondito spingendosi sino agli anni della sua infanzia. Così facendo ci  fornisce tutti i tasselli necessari per comprenderla, sebbene ciò non basti a  giustificarla.
La stessa perizia psicologica contraddistingue la caratterizzazione di Zach. La sua tenera età sicuramente lo pone nella posizione della vittima più che del carnefice, cionondimeno il suo comportamento suscita parecchi interrogativi.
Com’è possibile che due persone di età così diverse siano attratte sessualmente l’una dall’altra?
Non era la sua giovinezza a inebriarmi, ma il modo in cui lui faceva riaffiorare la mia, confessa Jude mentre Zach ammette a se stesso di essere attratto dal gusto del proibito, scoparsi una donna su un aereo che precipita è mille volte più eccitante che farlo in una camera da letto di una bella casa.
Un romanzo introspettivo, scabroso e intenso reso con una prosa raffinata quanto avvolgente che non rinuncia all’eleganza  neanche nelle descrizioni più osé. Lo si legge con un nodo allo stomaco eppure non si riesce a distogliere l’attenzione. Si avverte quasi il bisogno fisico di giungere all’ultima pagina per scoprire come si concluderà la storia. Viste le premesse, è impossibile attendersi un lieto fine, il realismo impregnerà anche le battute finali,  non ci sarà sconto di pena per i protagonisti ma neanche soddisfazione nell’assistere alla loro sconfitta.
A lettura finita, nonostante tutto, a prevalere è un senso di compassione e di grande rispetto per il dolore, in qualsiasi forma si manifesti.
D’altra parte, chi è senza peccato scagli la prima pietra.

lunedì 12 dicembre 2011

Recensione: Cuore nero

Titolo: Cuore nero
Autrice: Amabile Giusti
Editore: Baldini Castoldi Dalai Editore 
Pagine: 523
Prezzo: 18,70
Descrizione:
A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? E ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt'altro che romantica dei rapporti sentimentali. Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di sé, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia. Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall'accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell'Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra. Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondono entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere. 
L'autrice:
Amabile Giusti è nata in Calabria. È un avvocato ma non si sente avvocato: scrivere – romanzi, poesie, filastrocche per bambini – è la sua vera passione da sempre. Non c’è niente che fa male così, sua opera d’esordio, è uscita nel 2009 per La Tartaruga edizioni, con un buon successo di critica e pubblico.

La mia recensione:
Attenzione! Contiene anticipazioni sulla trama.
Giulia è una diciassettenne per molti versi simile alle sue coetanee ma dotata anche di alcune caratteristiche che la rendono speciale: bada più alla sostanza che alle apparenze, è chiacchierona, schietta e un tantino sboccata e preferisce le persone strane a quelle banali. Alle comuni uscite con le amiche alterna passeggiate solitarie con il bassotto Teo e visite all’ospizio in cui è ricoverata la sua ex vicina di casa, Lina, malata di Alzheimer.
I riccioli ribelli, gli incisivi distanti e il fisico non propriamente asciutto, sicuramente non fanno di lei una bellezza tale da far girare i ragazzi al suo passaggio, eppure Max, il più bello della scuola, sembra farle il filo.
Tutto si complica quando nella cittadina di Palmi arriva Victor, un ragazzo francese dal viso angelico che sembra saltato fuori dal set di un film d’altri tempi. Anche lui manifesta un interesse particolare per Giulia e presto si ritroverà coinvolto in una sorta di competizione con Max.
La solita storia di cotte adolescenziali?
Assolutamente no, giacché i due giovani non sono comuni mortali.
Cuore nero non è una banale storiella d’amore ma nemmeno il solito polpettone sdolcinato sui vampiri.
Cuore nero è un romanzo sorprendente e profondo, in grado di travolgere il lettore con la stessa forza di un mare in tempesta, quel mare che spumeggia sullo sfondo di un incantevole paesaggio mediterraneo.
È la Calabria, terra d’origine dell’autrice, qui dipinta con pennellate d’artista, a fornire l’ambientazione per una trama urban-fantasy in cui  reale e soprannaturale si incontrano e si fondono senza interruzione. La quotidianità di un’adolescente alle prese con gli esami di maturità (prova d’ingresso nell’età adulta?), con una madre psicologicamente assente perché incapace di superare la separazione dal marito e un padre fisicamente lontano perché impegnato a ricostruirsi una vita altrove, pian piano si tinge di magia. Dapprima è la magia del batticuore e delle prime farfalle nello stomaco, poi è la “magia nera” legata alla scoperta di una realtà altra popolata di vampiri e cacciatori che si fanno la guerra, infine è l’incanto/disincanto di un amore impossibile.
I sentimenti sono sempre al centro della scena, descritti con un realismo tale da scatenare una forte empatia con i personaggi.
Impossibile tanto per una diciassettenne quanto per un’adulta che quegli anni li ha vissuti, non riconoscersi in Giulia, nella passionalità, nell’ostinazione e nella genuinità che caratterizzano il suo modo di vivere il primo vero amore.
Abbastanza facile immedesimarsi anche nel dramma di Max perché sebbene il vampiro sia una figura mitologica, la Giusti è riuscita a fornircene un ritratto psicologico in grado di stupire in virtù della sua credibilità. Cosa significa vivere una vita eterna, non poter provare sentimenti ed essere continuamente irretiti dai morsi della fame? Più che di poteri speciali e di stereotipi, qui si racconta di solitudine e conflittualità.
Straordinari, ciascuno a suo modo, anche gli altri personaggi: l’enigmatico quanto conturbante Victor, la vampira Lisa tormentata da un’inguaribile nostalgia per il sole, Paolo che a seguito di un incidente ha sviluppato la facoltà di prevedere la morte, l’anziana Lina malata di Alzheimer che pure gioca un ruolo fondamentale con la sua presenza silenziosa.
Lo stile narrativo si connota per “freschezza” e sfumature ironiche. L’alternanza di diversi registri, fa sì che i dialoghi risultino assolutamente realistici. Il linguaggio demodé e infarcito di francese dei Lassalle assume toni più colloquiali nelle battute dei vampiri, fino ad affermarsi per aderenza alla realtà quando a esprimersi sono i più giovani.
Un’opera magistrale che con fantasia e semplicità affronta temi universali, capace di suscitare un forte coinvolgimento emotivo commuovendo fino alle lacrime.
Un cuore nero da assaporare a cuore aperto, lasciandosi trasportare sull’onda delle emozioni, senza barriere.
Un plauso speciale, infine, va ad Amabile Giusti per aver dato prova di grande sensibilità scegliendo di devolvere tutti i diritti d’autore al Rifugio “I fratelli minori” che si prende cura dei cani abbandonati. Una ragione in più per non lasciarsi sfuggire un libro meraviglioso.