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lunedì 9 ottobre 2017

Review Party: Armonia finale di Hendrik R. Rose

Buongiorno cari follower,
benvenuti al Review Party dedicato a "Armonia finale" di Hedrick R. Rose (La Ponga Edizioni), una distopia fantasy che vi farà mostrerà gli elfi in una versione davvero insolita.

Titolo: Armonia finale
Autore: Hendrik R. Rose
Editore: La Ponga
Collana: Tanto è Fantasy
Pagine: 486
Prezzo Cartaceo: 23.00€
Prezzo Ebook: 4.99€
Data di publicazione: 14 ottobre 2017

Descrizione:
Gli elfi sono tra noi, loro malgrado. In un futuro prossimo e dolorosamente simile al presente, una razza mitica quanto misteriosa è uscita allo scoperto solo per ritrovarsi oppressa vittima del razzismo degli umani.
Rinchiusi in quartieri ghetto ai margini della società, gli elfi si ritroveranno sull’orlo dello sterminio totale, uccisi da ciò a cui un tempo erano più legati: la bellezza. Il loro destino è nelle mani di Elhand, riluttante leader di una rivolta sul punto di scoppiare.

La mia recensione:
Il diverso fa paura, combatterlo spesso sembra più facile che accettare il confronto.
Nello stato immaginario creato da Hendrick R. Rose, accade lo stesso. La vita scorre tranquilla fino che non si scopre che fra gli umani si aggirano anche esseri appartenenti a una specie differente. Non hanno sembianze particolari che li identifichino, di certo non sfoggiano orecchie a punta come nelle favole, ma sono elfi e possiedono facoltà straordinarie che li rendono superiori agli uomini. Non a caso, a tradire la loro esistenza è un campione olimpionico che sbalordisce tutti proprio perché dotato di una velocità e di una resistenza inconcepibili per un essere umano. Stupiti dalle sue capacità, alcuni scienziati decidono di esaminarlo scoprendo così di avere a che fare con l’esponente di una nuova razza. È l’inizio di una vera e propria persecuzione. Sin da subito governanti e cittadini si sentono minacciati dalla presenza di creature superiori e dunque in grado di prendere il sopravvento, cosicché decidono di confinarle tutte in un quartiere e controllarle affinché non acquisiscano mai potere.
È così che nasce il Distretto 50 e per gli elfi comincia un periodo di declino. Obbligati a non esercitare più le loro abilità e a mantenere le distanze dalla bellezza che pare alimentare la loro forza interiore, vengono gradualmente snaturati, oltre che ridotti in schiavitù.
La storia comincia quando nel ghetto si verifica una morte sospetta. La dipartita di un elfo, per il governo, non è qualcosa su cui valga la pena indagare ma il detective Wallace Flynn non è dello stesso avviso. Lui desidera scoprire la verità, perciò, con l’aiuto dell’amica dottoressa Ariel Scott, avvia delle indagini ufficiose. L’autopsia rivela un dato sconcertante: pare che a uccidere l’elfo si stata la musica! Ma le stranezze non finiscono qui, il caso infatti si complica quando nuovi decessi si verificano nello stesso distretto, a distanza di breve tempo. Opera di un serial killer? Suicidio di massa o… qualcuno sta tentando di sterminare un’intera razza?
Il romanzo si apre come un giallo ambientato in una dimensione fantasy, abbiamo una serie di morti misteriose e un poliziotto che ricerca la verità. Gli strumenti utilizzati nel processo investigativo sono prettamente umani, mentre le vittime aprono uno spiraglio su una dimensione fantastica. Le ricerche di Wallace Flynn ci consentono di apprendere una serie di informazioni, di familiarizzare con questo mondo immaginario, di entrare in confidenza con i personaggi principali e, nello stesso tempo, gettano le basi per la seconda parte del romanzo che ci riserva una virata a sorpresa. La soluzione del mistero, infatti, non segna la fine della storia ma scandisce l’inizio di un nuovo capitolo, più avventuroso, più dinamico.
L’omicidio in apertura sarà solo la scintilla che innescherà una guerriglia urbana. A dispetto di quel che sembra all’inizio, l’autrice non si limita a imbastire una trama poliziesca ma se ne serve solo per introdurre un racconto diverso: quello di uno scontro fra due razze, di una rivoluzione organizzata da un gruppo di oppressi per riconquistare la libertà.
Dal mistero si passa all’azione, il ritmo diviene più serrato e il pathos s’impossessa della narrazione.
Attraverso una prosa evocativa e ricca di figure retoriche, scandita da una colonna sonora fittissima, che spazia da Morrissey a David Bowie, passando per Ennio Morricone, veniamo trascinati nel cuore di un’avventura emozionante. Discostandosi dai soliti cliché, Rose ci mostra gli elfi in una veste insolita e originale che li rende meno fiabeschi e più credibili, meno eterei e più passionali.
Fra i due schieramenti nemici si posizioneranno poi alcuni umani che, a dispetto della loro natura, decideranno di allearsi con i ribelli, dissociandosi dai progetti di un governo che sta diventando sempre più autoritario. Assisteremo allo scontro aperto fra due fratelli che sceglieranno di combattere dai lati opposti della barricata, vedremo nascere un amore fra un elfo e un’umana e ci imbatteremo in personaggi ambigui che fingeranno di parteggiare per gli uni allo scopo di favorire gli altri.
Pur caratterizzandosi a tutti gli effetti come urban fantasy, Armonia finale non tenta di stupirci tanto con gli effetti speciali quanto con la forza dei sentimenti e l’attualità delle dinamiche descritte. Convincente metafora dello scontro fra etnie diverse, pur trascinandoci in un mondo di fantasia, rispecchia un aspetto della realtà, veicolando un bellissimo messaggio su cui penso valga la pena riflettere: integrazione è la parola magica per costruire un futuro di pace.






mercoledì 27 settembre 2017

Anteprima: Sarà sempre guerra

In anteprima a Stranimondi (Milano - 14/15 Ottobre 2017) La Ponga edizioni presenta una nuova antologia della sua collana "Cose che voi umani" dal titolo "Sarà sempre guerra" a cura di GianFilippo Pizzo.

Titolo: Sarà sempre guerra
Autori: AA VV a cura di GianFilippo Pizzo
Editore: La Ponga
Collana: Cose che voi umani
Data di pubblicazione: 14 Ottobre 2017
Pagine: 300
Prezzo Cartaceo: 19.00€
Prezzo Ebook: 3.50€

Descrizione: 
Da sempre, la guerra è parte dell’uomo. Lo era nel passato e, per quanto la possiamo percepire come qualcosa di lontano, è parte del nostro presente. Sempre uguali le motivazioni, in continua evoluzione i mezzi tecnici con cui gli uomini sterminano i propri simili. Non importa perché, l’importante è uccidere e farlo sempre meglio. La fantascienza, letteratura d’indagine per definizione, è uno strumento di grande potenza per esplorare una condizione tanto legata alla natura umana. Questo Gian Filippo Pizzo lo sa bene e, forte della sua quarantennale esperienza nel mondo della fantascienza, realizza un’antologia tematica di grande attualità.

Gli autori:
Vittorio Catani, Stefano Carducci & Alessandro Fambrini, Lorenzo Fabre, Dario Tonani, Franco Ricciardiello, Stefano Tevini, Vito Introna, Irene Drago, Giulia Abbate, Gian Filippo Pizzo, Mauro Antonio Migliaruolo, Italo Bonera, Michele Piccolino, Francesco Grasso.

mercoledì 20 settembre 2017

Anteprima: Armonia finale di Hendrik R. Rose

In uscita il 14 ottobre

Titolo: Armonia finale
Autore: Hendrik R. Rose
Editore: La Ponga
Collana: Tanto è Fantasy
Pagine: 486
 Prezzo Cartaceo: 23.00€
Prezzo Ebook: 4.99€

Descrizione:
Gli elfi sono tra noi, loro malgrado. In un futuro prossimo e dolorosamente simile al presente, una razza mitica quanto misteriosa è uscita allo scoperto solo per ritrovarsi oppressa vittima del razzismo degli umani.
Rinchiusi in quartieri ghetto ai margini della società, gli elfi si ritroveranno sull’orlo dello sterminio totale, uccisi da ciò a cui un tempo erano più legati: la bellezza. Il loro destino è nelle mani di Elhand, riluttante leader di una rivolta sul punto di scoppiare.

L'autore: 
Hendrik R. Rose ha studiato all'Accademia delle Belle Arti prima di diventare stilista e designer di moda e accessori per aziende italiane ed estere. Docente di design di moda in
importanti scuole italiane è sempre stata attratta da tutte le forme di comunicazione. Il lavoro l’ha portata a vivere per molti anni lontano dall’Italia e a viaggiare frequentemente
in Europa e Oriente, dove trascorre diversi giorni all'anno tra India, Vietnam, Cina e Hong Kong. La passione per la scrittura e dovuta agli stimoli e alle riflessioni raccolte durante
questi viaggi e attraverso i contatti con la gente e le lunghe ore trascorse negli aeroporti, guardando e registrando i modi di fare e di vivere di persone di altre culture.


domenica 11 giugno 2017

Recensione: Nacheera

Titolo: Nacheera
Autrice: Valentina Di Caro
Editore: La Ponga
Prezzo: 18,00
Disponibile su Amazon

Descrizione: 
Potrebbe essere la solita storia d'amore adolescenziale. Ma "Nacheera" è soprattutto la storia di due mondi, così diversi ma altrettanto importanti per Sara. Fino alla scelta finale. E tu, quale mondo sceglierai?

La mia recensione: 
Sara è un’adolescente come tante, almeno è quello che crede fino a che un giorno, in classe, non arriva un nuovo compagno. Il suo nome è Federico ed è molto carino, ma non è questo a fare la differenza. Tutto cambia nel momento in cui il ragazzo, che si scopre non essere un umano ma un paraninfo, le dà accesso a un mondo parallelo popolato dai Nacheera e da tante altre creature magiche. Qui Sara apprende di essere in realtà una Fata bianca, la tredicesima per l’esattezza, e di essere chiamata a svolgere una missione molto importante. Il mondo dei Nacheera, infatti, trae vita da una Sorgente. Il malvagio Lorcan la sta gradualmente prosciugando e sta rapendo le ninfe che la presiedono. Secondo una profezia, solo Sara può sconfiggerlo e preservare la fonte d’acqua – sinonimo di vita – nel regno.
Ha inizio così un percorso di addestramento che sarà preludio a un viaggio avventuroso: quello che Sara dovrà compiere per raggiungere Gladia, il luogo in cui si trova il covo di Lorcan e in cui sono detenute le ninfe rapite, al fine di affrontarlo e, si spera, sconfiggerlo.
Come si può facilmente intuire da questi accenni, il plot ricalca il classico schema fantasy. L’autrice non osa, non propone innovazioni ma reinterpreta, in maniera comunque apprezzabile, temi e intrecci tipici del genere. Il fulcro intorno a cui si sviluppa la storia è quello dell’eterna lotta fra bene e male, qui nettamente divisi fra loro. Sara è l’eroina per caso, la ragazza comune chiamata a svolgere un compito all’apparenza molto più grande di lei ma che in virtù della sua purezza d’animo e dell’amore che le fa da guida, riesce a vincere qualsiasi ostacolo. E, come in ogni fantasy che si rispetti, ce ne sono molti disseminati sul suo cammino. Per giungere alla meta e cimentarsi nello scontro finale, la protagonista dovrà attraversare terre sconosciute, fra creature magiche e incantesimi e superare numerose prove. Accompagnandola lungo il cammino, lo stesso lettore ha occasione di esplorare un mondo fantastico, in grado di stupire e affascinare. Fra elfi, goblin, troll, fate, attraversiamo luoghi incantati come l’inquietante foresta dei Dorminenti – che subisce l’effetto di un sortilegio attuato da Lorcan – e scopriamo anche posti suggestivi come l’Heonor, il cimitero acquatico delle ninfe.
Il viaggio di Sara non è solo fisico ma è anche un viaggio interiore che la farà crescere e la porrà di fronte a scelte ardue, compresa quella fra le due dimensioni, fra la sua famiglia terrestre e i nuovi affetti conquisati dall’altra parte. Nel mondo dei Nacheera scoprirà anche l’amore che segnerà un ulteriore tappa nel suo percorso di maturazione. Da ragazzina comune e insicura, si trasformerà in una donna coraggiosa e saggia, capace di grandi imprese.
La lettura è godibile, la storia avventurosa e ricchissima di accadimenti e personaggi. Unica pecca, dal mio punto di vista è rappresentata dallo stile fortemente descrittivo. Tutto ci viene raccontato e mai mostrato, sicché si fa fatica a immedesimarsi e alla fine ci si ritrova con un bagaglio fatto più di informazioni che di emozioni. Allo stesso modo, la caratterizzazione dei personaggi si riduce ai tratti essenziali, per cui non si riesce a percepirli come persone vive e non si ha modo di affezionarsi a loro.
Di contro, incisivo e attuale è il messaggio che attraversa il romanzo connotandolo quasi come un inno alla natura, fonte di vita. Rispettarla e preservarla è indispensabile al fine di garantire la sopravvivenza di qualsiasi specie vivente sul nostro pianeta: è una regola che vale nel mondo immaginario dei Nacheera quanto nel nostro, in cui il Lorcan di turno è rappresentato dall’inquinamento e dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse. Quella di Sara è dunque una missione a cui tutti noi, in qualche modo, siamo chiamati.








sabato 19 ottobre 2013

Intervista ad Alessandro Noseda

Alessandro Noseda è nato a Como più o meno mezzo secolo fa, ma poi la vita l’ha portato in lungo ed in largo per “lo Stivale” facendogli conoscere persone, luoghi e storie che popolano i suoi racconti.
Ha cominciato a leggere e scrivere a sei anni (in prima elementare, come tutti) e da allora non ha più smesso (come molti). Ama la sua famiglia con l’onnipresente Pinscher, la lettura, la vela, la montagna, i viaggi e – soprattutto – frequentare i pochi buoni veri amici di sempre.

Ama pure i noir, specie se “latini” (Boccignone, Gatti, Gori, Izzo, Marino, Sacheri, Vichi). Alessandro ne parla così: “Nel quotidiano siamo costretti in schemi precostituiti, rigidi, ripetitivi, mentre quando ci si dedica a un noir si può dare sfogo a tutte le fantasie, anche a quelle inconfessabili. Unici limiti, il buon gusto e la qualità della scrittura.”
 
Benvenuto nel mio salottino letterario. Come di consueto, cominciamo con le presentazioni. Chi è e perché scrive Alessandro Noseda?

Grazie per l’ospitalità. È un piacere. E grazie per lo spazio che dai a me e ai “colleghi” esordienti nelle tue pagine. È davvero rara!  
«Scrivo per vivere, sgobbo per campare» ho letto da qualche parte. È un po’ quello che capita a me. Ho un lavoro che mi dà buone soddisfazioni, mi consente di mantenere decorosamente la famiglia, ma che – evidentemente - non mi gratifica in toto. Aggiungi a ciò che dormo poco…   
  

Quando e come ha avuto origine la tua passione per il noir?

In realtà, ora ti farò ridere, è iniziata con i «Gialli dei ragazzi» Mondadori. Te li ricordi? I Pimlico Boys?  Insomma, mi sono appassionato adolescente al genere poliziesco, poi alle storie di spionaggio, infine ai noir veri e propri, che mixano spesso - a mio avviso - il meglio del filone. 


La trilogia di Luca Mariani. Com’è nata l’idea?

In un periodo difficile della mia vita ho cominciato a soffrire d’insonnia. Per riempire le ore notturne  leggevo molto. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di scrivere una storia che non parlasse del classico investigatore dedito a Bacco, tabacco e Venere, con un brutto divorzio alle spalle e tanti scheletri nell’armadio.  Luca è una persona normale, che ha scelto di servire lo Stato perché ci crede davvero. Un idealista? Un sognatore? Un illuso? Sicuro. Ma ce ne fossero di persone reali come lui!


Ti sei ispirato a qualche persona reale per la caratterizzazione del tuo protagonista o è solo un parto della tua fantasia?

Sì e no. Mi spiego meglio. Tutti i personaggi che racconto nascono dalla vita quotidiana. Sono un buon osservatore. Prendo ciò che mi colpisce e lo metto insieme, esattamente come in cucina,  sperando che il risultato finale sia meglio dei singoli ingredienti. 



La storia si svolge essenzialmente a Napoli. Quale il tuo legame con questa città? Ne hai una conoscenza diretta o hai dovuto documentarti diversamente per rendere tanto credibile l’ambientazione?

Sono stato a Napoli per lavoro ed ho scoperto un luogo di cui non ci si può non innamorare. Non è solo la bellezza di panorami, strade, vicoli, monumenti, è il clima che si respira. Credo che sia una di quelle città difficili da raccontare, per sapori, profumi, sensazioni. I napoletani, poi, sono fantastici: calorosi, aperti, ospitali e sempre con la battuta pronta. 


Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nella stesura della romanzo?

Non sono un professionista, come sai, ma un appassionato autodidatta e non “domino la tecnica”. Magari hai l’idea, i personaggi, la storia, ma se non hai “mestiere” è difficile trasformare un bozzetto in un quadro. Non è stato semplice tradurre nero su bianco le idee che si affastellavano in testa e ancor di più procedere alla revisione, seguendo le indicazioni dell’Editor. Come in ogni lavoro, anche qui non ci si improvvisa. Più facile a dirsi che a farsi. 


Come anticipato nello stesso titolo, questo è il primo capitolo di una trilogia che ruota intorno al personaggio di  Luca Mariani. Puoi già anticiparci qualcosa sui capitoli successivi?

Volentieri! Nel secondo capitolo Luca è comandato a Trieste, altra città affascinante con la sua aria mittel-europea, dove collabora alle indagini coordinate dalla P.M. Giulia Martini. Tutto parte da un’inspiegabile moria di pesci presa sottogamba dal Procuratore Capo della Repubblica, un retrogrado borioso maschilista che affida il caso alla sostituto considerandolo routinario. Invece…
Nel terzo, Giulia e Luca, nonostante gli ammonimenti trasversali che ricevono, continuano a scoperchiare pentole bollenti. Ci credono e vanno fino in fondo. Qui mi sono ispirato ad un uomo che ho sempre ammirato, Paolo Borsellino. “Chi non ha paura muore una volta sola.”   
  

A chi e perché consiglieresti la lettura del tuo libro?

A chi apprezza i romanzi brevi e predilige la sostanza alla forma. La mia scrittura è asciutta, diretta, forse un po’ pulp. Non ci giro intorno, non uso due frasi per dire ciò che sta in una. Per trascorrere qualche ora con la testa lontano dal quotidiano condividendo emozioni, atmosfere, stati d’animo e, perché no, alcuni spunti di riflessione.



Cosa puoi raccontarci a proposito della tua esperienza
editoriale? Hai scelto intenzionalmente di pubblicare nel solo formato Ebook o hai semplicemente colto un’opportunità che ti si è presentata?

Da noi si legge pochissimo. Con una battuta, sono più gli scrittori dei lettori! Io, come molti, scrivo per soddisfare una mia personale esigenza. Poi ho raccolto la sfida di chi mi ha letto e mi ha detto: “Perché non lo pubblichi?”. Neppure fosse facile trovare un Editore disposto a rischiare su un perfetto sconosciuto! Devo tutto a Omar Gatti, curatore del blog “Noir Italiano”, che mi ha presentato a La Ponga Edizioni. L’Editore, molto seriamente, ha letto il romanzo, gli è piaciuto ed ha deciso di pubblicarlo, senza chiedermi un centesimo. Al suo buon cuore, se lo vorrà e se ci sarà un certo riscontro di pubblico, pubblicare anche l’edizione cartacea. (Potevo tirarmela e dire che era una scelta ecologista?)
     


Che tipo di lettore sei? Ci sono degli autori ai quali ti
ispiri o che rappresentano per te un modello di riferimento? 

Sono onnivoro, leggo di tutto. Di solito sono libri consigliati da amici di cui mi fido. Il passaparola funziona eccome! Mi piacciono ancor di più i libri in cui il precedente lettore ha sottolineato un passo, una frase, una parola. Chissà cosa l'ha colpito/a in questo punto… È un confronto a distanza, anche perché spesso non sai chi sia l’autore di quel tratto a matita.  Modelli? Ne ho tanti. Amo i latini e in particolare Bianchi, Boccignone, Carofiglio, Gatti, Gori, Izzo (cui la Trilogia fa evidente omaggio), Marino, Nicolini, Pasini, Sacheri, Sciascia, Tevini, Vichi… in stretto ordine alfabetico per non far torto a nessuno!  


Escludendo la trilogia, hai altri progetti letterari in cantiere?

Ho scritto altri due romanzi, cambiando genere (nel senso che le protagoniste sono donne! Ho provato a mettermi nei panni di due giovani investigatrici): “Lo stilista”, noir ambientato a Torino e “La verità vera”, che è più un legal thriller, a Firenze. Usciranno sempre per La Ponga Edizioni, penso la prossima primavera.


E per saperne di più...

Leggi la mia recensione de  
La trilogia di Luca Mariani. Parte 1

lunedì 14 ottobre 2013

Recensione: La trilogia di Luca Mariani- Parte 1

Titolo: La trilogia di Luca Mariani. Parte 1
Autore: Alessandro Noseda
Editore: La Ponga
Formato: EPUB con Social DRM  
Prezzo: 1,99 euro

Descrizione:
"L'attenzione alla trama, la cura dei personaggi, il rispetto per il lettore, sono doti molto rare, nel panorama della narrativa italiana, anche di quella che sbrigativamente viene definita di genere. Alessandro Noseda non si fa sconti, non cerca scorciatoie, non aggiunge nuove ovvietà alla folla di giustizieri e sceriffi tricolore politicamente corretti, amanti della buona cucina e col cuore d'oro, come le proverbiali puttane. Luca Mariani combatte e vince, con l'arma niente affatto facile della tensione." Leonardo Gori

L'autore:
Alessandro Noseda è nato a Como più o meno mezzo secolo fa, ma poi la vita l’ha portato in lungo ed in largo per “lo Stivale” facendogli conoscere persone, luoghi e storie che popolano i suoi racconti.
Ha cominciato a leggere e scrivere a sei anni (in prima elementare, come tutti) e da allora non ha più smesso (come molti). Ama la sua famiglia con l’onnipresente Pinscher, la lettura, la vela, la montagna, i viaggi e – soprattutto – frequentare i pochi buoni veri amici di sempre.
Ama pure i noir, specie se “latini” (Boccignone, Gatti, Gori, Izzo, Marino, Sacheri, Vichi). Alessandro ne parla così: “Nel quotidiano siamo costretti in schemi precostituiti, rigidi, ripetitivi, mentre quando ci si dedica a un noir si può dare sfogo a tutte le fantasie, anche a quelle inconfessabili. Unici limiti, il buon gusto e la qualità della scrittura.”

La mia recensione:

Luca Mariani torna in servizio dopo una lunga pausa di cui avrebbe fatto volentieri a meno. È sopravvissuto per miracolo all’ultima missione che, invece, è costata la vita ad alcuni suoi colleghi. Il trauma è ancora lungi dall’essere superato e il ricordo di Claudia, soprattutto, sanguina ancora come una ferita aperta che difficilmente potrà rimarginarsi, tuttavia è tempo di voltare pagina e di tornare in sella. Accetta così un nuovo incarico che da Varese lo conduce a Napoli per indagare, sotto mentite spoglie, su alcuni traffici illeciti.
Per Luca non sarà solo il ritorno alla sua attività ma anche l’inizio di una nuova vita. Giunto a destinazione con il suo inseparabile amico a quattro zampe, Paco, egli conoscerà infatti  l’affascinante Anna e suo figlio Andrea. Inizialmente saranno solo dei simpatici vicini di casa ma il loro legame andrà via via intensificandosi trasformandosi in qualcosa di più profondo.
L’amore tornerà ad affacciarsi nella vita di Luca però, insieme alla speranza e a una voglia di rinascita, porterà con sé anche misteri e nuove preoccupazioni. Il giovane tenente si ritroverà ben presto a fare i conti anche con una Napoli oscura e violenta, quella in cui impera la camorra.
Mentre il caso che gli è stato ufficialmente assegnato si avvierà verso la sua conclusione facendo emergere una  verità sconcertante, Luca si ritroverà a dover fronteggiare una cosca camorristica per difendere i suoi nuovi affetti.
È una trama avvincente, sebbene non originalissima quella che sorregge l’opera di Alessandro Noseda. Una storia  di grandissima attualità in cui la fiction si nutre di orrori quotidiani e crimini di cui la cronaca ci rende conto quotidianamente.
Credibile per dinamiche e ambientazioni,  il romanzo  si lascia apprezzare soprattutto per il realismo delle sue descrizioni, colorite peraltro dal frequente ricorso al vernacolo nei dialoghi.
Allo stesso modo, tuttavia, ho percepito l’insicurezza e l’inesperienza di un autore ai suoi esordi. Insieme ai punti di forza evidenziati in precedenza, non ho potuto fare  a meno di registrare alcuni punti di debolezza che mi hanno impedito di appassionarmi alla lettura fino in fondo.
Eludendo la regola dello “show don’t tell” l’autore dice e non mostra. L’intera storia è narrata con un distacco quasi da cronista. Ciò non mi ha consentito di immedesimarmi nelle situazioni descritte né nei panni dei vari personaggi.  Nonostante la drammaticità dei fatti raccontati, non ho provato alcun coinvolgimento emotivo.
I personaggi non sono caratterizzati a tutto tondo. Manca del tutto un sia pur minimo approfondimento psicologico e questo li confina al ruolo di “entità di carta”, incapaci di suscitare empatia o di farsi percepire come persone reali.
Benché si connoti più come noir che come thriller o poliziesco vero  e proprio, il racconto rinuncia inoltre  al mistero tagliando fuori  la componente investigativa. Il tutto si svolge in maniera lineare, viene illustrato il punto di partenza delle indagini e viene comunicato il punto di arrivo, ma il percorso seguito per giungere dall’uno all’altro non viene sviscerato. Ciò, almeno nel mio caso, ha ridotto di molto il livello di attenzione facendo scemare la curiosità. Solitamente l’urgenza di scoprire la verità, di comprendere il disegno che sottende determinati fatti di sangue è l’elemento che mi  tiene incollata alla pagina quando leggo libri di un determinato genere. Qui, purtroppo, il collante manca. Nonostante la sua brevità, non posso dire di aver letto il romanzo tutto d’un fiato proprio perché mi è mancato il giusto mordente.  Nel complesso ho avuto l’impressione che l’eccessiva brevità,  in rapporto al tipo di storia narrata, abbia finito per penalizzare il romanzo. In alcuni momenti mi è parso di leggere il piano di un’opera che attende ancora di essere sviluppata piuttosto che un racconto compiuto. Un buon esordio nell’insieme, ma penso che l’autore debba ancora affinare la tecnica narrativa prima di potersi esprimere al meglio delle sue potenzialità.