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lunedì 16 dicembre 2013

Recensione: Agli antipodi di Marlowe

Titolo: Algi antipodi di Marlowe
Sottotitolo: Prove di scrittura
Autore: Frank Spada
Editore: Robin
Collana: Libri per tutte le tasche
Pagine: 96
Prezzo: 5 euro

Descrizione:
Non esiste la ricetta perfetta per scrivere racconti brevi, brevissimi - anzi lampo. Né la si potrà indurre leggendo questa raccolta organizzata intorno alle minuscole - però maiuscole - incursioni di uno scrittore come Frank Spada nelle pose sempre mosse della nostra vita; che siamo illusi di percepire per il solo fatto di esserci immersi - di essere lei- mentre vaghiamo distratti, boccheggiamo alla ricerca della grazia di uno sguardo che ci restituisca una carrellata di vertigini.

L'autore:
Frank Spada è uno pseudonimo dietro cui si cela l'autore dei romanzi hard boiled Marlowe ti amo e Dimmi chi sei Marlowe. Suoi racconti sono stati selezionati in concorsi e premi letterari, e sono pubblicati in varie antologie e online.  

La mia recensione:

Torna in libreria il misterioso scrittore udinese Frank Spada, noto ai più per aver dato i natali a un investigatore che non passa inosservato. Questa volta non ci propone un nuovo episodio della fortunata serie ma una breve carrellata di racconti che, così come recita il titolo, si pongono agli antipodi di Marlowe.
Sono micro-racconti, per la precisione, testi lampo per i quali l’editore ha creato un contenitore su misura: un delizioso libricino, tanto piccolo che potrebbe entrare nel taschino di una giacca. Non vi ingannino le dimensioni, però, perché le suggestioni, le atmosfere, le immagini, gli spunti musicali che vi troverete all’interno saranno tantissimi.
Agli antipodi di Marlowe perché si tratta di scritti elaborati in tempi diversi e perché, in effetti, in queste pagine il noto detective è assente, eppure sono scritti che in qualche modo ci parlano di lui. Chiunque si sia già accostato alla  lettura dei romanzi di Frank Spada non potrà che riconoscere tra le righe la singolare impronta tanto dell’autore quanto del suo personaggio che, in fondo, né è l’alter ego imprescindibile.
Riconoscibilissimi sono i virtuosismi linguistici paragonabili a fraseggi jazz che caratterizzano la prosa, la propensione a giocare con le parole e a intrecciarle in metafore ardite, l’abilità nel cristallizzare l’attimo in immagini essenziali e poetiche allo stesso tempo, la capacità di accostare la schiettezza del’hard boiled a un sentire malinconico quanto poetico che pure attraversa la narrazione rimandando a una riflessione irrinunciabile sul male di vivere.
Cambiano le storie ma l’inconfondibile cifra stilistica è la stessa, le incantevoli atmosfere da film in bianco e nero, l’immancabile sottofondo musicale anche. Sebbene prestato a trame diverse, l’universo di Marlowe è tutto rinchiuso − compresso ma non sacrificato − in questa miniantologia.
Lettura consigliata ai suoi aficionado ma anche a chi non ha ancora avuto occasione di fare le sua conoscenza poiché questo libro potrebbe rappresentare la giusta occasione per accostarsi al suo mondo e, vi assicuro, è un mondo che merita di essere esplorato.



giovedì 4 aprile 2013

Recensione: Sole nero a Roma

Titolo: Sole nero a Roma
Autori: AA.VV
Curatore: M. Quattrucci
Editore: Robin
Collana: I libri saggi
Pagine: 179
Prezzo: 12,00 euro

Descrizione:
"A volte il sole a Roma, non so se l'avete mai notato, è nero come l'anima del mondo. A volte. E allora, sotto quel tizzone, cosa volete che succeda? Anime nere e grigie si muovono quaggiù, in rioni e quartieri, tra palazzi e chiese, tra pasque e pentecosti e carnevali, tra antico e moderno e strafuturo: e danno vita a storie nere e gialle e grigie. Storie di morte e di demenza, che lasciano bave di mistero e di paura, o ridono del riso goiesco di Gioachino Belli. Ce le narrano dieci dei migliori scrittori di racconti d'oggi giorno: ciascuno a modo suo: a bocca spalancata o a bassa voce, col sorriso sornione d'un diavolo di Ponte o con il ghigno d'un'antica maschera teatrale: ma ognuno con la sua sapienza nera. Quale soltanto a Roma puoi trovare." 

La mia recensione:
Una città magnifica e misteriosa coperta da un sole nero che ne smorza le luci e fa affiorare le ombre… ombre che ne raccontano il lato oscuro, l’anima nera, quella che difficilmente si vede eppure striscia tra le pieghe di fasti antichi e moderni.
È da questa semplice suggestione che nasce “Sole nero a Roma” , una raccolta di racconti tesi a tratteggiare il volto buio della città eterna.
A cimentarsi nell’impresa, interpretando il tema ciascuno a suo modo, sono dieci scrittori d’eccellenza: Marco De Franchi, Luigi De Pascalis, Federica Marchetti, Angelo Marenzana, Corrado Morgia, Errico Passaro, Frank Spada,Fabio Troncarelli, Nicola Verde, Diego Zandel − autori che hanno tutti molteplici pubblicazioni all’attivo, anche con editori di spicco, oltre ad aver collezionato numerosi riconoscimenti.
Viste le premesse, il risultato non poteva che essere un’antologia di qualità, una carrellata di testi curati nella forma e intriganti per contenuti che sicuramente regaleranno momenti di piacevole lettura agli appassionati del genere.
Dalle mura domestiche, spettatrici mute di violenza, ai quartieri battuti dai viados; da un concerto di Madonna a una metro che sembra un covo di insetti; dalla bottega di ombrellaio di Mastro Titta all’InnStar di Via Condotti, i dieci autori scovano il Male nei luoghi più disparati, avventurandosi tanto negli anfratti della metropoli quanto in quelli del tempo. Spesso ha un volto umano, assume la forma di un omicidio passionale come quello raccontato ne “Il re del settimo Ponte” o in “Dancing Queen”, oppure di un assassinio a sangue freddo come quello compiuto dal Professore di “Andata e ritorno”; altre volte veste i panni più misteriosi di una presenza quasi spiritica come quella che aleggia ne “L’altro” o, in maniera più fantasiosa strizza l’occhio al Kafka de “Le metamorfosi” come accade in “Insetti”; nella totalità dei casi non manca di svelarsi in tutta la sua mostruosità facendoci correre i brividi lungo la schiena.
Le diverse interpretazioni del tema si associano inoltre a un gustosissimo mélange di stili narrativi, da quello quasi cinematografico di Marco De Franchi a quello più evocativo di Errico Passaro, passando per le ardite metafore dal ritmo jazz di Frank Spada. Un coro di voci tanto varie da poter soddisfare i gusti più diversi.   
Se amate le atmosfere cupe e le storie ad alta tensione, il tour letterario orchestrato da Mario Quattrucci (curatore del progetto) in questo volume non potrà che deliziarvi arricchendo il vostro immaginario di una manciata di cartoline romane, tanto nere quanto pregne di fascino.




 

giovedì 5 aprile 2012

Recensione: Doppio Marlowe

Titolo: Doppio Marlowe. Liscio e senza ghiaccio
Autore: Frank Spada
Editore: Robin
Pagine: 189
Prezzo: 13,00
 
Descrizione:
Il tempo che non muore è quello che ritorna? Pare di sì, se questa volta, mentre presenzia al funerale di un amico, Marlowe Incontra un Irlandese conosciuto da bambino, che gli lascia una busta con il mistero del passato, e un tesoro, per poi svanire dalla scena Inghiottito nel ventre di una nave di Cape Town. Dopo Marlowe ti amo e Dimmi chi sei, Marlowe, Frank Spada tesse nuovamente la sceneggiatura di un film d'epoca, dove gli indizi si configurano come misteri ai quali solo il tempo può dare soluzione. L'incarico di svolgere un'indagine sul fratello di una "lady in passerella", accusato di omicidio, porta Marlowe a varcare una linea di confine parallela all'Oceano Pacifico, costringendolo a far ruotare gli assi della Olds a Las Mesas e a contabilizzare la strada percorsa da un'automobile che è un mito con gli squillanti dollari di un libretto al portatore. Neppure chi comanda il "caso" può sottrarsi al gioco, e rischia di trovarsi messo a nudo per i suoi rapporti con gli agenti federali. Per Marlowe, e per il suo inseparabile doppio Impegnato a esercitarsi con lo spirito, non sarà difficile capire che un tesoro maschera un traffico pesante e che l'Identità di un morto non può essere provata da un cadavere con qualche dito in meno. 
 
L'autore:




Frank Spada è uno pseudonimo dietro cui si cela l'autore dei romanzi hard boiled Marlowe ti amo e Dimmi chi sei Marlowe. Suoi racconti sono stati selezionati in concorsi e premi letterari, e sono pubblicati in varie antologie e online.  

La mia recensione:
Siamo al terzo capitolo della fortunata serie dedicata a Marlowe, il detective sopra le righe che in sella alla sua Olds ci scarrozza lungo la West Coast accompagnandoci con un costante sottofondo jazz.
Sarà la conturbante Camille Lepardieu ad affidargli un nuovo incarico: dimostrare l’innocenza del fratello Claude accusato di un omicidio che giura di non aver commesso. Un’indagine che reca un forte profumo di dollari, quelli depositati su un misterioso libretto al portatore e che, insieme a loschi traffici farà salire a galla il passato. Quasi uno scherzo del destino, infatti, trasformerà questo caso in una sorta di questione personale per Marlowe, non solo perché la  “lady in passerella” è una sua vecchia fiamma ma perché la vittima sembra essere il suo amico Connie.
Se la suspense e i colpi di scena che caratterizzano il racconto ci tengono con le orecchie drizzate e il fiato sospeso, le sequenze da film in bianco e nero a cui l’autore ci ha piacevolmente abituati, si arricchiscono di flashback e riflessioni che, a tratti, sospingono il caso sullo sfondo alimentando il mistero che avvolge la figura del protagonista. L’autore ci fornisce così nuovi elementi che, se collocati nel quadro d’insieme dell’opera, possono essere letti come indizi tesi a configurare e risolvere il giallo che ammanta la complessa personalità di Marlowe.
Questa volta ci apparirà particolarmente malinconico. Mentre sporadiche puntatine al Minnie’s ci regaleranno il sentore di una nascente storia d’amore, attraverso gli irrinunciabili duetti con il suo doppio, il detective svelerà brevi stralci della sua infanzia, lascerà riaffiorare il ricordo legato alla perdita del padre e si abbandonerà a riflessioni dal sapore filosofico che la dicono lunga sul suo “male di vivere”.
“Indosseremo ancora panni stretti, dunque, camuffando sentimenti per compiacere agli altri. ‘Saremo burattini di noi stessi’ dico turbato stringendo i pugni nel silenzio, con l’istintività di emozioni non superficiali e per motivi che non sembrerebbero profondi, se non fosse che ho appena asciugato un velo umido sul palmo delle mani: bere, dimenticare per la via più breve, riportare le cose nella finta consapevolezza di dove stavano prima, sentirmi libero di agire senza tener conto di chi mi sta appiccicato, anzi, inchiodato addosso da una vita, e giocare con lui a rimpiattino in sicurezza, senza paura di sfregarci l’anima” (pag. 89).
Tra queste pagine, più che mai, il personalissimo stile narrativo di Frank Spada, intessuto su una fitta rete di metafore, ci apparirà tutt’uno con la voce narrante, espressione di un personaggio che si rivela sempre più complesso e affascinante proprio come una melodia jazz.






 
 
 

martedì 31 gennaio 2012

Recensione: Dimmi chi sei Marlowe

Titolo: Dimmi chi sei, Marlowe. Cinque sensi e un'anima
Autore: Frank Spada
Editore: Robin
Pagine: 165
Prezzo: 13,00
Descrizione:
Il detective Marlowe è momentaneamente parcheggiato in una clinica di Loco Hermoso, in territorio messicano. In convalescenza dopo un intervento chirurgico, si gode le cure dell'incantevole Miranda, l'infermiera dei sogni proibiti di ogni malato. Lasciato il Messico e rientrato a casa, Marlowe riceve una telefonata dalla signorina Conchita, sorella gemella di Miranda. Ugualmente bella da mozzare il fiato, la senorita rifila alla curiosità del detective strane storie di certi amori proibiti, costringendolo a seguire un caso pieno di sorprese e soprattutto a fare i conti col suo doppio, quel gemello siamese che lui s'è trovato cucito alla coscienza. Tra molti "pollicini" e interminabili sigarette, spuntini al Minnie's bar dove oltre al cibo c'è sempre un balconcino da apprezzare, in sella alla sua Olds Marlowe segue la pista di due antichi gioielli che uniti simboleggiano la vita eterna e per i quali più di qualcuno è disposto a uccidere. equenze da film e colpi di scena, tra richiami letterari e acrobatiche metafore, non ultima quella che vede il detective con la sua baby alla tempia, mentre il jazz della West Coast si fa più acuto... 

L'autore:




Frank Spada è uno pseudonimo dietro cui si cela l'autore dei romanzi hard boiled Marlowe ti amo e Dimmi chi sei Marlowe. Suoi racconti sono stati selezionati in concorsi e premi letterari, e sono pubblicati in varie antologie e online.  

La mia recensione:


Atmosfera ovattata, quasi surreale, odore di fumo, sottofondo jazz e immagini in un bianco e nero che si declina in molteplici sfumature. 
E’ l’universo che abbiamo imparato a conoscere in “Marlowe ti amo” e che in questo secondo libro della serie, sempre più, richiama l’idea di un buon film d’annata
A supportare la suggestione le ambientazioni rese con tale efficacia da farci respirare l’aria salmastra della West Coast, e il personalissimo stile cinematografico che, arricchendosi di originali metafore, contraddistingue la scrittura di Frank Spada al pari di un marchio di qualità. 
Il tenebroso detective è alle prese con un nuovo caso. Una coppia di gemelle tanto belle da mozzare il fiato, un amore saffico e due antichi gioielli che si uniscono a simboleggiare la vita eterna ma che scatenano la furia omicida di qualcuno. Un intrigante intreccio noir in grado di tenere sulle spine e sfidare lo stesso lettore a risolvere l’enigma. Eppure il mistero più affascinante rimane la complessa personalità di Marlowe il cui carisma, sebbene unico, è paragonabile per intensità a quello dei più celebri investigatori della tradizione letteraria
Qui lo ritroviamo in sella alla sua Olds, tra sigarette, “pollicini” , confronti con il suo doppio e scambi accesi con il suo Pa’. Tutti elementi che lo connotano provocando un piacevole senso di familiarità in chi lo ha già frequentato ma insufficienti a dissipare l’enigma di un malessere che, a volte, pare sospingerlo sull’orlo della follia a dispetto di quel sense of humour che pure lo caratterizza e, a tratti, gli conferisce un’aria scanzonata. 
Questa volta l’autore ci regala nuovi tasselli atti a comporre il puzzle. Rapidi flashback ci concedono uno sguardo sul passato del detective mentre momenti di debolezza ci lasciano intravedere il suo nucleo fragile, quello in cui probabilmente si annida il vero segreto del suo fascino
Cionondimeno, a fine lettura, le zone d’ombra permangono e, risolto il caso, la figura di Marlowe rimane impressa nel nostro immaginario ad alimentare la speranza di rivederlo presto in azione.

martedì 10 gennaio 2012

Recensione: Marlowe ti amo

Titolo: Marlowe ti amo. Una storia in sette giorni 
Autore: Frank Spada
Editore: Robin
Pagine: 160
Prezzo: 12,50

Descrizione:
California, anni Cinquanta: una ragazza fuggita da casa, allo sbando tra i night club e il ricordo del padre morto in un incidente aereo. La matrigna, occhi di smeraldo, è in pena per trovarla. Un incarico apparentemente semplice per un detective come Marlowe, se non fosse per il suo doppio, il compare che lo tiene costantemente in bilico tra l'osservazione di un entomologo e il raccontarsela da solo. Un Cessna schiantato in circostanze misteriose e un'eredità da capogiro lo spingono a incontrare un uomo in carrozzella. E gli incarichi diventano due, riferiti alla stessa persona. Tra un pranzo da Minnie's, una visita a Mà, troppi liquori e sigarette fumate in conversazioni immaginarie con Pà, Marlowe percorre le strade di Bel Air e gli altopiani di San Ferdinando a bordo della sua Olds, cercando di allargare il panorama con l'aiuto di una lente, per comporre le scene di una storia che sembra più grande di quel che gli vogliono far credere. Finirà per oltrepassare i confini segnati per lui, in un universo popolato da figure ambigue che neppure un terremoto potrà scuotere. La colonna sonora è il jazz della West Coast e il regista uno che si scrive i copioni da solo. Il primo romanzo di Frank Spada è un omaggio originale alle atmosfere di Chandler, tra un assolo di Art Pepper, Shorty Rogers e i suoi Giants e uno struggente Bobby Hackett che gira in un juke-box. 

L'autore:

Frank Spada è uno pseudonimo dietro cui si cela l'autore dei romanzi hard boiled Marlowe ti amo e Dimmi chi sei Marlowe. Suoi racconti sono stati selezionati in concorsi e premi letterari, e sono pubblicati in varie antologie e online.  

La mia recensione:

“Aria calda dal mare e folate grigie nel cielo. Schiena umidiccia e pantaloni appiccicati guido la mia vecchia Olds lungo Bel Air” (pag. 7). E’ così, con un nitido fotogramma, che Frank Spada ci introduce nelle atmosfere della California degli anni cinquanta. Alla guida il detective Marlowe diretto a un appuntamento con Angela G., la donna dagli occhi di smeraldo che lo ha appena ingaggiato perché ritrovi la figliastra fuggita da casa in seguito alla morte del padre in un incidente aereo.
Un incarico, all’apparenza, semplice per un investigatore navigato come lui ma che comincerà a complicarsi quando un misterioso uomo in carrozzella tenterà di assumerlo per proteggere la stessa ragazza.
Le indagini si snodano rapide ma, tra rivelazioni e colpi di scena, a conquistare e incuriosire il lettore è soprattutto la figura di Marlowe. Detective sopra le righe, a volte fa fatica a distinguere la verità perché distratto dagli occhi deboli del suo doppio. A spronarlo è la sua smisurata curiosità che, a volte, non manca di procurargli guai ma che, per lui, è sinonimo stesso di vita.
Solitario, spesso ci appare cinico e dà l’impressione di osservare tutto con distacco salvo poi, lasciar trasparire un cuore tenero quando tra una sosta e l’altra al bancone del Minnie’s si concede una visita a Mà.
Ironici e, in alcuni casi toccanti, i dialoghi interiori con il suo alter ego e il suo Pà che di frequente si inseriscono nella narrazione arricchendola di una tenue sfumatura surreale.
Un noir intrigante che conquista per la sua trama essenziale, quanto ben congegnata, ma il cui maggior punto di forza è rintracciabile nelle ottime capacità narrative dell’autore.
Le immagini si susseguono vivide, supportate da un costante sottofondo jazz, regalando suggestioni paragonabili a quelle di un buon film in bianco e nero.

  


giovedì 19 maggio 2011

Intervista a Frank Spada

 Frank Spada è uno pseudonimo dietro cui si cela l'autore dei romanzi hard boiled Marlowe ti amo e Dimmi chi sei Marlowe. Suoi racconti sono stati selezionati in concorsi e premi letterari, e sono pubblicati in varie antologie e online. 
Marlowe e Frank Spada: due nomi legati a filo doppio. Un detective sopra le righe il primo, il suo creatore il secondo, ad accomunarli, sicuramente è l’aura enigmatica che li avvolge entrambi.
Che significato e quale peso attribuisce al mistero nel suo universo letterario?
Personaggio e autore (eteronimi scambievoli nei ruoli, si badi bene) ripropongono il tema della doppia identità e il paradosso tra unione e scissione di chi riconosce nell’assunto “io sono la realizzazione dei tuoi pensieri e tu la mia immagine” il principio uniformante e paradigmatico della propria vita. Questo tema, che trovò fulminea diffusione letteraria nel periodo romantico – quando le storie incentrate sul doppio incatenarono un soggetto immaginario, sempre maschile, alla mercé di quello reale –, fu successivamente innalzato alla gloria dei cinefili dall’espressionismo della cinematografia tedesca, anticipata dalla psicoanalisi, e subito dopo da quella degli Studios hollywoodiani. Per quanto ci riguarda, ritengo che la fisiologia respiratoria, unita alla curiosità che spinge Marlowe a vivere appesantendosi l’aria e il suo compare, il “perturbante”, a dedicarsi con costanza agli esercizi spirituali (intesi come alcolici) costituiscano tutti assieme il nucleo del mistero che racchiude anche l’autore. Uno che fuma da quand’era ragazzino e che, ancora oggi, non mastica gomma americana solo perché un tizio, una volta, mostrandogli un’emblematica lastra tutta nera pretendeva di convincerlo della sua chiaroveggenza: i fatti l’hanno smentito – precisato che Frank Spada è ancora vivo, piuttosto in là con gli anni e ha smesso di pregare iniziando a scrivere il 7 gennaio del 2007.
Come nasce Marlowe?
Il suo nome doveva essere Marlow, stando al desiderio di suo padre, ma all’anagrafe, sa com’è, a volte basta un’aggiunta, un’omissione… cosicché fu chiamato erroneamente Marlowe.

Marlowe è anche il nome del celebre detective forgiato dalla penna di Chandler. Una semplice coincidenza o un omaggio voluto a questo grande autore?
Certamente. Ma quello si chiamava Philip, mentre questo è Marlowe e basta, anche per sua madre, e proprio in conseguenza a un nome affibbiatogli per caso. Ovvio che un implicito omaggio a Raymond Chandler – quantomeno con il romanzo d’esordio intitolato “Marlowe ti amo” – non è da escludersi; benché l’introduzione a questo libro del prof. Franz Haas induca il lettore a fargli credere che Marlowe sia anche lui stesso.

Molti autori avvertono i loro personaggi come creature vive, entità che una volta create, chiedono insistentemente di essere raccontate e che, a un certo punto, sembrano acquisire una propria autonomia. Quale il suo rapporto con Marlowe?
Tra Marlowe e l’autore, come non bastasse il tentativo di far rivivere in modo originale un celeberrimo detective a oltre mezzo secolo dalla morte di Chandler – problemino non da poco per quanto già detto –, si incunea il fatto che questo Marlowe è vittima di un perturbante. Talché, s’immagini l’ingombro quotidiano che pesa sulla vita di chi vagheggia la sopravvivenza mostrandosi indifferente agli occhi di qualcuno alla ricerca di se stesso e che, guardandosi allo specchio ogni mattina, s’illude di continuare a farla franca sbarbando chi si è nascosto dietro uno pseudonimo.

Come tutti i detective che si rispettino Marlowe è sempre alle prese con dei gialli da risolvere. Da dove trae ispirazione per la creazione dei suoi casi?
Se le dicessi che l’autore ne sa quanto il detective e che entrambi si trovano coinvolti, capovolti e catapultati nel passato – il “luogo” dove ci si sente sempre a casa ma reclusi nell’impossibilità di fuggire dai ricordi, risentimenti e rimpianti compresi? Mi scusi se a questa domanda ho risposto interrogando il caso.


Ritiene sia più difficile imbastire un buon intreccio noir o dar vita a un personaggio capace di imprimersi in maniera indelebile nell’immaginario dei lettori?
Il noir è una buona metafora della ricerca filosofica e scientifica in genere, e tanto più se ci restituisce un’immagine caricaturale, proprio per questo chiara e vivida dell’uomo, dei suoi geni connaturati al “male” e dell’avidità che spinge le sue azioni. A iniziare da quando fracassò con una pietra il cranio di chi pretendeva che un infinitesimo granello ruotante nello spazio non fosse soltanto roba dell’altro – Marlowe… nell’ambiguità cosciente di una nevrotica solitudine, pessimistica e angosciante, tiene in fondina una 45 per far da testimone a quanto avviene, ancora, attorno e dentro di lui, perpetuando l’illusione letteraria di una storia dove mescolanze e contaminazioni sono il kit per non smentire il fato.

Leggendo i suoi libri si ha quasi l’impressione di guardare un film. Una suggestione alimentata dallo stile cinematografico, dall’efficacia delle descrizioni e dal sottofondo musicale che costantemente accompagna la narrazione. Quanto e come la passione per il cinema ha influenzato la sua scrittura?
Il cinema è stato definito la settima arte – quella che le riunisce tutte distinguendole nei ruoli, mettendo spesso in primo piano quel che non si vede a occhio nudo – va da sé che qualcuno che non amava andare a scuola ne abbia approfittato per capire meglio il panorama, a volte inzuccherandosi le orecchie con le colonne sonore.


Come mai ha scelto di ambientare i suoi romanzi in America? Quale il suo legame con questa terra?
La casualità non è che la norma di muoversi in fretta per non farsi prendere, possibilmente, e gli spazi degli States, la libertà che… caspita quanto sono immensamente grandi anche in un vicolo!


Oltre a trasportarci sulla West Coast, i suoi libri  ci fanno viaggiare a ritroso nel tempo facendo rivivere gli anni ’50. Cosa la affascina di quegli anni?
A questa domanda – agganciandomi a quanto ho risposto sopra interrogando il caso, ma precisando un luogo –, risponderei che non dovrebbe essere difficile fare un conticino: i cavalloni del Pacifico in corsa galoppando, le bellezze in aderenti Jantzen al sole, per non dire delle chincaglierie in curva che… ritmo veloce all’imbrunire con le prove in spiaggia? – Shorty Rogers disse che non ci fu nulla di premeditato, nel suonare qualcosa di così specifico e diverso da poter essere chiamato per sempre“West Coast Jazz”.


Il secondo romanzo della serie dedicata a Marlowe, ha un sottotitolo molto suggestivo: “Cinque sensi e un’anima”. La stessa idea è richiamata nel suo blog, con un’aggiunta che colpisce quasi come un pugno allo stomaco (“cinque sensi e un’anima che non perdona”). Possiamo dire che in queste poche ma efficaci parole sia condensato il senso più profondo di questo libro?
Sì, questo è possibile, e vale per Marlowe come per chiunque altro abbia la dannata fortuna di voler interrogarsi in proposito, prima di portare i panni sporchi in lavanderia.


Se le dico “Il Cannocchiale a rovescio”?
E’ lo strumento per allontanare la visione del reale a chi vive in anticipo i ricordi e avvicinare con la curiosità e l’ironia rivolta senza limiti spazio-temporali, o di genere, l’irreale a chi lo segue come un’ombra. Preciso, in ogni caso, che questo Blog è stato aggiornato di recente – dopo 909 commenti che lo avevano reso “pesante” in pochi mesi – per aprire Il Cannocchiale a rovescio 2, sempre di Frank Spada, sul sito Poche chiacchiere di Robin Edizioni dove si può colloquiare con l’autore.

Frank Spada non è solo autore di romanzi. All’attivo ha anche diversi racconti che, peraltro, hanno ottenuto vari riconoscimenti e sono stati pubblicati in diverse antologie. Di recentissima pubblicazione la raccolta antologica “Riso nero” edita da DelosBooks che, tra gli altri autori, ospita anche lei. Le va di svelarci qualcosa a proposito della sua partecipazione a questo progetto editoriale?
L’antologia, nata su iniziativa degli editorialisti Graziano Braschi e Mauro Smocovich diThriller Magazine, vede riuniti 50 scrittori in un libro di oltre 250 pagine: un mix di umorismo nero costituito da 25 racconti gialli & comici, 64 brividi brevi e numerose comiche letali racchiuse in una sola frase – Frank Spada è presente con un racconto, sei brividi brevi e dieci comiche letali.

Concludo questa piacevole chiacchierata chiedendole di anticiparci qualcosa sui suoi progetti futuri. Avremo il piacere di rincontrare Marlowe?

Nel ringraziarla per avermi dato la possibilità di capire un po’ meglio quel che sta succedendo, posso dirle che Marlowe ha preso appuntamento con un vecchio amico in un cimitero – probabilmente s’incontreranno a maggio 2011.
E per saperne di più...
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