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sabato 22 aprile 2017

Recensione: Gli eredi

Titolo: Gli eredi
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Pagine: 324
Prezzo: 17,60

Descrizione: 
«Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti dei lati oscuri della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuta dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; sull'auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da rendere difficile smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l'uomo che l'ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni immaginazione. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile. Un romanzo forte come un pugno allo stomaco, con un ritmo serratissimo. Un altro Incubo, radicale, definitivo, ma anche provocatorio, che ci costringe a riflettere da un altro punto di vista sulle nostre responsabilità verso il mondo dopo di noi.

L'autore:
Wulf Dorn, nato nel 1969, ama le storie appassionanti, i gatti e viaggiare. Per vent'anni ha lavorato come logopedista in una clinica psichiatrica, e da questa sua esperienza ha tratto grande ispirazione come scrittore. In Italia Corbaccio ha pubblicato La psichiatra, che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, Il superstite, Follia profonda, Il mio cuore cattivo, Phobia, Incubo e Gli eredi.

La mia recensione: 
Una donna viene ritrovata a bordo di una macchina su una stradina di montagna: ha avuto un incidente, ma l’uomo che ha chiamato i soccorsi pare essere svanito nel nulla, accanto a sé ha una pistola scarica, nel portabagagli un cadavere. Alle prime domande sull’accaduto risponde farneticando di mostri che avrebbero attaccato non solo lei ma l’intera popolazione di un villaggio nelle vicinanze. Sicuramente frasi senza senso, pronunciate da una persona in grave stato di shock,  ma almeno una delle sue affermazioni trova riscontro nella realtà ed è sconcertante: il paesino di cui parla è davvero deserto, i suoi abitati sembrano essersi volatilizzati e non c’è nessuno che possa fornire una spiegazione plausibile.
Il criminologo Frank Bennel, incaricato del caso, chiede allora aiuto allo psicologo Robert Winter affinché tenti di fare breccia nella mente confusa della donna. Laura Schrader, questo il suo nome, è di fatto l’unica testimone dell’accaduto, la sola che possa dare un contributo alla scoperta della verità.
Ancora una volta Wulf Dorn sfida la nostra razionalità e, confermandosi ottimo equilibrista, ci propone un romanzo borderline. Dal principio alla fine ci tiene in bilico sulla sottile linea di confine che separa la realtà dall’allucinazione. Ci catapulta in uno scenario dalle atmosfere quasi kinghiane, che ci  suggerisce l’idea di un thriller paranormale, salvo poi sorprenderci con una virata che ci riporta con i piedi per terra. A dispetto delle prime apparenze, la sua non è una storia fantastica ma profondamente radicata nel reale. I mostri di cui ci narra sono tali ma non hanno zanne né poteri sovrumani, sono davvero intorno a noi, li vediamo, sentiamo parlare  di loro nei notiziari, anche se spesso scegliamo di distogliere lo sguardo e chiudere le orecchie.
Scavare nella psiche umana, metterne in luce gli aspetti più controversi è una peculiarità di questo indiscusso maestro del thriller psicologico. La sua cifra stilistica marchia a fuoco anche il suo ultimo lavoro ma qui osa di più, si spinge oltre, affrontando una tematica  di interesse sociale. A essere sotto i riflettori, nella nuova trama, non è solo il lato oscuro del singolo individuo ma quello dell’intera collettività.
Gli eredi è un thriller adrenalinico ma anche impegnato, ci offre un intrigante enigma da risolvere e nel contempo ci parla di pedofilia, di violenza, di infanzia negata, lanciando un monito a chi legge.
La storia si snoda attraverso il racconto di Laura che, nel corso di una lunghissima seduta, riporta a Robert Winter la sua incredibile versione dei fatti. A intervallare il suo resoconto si inseriscono dei brevi capitoli che ci portano in varie parti del mondo per mostrarci delle scene agghiaccianti: brevi frammenti di vita che hanno per protagonisti i bambini e che racchiudono orrori inenarrabili. Sono pagine crude, che colpiscono come un pungo allo stomaco ma sono anche quelle in cui la fiction scivola via per cedere del tutto il passo alla realtà. Come lo stesso Dorn annuncia nella sua introduzione, le storie che via via vanno a intrecciarsi con il racconto di Laura non nascono dalla sua fantasia ma vengono dalla cronaca. Sono realtà che supera l’immaginazione e che ci sferza.
Eredi, i nostri eredi, sono quei bambini maltrattai, venduti, costretti a prostituirsi o imbracciare armi per combattere una guerra che non hanno voluto e di cui ignorano persino il significato; i bambini abbandonati, votati alla fame, ma anche quelli obbligati a respirare un’aria infetta, a vivere in un territorio contaminato da rifiuti tossici, a convivere con malattie terribili causate dall’inquinamento.
Vittime impotenti e inconsapevoli alle quali stiamo consegnando un futuro incerto e per molti versi spaventoso.
Cosa potrebbe accadere se quelle piccole creature, per un giorno,  si trasformassero in carnefici?
È questa la provocazione che in maniera originale è incisiva Wulf Dorn lancia attraverso le sue pagine invitandoci a riflettere sulle nostre responsabilità.
Un’opera coraggiosa che affonda la lama in una ferita aperta dei nostri tempi, andando ben oltre i confini di genere.





  

mercoledì 5 aprile 2017

Anteprima: Gli eredi+ invito a cena con Wulf Dorn

In uscita il 18 aprile 2017


Titolo: Gli eredi
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio

Descrizione:
Un altro Incubo, radicale, definitivo, ineluttabile, ma anche provocatorio,
che ci costringe a riflettere da un altro punto di vista sulle nostre responsabilità verso il mondo dopo di noi

«Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti dei lati oscuri della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuta dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; sull'auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da rendere difficile smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l'uomo che l'ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni immaginazione.
In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo.
Se sarà ancora possibile.
Un romanzo forte come un pugno allo stomaco, con un ritmo serratissimo. Un altro Incubo, radicale, definitivo, ma anche provocatorio, che ci costringe a riflettere da un altro punto di vista sulle nostre responsabilità verso il mondo dopo di noi.

L'autore:
Wulf Dorn, nato nel 1969, ama le storie appassionanti, i gatti e viaggiare. Per vent'anni ha lavorato come logopedista in una clinica psichiatrica, e da questa sua esperienza ha tratto grande ispirazione come scrittore. In Italia Corbaccio ha pubblicato La psichiatra, che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, Il superstite, Follia profonda, Il mio cuore cattivo, Phobia, Incubo e Gli eredi.


Wulf Dorn sarà a Tempo di Libri, venerdì 21 aprile, ore 17.30, Sala Georgia, Rho Fiera per incontrare i suoi lettori

Ma non finisce qui:
per il Fuori TDL, Wulf Dorn incontra i suoi lettori a cena, giovedì 20 aprile alle 20.30, Peck Italian Bar. Evento su prenotazione - info su IBS.IT
Un’occasione unica per incontrarlo trascorrendo una serata conviviale tra musica, chiacchiere e buon cibo.
Scoprite come partecipare cliccando qui



martedì 31 maggio 2016

Recensione: Incubo

Titolo: Incubo 
Autore: Wulf Dorn 
Editore: Corbaccio 
Pagine: 368 
Prezzo: 17,60

Descrizione:
 «Quella notte, sdraiato a guardare le ombre sul soffitto della camera, la sua mente era occupata da un unico pensiero. Era un pensiero che gli girava nella testa come un uccello nero e non voleva più andare via. 

Perché sono sopravvissuto?»
Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nella sua malattia. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso. Fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che Simon conosce nel collegio che inizierà a frequentare a settembre, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg.
Oscuro, inquietante, avvolgente, Incubo è il nuovo psicothriller di Wulf Dorn.

L'autore:
Wulf Dorn, anno 1969, ama le storie appassionanti, i gatti e viaggiare. Per vent’anni ha lavorato come logopedista in una clinica psichiatrica, e da questa sua esperienza ha tratto grande ispirazione per i suoi romanzi e, inizialmente, per i suoi racconti che hanno ricevuto numerosi premi. Ma è con il suo romanzo d’esordio, La psichiatra, uscito nel 2009, che ha ottenuto un successo internazionale e da allora tutti i suoi libri, Il superstite, Follia profonda, Il mio cuore cattivo, e Phobia (pubblicati in Italia da Corbaccio e tutti anche in edizione TEA) sono diventati dei bestseller e sono tradotti in numerose lingue. 

La mia recensione:

L’Incubo di cui vi racconto oggi comincia quando il peggio sembra essere passato. Dopo una lunga reclusione in un istituto psichiatrico, finalmente, Simon sta per tornare a casa.
Certo, il trauma che ha subito ha lasciato segni indelebili, come le immagini dei genitori carbonizzati che continuano a tornare in sogno, le cicatrici sui polsi che spesso prudono risvegliando in lui la voglia di farla finita, alcuni buchi nella memoria che forse non potrà più colmare, il senso di colpa per essere sopravvissuto – saresti dovuto morire anche tu, continua a ripetergli la voce nella sua testa; ma nonostante ciò potrà riabbracciare il fratello Mike e la zia Tilia, ovvero tutto ciò che resta della sua famiglia, e questo è un passo importante per tornare a una parvenza di normalità.
Quel che Simon non sa, e non può affatto sospettare, è che fuori dalla sua “prigione” il mondo è andato avanti, anche senza di lui, niente è più lo stesso e quel che immagina come un felice ritorno al poco che rimane della sua vecchia vita, sta per tradursi in ben altro. Dal club dei fuori di testa a quello degli scaricati: questo, in realtà, è il passaggio che lo aspetta.
La casa dei genitori, quella in cui ha trascorso i suoi anni felici, è stata venduta mentre lui era via, la zia gli ha riservato un posto nella stanza degli ospiti (quella delle persone di passaggio), è pronta ad accoglierlo ma non è intenzionata a tenerlo con sé e Mike… lui adesso ha una ragazza, Melina, è il centro del suo mondo e non ha tempo per occuparsi sul serio del suo fratellino svitato. Dopo una breve vacanza in un surrogato di famiglia, Simon sarà scaricato in un college, quello più tetro dell’ospedale psichiatrico, con il vicepreside che ha un sorriso da dentifricio ma gli occhi da lupo cattivo.
A ben pensarci, non si può dire che abbia fatto un salto di qualità.
Unica nota di colore in questa nuova realtà, che ha tutta l’aria del suo peggiore incubo, è rappresentata da Cora… beh, colore forse non è la parola giusta da associare a una ragazzina come lei: sempre vestita di nero, pallida come un cadavere, i piedi perennemente chiusi in un paio di scarpe con i teschi. Tuttavia è l’unica ad avere davvero del tempo da dedicare a Simon, l’unica a non giudicarlo, ad ascoltarlo, a volergli essere amica, probabilmente perché anche lei è sola. Cora è una delle studentesse del collegio in cui andrà Simon, anche lei è un membro del club degli scaricati, i suoi genitori, infatti, si disinteressano così tanto  a lei da lasciarla in istituto persino d’estate.
Ed è proprio nello spazio di questa estate malata che si sviluppa la trama concepita da Wul Dorn: un’estate fatta di corse in bici all’aperto, di escursioni nella foresta di Fahlenberg e di incursioni in un vecchio hotel abbandonato; un’estate fatta di sogni infranti, di vecchi incubi che non se ne vanno e di nuovi che prendono forma, come l’idea che nel bosco si aggiri davvero un lupo cattivo, giacché da giorni i notiziari parlano di Leonie, un’adolescente scomparsa, che si teme sia appunto finita nelle grinfie di un assassino.
Sono atmosfere che ricordano “It” di Stephen King, miste di nostalgia e terrore, di giochi all’aperto e di mostri che ghignano nell’oscurità, quelle che caratterizzano questo romanzo. Come d’abitudine, l’autore ci guida nei recessi più nascosti dell’inconscio, ci invita a sfidare la cantina buia dell’anima, imbastendo un thriller psicologico superbo. Ci fa strisciare ai confini della realtà e toccare con mano la follia, depistandoci ripetutamente, poiché traccia un percorso destinato a condurci a un capolinea assolutamente inimmaginabile, tanto imprevedibile da risultare quasi scioccante. Questa volta però si spinge oltre e supera se stesso, perché ci regala un’opera che travalica con decisione i confini di genere. Incubo non è semplicemente un thriller, di quelli che bevi in sorso perché ti stregano e ti impediscono di distogliere lo sguardo, è un esempio di Letteratura con la “l” maiuscola. Come lo stesso Dorn spiega nelle sue  note conclusive, Incubo ci parla delle nostre più grandi paure: quella della morte e quella della transitorietà.
Con un realismo agghiacciante ma nello stesso tempo commovente e malinconico, ci costringe a guardare il tempo che passa, gli scenari che cambiano, le persone care che se ne vanno, l’infanzia che svanisce come il canto dei grilli sul finire dell’estate. E ci tiene in scacco proprio per questo, perché nel narrarci una storia al limite, ci narra anche di noi, di un bagaglio di timori, interrogativi e speranze che ci portiamo dentro. Nel regalarci un finale che colpisce come un pugno allo stomaco, ci offre anche una sorta di oasi che si chiama ricordo, l’unico spazio in cui i brutti i sogni tacciono e ciò che è andato continua a vivere, per sempre.
Ho tremato e ho pianto leggendo questo libro e l’ho amato così tanto che lo terrò fra quelli da rileggere assolutamente. Non fatevelo scappare.


venerdì 13 maggio 2016

Anteprima: Incubo di Wulf Dorn

In libreria dal 26 maggio 2016

Titolo: Incubo
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Pagine: 368
Prezzo: 17,60

Descrizione:

«Quella notte, sdraiato a guardare le ombre sul soffitto della camera, la sua mente era occupata da un unico pensiero. Era un pensiero che gli girava nella testa come un uccello nero e non voleva più andare via. 
Perché sono sopravvissuto?»
 
Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nella sua malattia. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso. Fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che Simon conosce nel collegio che inizierà a frequentare a settembre, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg.
Oscuro, inquietante, avvolgente, Incubo è il nuovo psicothriller di Wulf Dorn.

L'autore:
Wulf Dorn, anno 1969, ama le storie appassionanti, i gatti e viaggiare. Per vent’anni ha lavorato come logopedista in una clinica psichiatrica, e da questa sua esperienza ha tratto grande ispirazione per i suoi romanzi e, inizialmente, per i suoi racconti che hanno ricevuto numerosi premi. Ma è con il suo romanzo d’esordio, La psichiatra, uscito nel 2009, che ha ottenuto un successo internazionale e da allora tutti i suoi libri, Il superstite, Follia profonda, Il mio cuore cattivo, e Phobia (pubblicati in Italia da Corbaccio e tutti anche in edizione TEA) sono diventati dei bestseller e sono tradotti in numerose lingue.


martedì 22 luglio 2014

Anteprima: Phobia di Wulf Dorn

In libreria dall'11 settembre
l'attesissimo nuovo romanzo di Wulf Dorn

Titolo: Phobia
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Pagine: 400
Prezzo: 17,60

Sa tutto del tuo passato.
Della tua vita. Della tua famiglia.
Ma tu non sai nulla di lui...
 
Descrizione:
Londra, una fredda notte di dicembre nell’elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta aspettando il rientro del marito da un viaggio di lavoro e quando sente aprirsi la porta gli corre incontro come sempre. Ma l’uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l’uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici.
Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà.
Sola e disperata, Sarah si rivolge alla sola persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d’infanzia Mark Behrend, psichiatra che conosce gli abissi dell’animo umano.
Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire.
Chi è l’uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?
La risposta va trovata in fretta, perché ben presto i due :
si rendono che la posta in gioco è molto più alta di quello che credevano e che forse per salvare Stephen è troppo tardi…
 
L'autore:
Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato La psichiatra, che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, Il superstite, Follia profonda (tutti anche in edizione TEA)e Il mio cuore cattivo

 Il booktrailer:



 
E per concludere, un saluto speciale da Wulf Dorn:  

giovedì 6 settembre 2012

Recensione: Follia profonda

Titolo: Follia profonda
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Pagine: 450
Prezzo: 17,60
 
Descrizione:
Un mazzo di rose rosse senza biglietto. Regali sulla porta di casa. Lettere sotto il tergicristallo…Lo psichiatra Jan Forstner è oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All’inizio pensa si tratti dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner capisce di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole…
L'autore:
Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. Dopo aver scritto alcuni racconti si è dedicato alla stesura del suo primo romanzo, La psichiatra, che è diventato un bestseller da centoventimila copie grazie al passaparola dei lettori (www.lapsichiatra.it)
 
La mia recensione:
Un mazzo di rose rosse è sempre un dono gradito. Quando a riceverlo è lo psichiatra Jan Forstener, il suo pensiero corre subito a Carla, la sua compagna, e gli occhi gli brillano di speranza. Lei è via per lavoro e il loro rapporto è in crisi, così l’uomo immagina che si tratti di un gesto carino da parte sua, la tacita promessa di un’imminente riconciliazione. Gli basta poco però per scoprire che le cose non stanno così. Ma se non Carla, chi? Chi può avergli regalato dei fiori e perché?
L’ipotesi più plausibile è che si tratti dell’omaggio innocuo di una paziente riconoscente.
Ben presto tuttavia Jan deve scartare anche questa possibilità perché al primo seguono altri regali. Una lettera sotto il tergicristallo, un disegno infilato sotto la porta di casa… gradualmente comincia a farsi strada in lui la convinzione di essere oggetto delle attenzioni morbose di una sconosciuta che, forse, del tutto innocua non è.  La situazione precipita quando il suo amico giornalista, Volker Nowak, viene trovato barbaramente ucciso proprio nel giorno in cui aveva chiesto di incontrarlo per fargli delle rivelazioni sconvolgenti. Sulla base di piccoli indizi, lo psichiatra riesce a cogliere un nesso tra l’assassinio e l’anonima molestatrice. Comprende così di essere finito nel mirino di una stalker pericolosa, una persona malata che non esita a uccidere pur di raggiungere il suo scopo.
A questo punto sarebbe saggio rivolgersi alla polizia ma, per esperienza, Jan sa che una simile mossa potrebbe complicare le cose scatenando la reazione violenta della donna. Decide pertanto di provare a smascherarla contando sulle sue sole forze, almeno finché è possibile. 
Un tema di scottante attualità, un giallo di difficile soluzione, un’atmosfera da brivido e una carrellata di personaggi intriganti. Sono questi gli ingredienti che fanno di Follia profonda uno psicothriller che non lascia tregua, sin dai primi capitoli ci si sente inchiodati  alle pagine e trascinati in un vortice di puro terrore.
La trama si sviluppa a partire da un sentimento universalmente condiviso: la paura dell’ignoto.
Cosa può esserci di più inquietante del sapersi osservati da qualcuno che non si vede, da una persona in carne e ossa, capace di fare del male ma che si muove nell’ombra e sfugge come fosse un fantasma?
Con grandissima facilità ci si immedesima nel protagonista. Si percepisce con estremo realismo il suo senso di angoscia e di impotenza. Jan è un ottimo conoscitore dell’animo umano in virtù della sua professione, sa benissimo quali meccanismi possano scattare nella mente di uno stalker. Fa leva proprio sulle sue competenze professionali per cercare di stanare la sua persecutrice ma, nonostante ciò, gestire la situazione è per lui un’impresa disperata. Non è semplice mantenere la giusta lucidità visto il coinvolgimento personale. Jan è quasi schiacciato dal peso della responsabilità. Sa che  ogni suo gesto, ogni sua parola può sortire un effetto determinante sulla psicopatica che lo tiene in scacco, può placarla così come scatenarne la furia omicida e una simile consapevolezza non può che accrescere la tensione. L’autore ci descrive con maestria il suo stato d’animo sino a tracciare un percorso in discesa verso la paranoia che lo spingerà a sospettare di tutti inducendolo spesso in errore.
L’infermiera Bettina che non perde occasione per adularlo, l’avvenente collega che gli ha fatto delle avance in un momento di debolezza, una ragazza incrociata per strada, una vicina di casa… chiunque potrebbe essere la feroce assassina che sta cercando e questo comporta la perdita di qualsiasi certezza.
Nell’identico modo, leggendo si matura una forma ossessiva di sospetto. Più volte si ha la sensazione di aver scoperto l’identità della stalker e puntualmente ci si accorge di aver sbagliato.
Il ritmo incalzante scandito dal susseguirsi di capitoli brevi e l’atmosfera cupa di una cittadina sferzata dalla pioggia di un autunno incombente si combinano con la presenza sulla scena di personaggi che, nel contesto, si caricano di ambiguità provocando ansia. Tra tutti spicca Angnes Nowak, madre del giornalista assassinato nonché, probabilmente, l’unica persona ad aver visto di sfuggita la misteriosa donna ricercata da Jan.  Malata di porfiria, vive reclusa in una casa costantemente immersa nel buio concedendosi solo rapide uscite notturne. Il suo contributo sarà determinante per lo psichiatra ma, nel contempo, alimenterà  un senso serpeggiante di inquietudine nel lettore perché davvero questa bizzarra signora sembra essere l’incarnazione di un incubo.
Una lettura adrenalinica, un viaggio negli abissi della follia che saprà tenervi sulla corda fino all’ultima pagina e nel finale riuscirà a sorprendervi con una verità sconvolgente quanto assolutamente inimmaginabile.








domenica 5 agosto 2012

Anteprima: Follia profonda

In libreria ad Agosto 2012
Titolo: Follia profonda
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Pagine: 450
Prezzo: 17,60
La stessa clinica in cui è ambientata La psichiatra, 120.000 copie vendute
Lei è una stalker. Ama. Attende. uccide

Descrizione:
Un mazzo di rose rosse senza biglietto. Regali sulla porta di casa. Lettere sotto il tergicristallo…Lo psichiatra Jan Forstner è oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All’inizio pensa si tratti dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner capisce di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole…
L'autore:
Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. Dopo aver scritto alcuni racconti si è dedicato alla stesura del suo primo romanzo, La psichiatra, che è diventato un bestseller da centoventimila copie grazie al passaparola dei lettori (www.lapsichiatra.it)
Hanno scritto de La psichiatra:
«L’esordiente Dorn, best seller da oltre 100mila copie in Germania, mostra di conoscere la paura»
[Maurizio Bono – La Repubblica]

«Dorn è un profondo conoscitore di sindromi e stati emotivi devianti»
[Piero Soria – TTL]

«Un lungo viaggio nei territori del disagio mentale, un’esplorazione dei luoghi più oscuri, torbidi e perturbati dell’animo umano»
[Francesco Fantasia – Il Messaggero]

«Dorn è bravissimo a farci vivere l’incubo della protagonista con colpi di scena che ribaltano le convinzioni del lettore per condurlo a un finale scioccante»
[Antonella Fiori – Metro]

«Un’indagine tra gli abissi della psiche, tra atmosfere che ricordano i videoclip del David Bowie più decadente, lo Stephen King di Misery non deve morire e il più ossessivo David Lynch»
[Gian Paolo Serino – D La Repubblica delle donne]