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martedì 17 gennaio 2017

Anteprima: Of Gods and Monsters: Menoetius di Wulf Francu Godgluck

In uscita il 19  gennaio 2017

TITOLO: Of Gods and Monsters: Menoetius
TITOLO ORIGINALE: Of Gods and Monsters: Menoetius
AUTORE: Wulf Francu Godgluck
AMBIENTAZIONE: New York
COVER DESIGN: Wulf Francu Godgluck
TRADUZIONE: Francesca Giraudo
SERIE: Of Gods and Monsters #1
GENERE: Dark
FORMATO: E-book e cartaceo
PAGINE: 230 circa
PREZZO: € 4,10 e-book

Descrizione: 
Forza… odiatemi.
Sbattetemi contro il muro.
Non mi sono mai presentato come un eroe del cazzo. Non mi sono mai nemmeno etichettato come cattivo
ragazzo.
Sono un cattivo arrogante! Un tiranno nato dalla peggior specie di mostro.
Questa è la mia storia e non la cambierei per nessuno al mondo, ma…
Per lui? Colui che mi chiama Master? Questo non è un romanzo sul vissero per sempre felici e contenti.
Questa è una storia dura. Ti farà il cuore a brandelli e te lo calpesterà finché non ne rimarrà più nulla se non
un mucchio di sangue.
Lui ha visto oltre le mie crepe, ha sofferto il mio stesso dolore con sangue e lacrime, cercando di curare le
ferite ancora sanguinanti della mia anima.
È rimasto, passando attraverso le mie sfuriate più violente, nascondendo la sua battaglia dentro di sé, quella
che io sono stato troppo stupido per riuscire a vedere. Quella che stava per strapparmi l’unico uomo che avrei
mai amato.
Ho dovuto rischiare di perderlo per riuscire a vederlo, per poter capire e comprendere chi lui fosse veramente
per me.
Mio.
Il mio prezioso ragazzo.
Il mio bellissimo Beo.

sabato 14 gennaio 2017

Recensione: Rosso fuoco

Titolo: Rosso fuoco
Autore: K.A. Merikan
Serie: Sex & Mayem #3
Traduttore: Cornelia Grey
Editore: self publishing
Lunghezza stampa: 332
Prezzo: 4,99
Disponibile su Amazon



Descrizione:

Vivi al massimo. Muori giovane. Scopa duro.
Jack il Rosso. Rude. Volgare. Un arrapato dai capelli rossi. Innamorato... di se stesso.
Loki. Scroccone. Instabile. Uno stalker. Malato terminale. Mortalmente innamorato.
Quando si tratta di uomini, Jack il Rosso ha tre regole. Devono essere fighi, fuori città e non volerlo rivedere. È un buon modo per tenere le sue avventure gay lontane dagli occhi dei suoi fratelli del Club Motociclistico dei Coffin Nails, e ha tutte le intenzioni di continuare così. Quando una scappatella prende una piega inquietante e lo sconosciuto sexy si presenta a casa sua, le cose si fanno rischiose. Loki invade la vita di Jack e non vuole saperne di andarsene, portando guai ovunque lo segua, ma liberarsi di lui si fa più difficile a ogni bacio.
Il mondo crolla addosso a Loki quando scopre di avere il cancro. Come se la sua vita non fosse già abbastanza merdosa. Visto che gli restano pochi mesi, decide di vivere al massimo e realizzare ogni desiderio sulla sua lista delle cose da fare. Uno di essi è scopare il motociclista figo e barbuto che ha incontrato la notte in cui ha ricevuto la brutta notizia. Grosso, sicuro di sé e pericoloso, Jack il Rosso è tutto ciò che Loki ha sempre voluto in un uomo. Dopotutto, merita un'ultima occasione di trovare l'amore. Che importa se Jack il Rosso è uno stronzo testardo che non vuole ammettere di essere gay? Loki sa cosa vuole e non ha intenzione di accontentarsi. Anche se dovesse costargli la vita.
AVVERTENZE: Contenuti maturi. Sesso gay esplicito, linguaggio volgare, scene di violenza, di abuso, uso di droghe. Si invitano i lettori a procedere con cautela.

La mia recensione:
Quando il destino ti toglie tutto, puoi piangerti addosso oppure puoi scegliere di reagire e cercare di prenderti quello che desideri, almeno finché sei in tempo.
Loki ha poco più di vent’anni nel momento in cui gli viene diagnosticato un cancro al cervello. Tre mesi sono tutto ciò che gli rimane da vivere. Davvero pochi per un ragazzo tanto giovane, pochi soprattutto per uno come lui che dalla vita è stato sempre preso a schiaffi in faccia. Abbandonato anche dal suo ragazzo Richard, spaventato all’idea di assistere un malato terminale, Loki si ritrova completamente solo. A questo punto, disperarsi sarebbe forse la reazione più logica, ma lui non è disposto a sprecare nemmeno un solo minuto di quelli che gli restano, sicché stringe i denti e stila una lista delle cose che vorrebbe fare prima di congedarsi dal mondo. È una lista fatta di cose semplici, come andare a un concerto, farsi un tatuaggio o festeggiare un compleanno, azioni banali, quasi di routine, eppure straordinarie per uno come lui che non ha mai avuto una vera famiglia o dei veri amici. Nulla che non si possa realizzare con relativa facilità, eccetto un punto, il più importante in realtà: Loki non vuole andarsene senza prima aver trovato l’amore.
Magari una chat non è il luogo ideale per perseguire un simile obiettivo, ma in caso di estrema fretta non si può andare troppo per il sottile. Del resto il centauro tutto muscoli, dai capelli rosso fuoco, il corpo coperto di lentiggini paurosamente sexy e un tesoro nascosto (non troppo in realtà perché glielo mostra in fotografia) da urlo, sembra essere il candidato ideale. In effetti, potrebbe  innamorarsi di un tipo del genere. Così incrocia le dita e combina un appuntamento.
Fin qui tutto liscio. I problemi cominciano quando, dopo la sveltina da programma, Loki torna all’attacco, scopre dove abita il conturbante motociclista e si presenta a casa sua per “riscuotere” il suo sogno d’amore.
Lui si chiama Jack il Rosso, è un membro stimato dei Coffin Nails ed è pronto a giurare di non essere gay. Certo, ogni tanto si diverte anche con gli uomini perché ha una sessualità prorompente e una fame insaziabile, ma è un segreto che deve rimanere tale, perché se venisse alla luce i suoi fratelli del club potrebbero ripudiarlo e il club è tutto ciò che ha di più caro. Innamorarsi di  un ragazzo lui? Neanche per idea! Scopare lo stesso tipo due volte di seguito? Non se ne parla. Avere una storia? Pura  fantasia… almeno è quello che dice, ma Loki è pronto a giocarsi il tutto per tutto affinché cambi idea.
Penso che rosso sia l’aggettivo perfetto per questo romanzo: rosso come l’irresistibile chioma di Jack, come la passione che, malgrado tutto, divampa, come il sangue che scorre (siamo fra i Coffin Nails dopotutto); rosso come il campanello d’allarme che è sempre lì a ricordare l’inevitabile, come la rabbia di Loki che non vuole morire, come la voglia di non arrendersi che incendia tutto, come l’amore agognato.
È una lotta contro il tempo, una sfida lanciata alla sorte, una roulette russa, in cui è in ballo non solo la vita ma il suo senso, quella che le Merikan ci propongono, con l’ardore che caratterizza la loro scrittura. Il linguaggio è ruvido, le descrizioni esplicite e crude, i personaggi borderline, così come negli altri libri della serie. Ancora una volta si tratta di una storia al limite, che si si inserisce in una cornice fatta di illegalità, violenza, dubbia moralità, eppure pregna di amore, inteso nelle sue mille sfaccettature. Una storia i cui protagonisti sono antieroi per eccellenza, perdenti che giocano infischiandosene delle regole ma che, in qualche modo, finiscono per vincere.
La tematica è graffiante, di quelle che ti artigliano le viscere e ti serrano la gola. Immedesimarsi in Loki, nella sua rabbia disperata, è qualcosa di immediato. Morire giovani per una malattia terrificante, andarsene così senza aver nemmeno vissuto davvero è una prospettiva che strazierebbe l’anima e metterebbe a dura prova chiunque. Le autrici sono state superbe nel tratteggiare tanto la sua psicologia quanto quella di Jack.
Il Rosso è un personaggio aspro, spigoloso, un osso duro. Non si lascia commuovere dalle condizioni di salute di Loki, non cede, sfodera un cinismo che, spesso, lascia impietriti. Tuttavia la sua è una corazza che pian piano si sgretola, mettendo in luce un passato difficile, un bagaglio importante di fragilità che rimandano alla paura di non essere accettati, di essere derisi, di rimanere soli.
Sebbene l’argomento sia drammatico, e più volte occorrano i fazzoletti,  non aspettatevi una lettura depressiva, perché dal vortice di accadimenti ed emozioni che si scatena sin dalle prime pagine non è esclusa l’ironia. Il bisogno di nascondere ai Coffin la sua relazione omosessuale spingerà spesso Jack in situazioni imbarazzanti  per lui quanto spassose per chi legge. D’altra parte Loki si rivelerà un bel peperino, oltre che un autentico testardo, e non mancherà di combinare guai strappandoci più di un sorriso.
A compensare la tragedia che si consuma  ci attende inoltre un happy end che scalda come un raggio di sole dopo un temporale.
L’ho già detto in altre occasioni e non mi stancherò di ripeterlo, le Merikan sono una bomba, adoro questa serie e dei libri letti finora, secondo me,  Rosso Fuoco è il migliore.














giovedì 21 febbraio 2013

Anteprima: La bambina senza cuore


Sarà disponibile dal 25 marzo il titolo d'esordio di Speechless Books, contenitore culturale promosso da Speechless Magazine: La bambina senza cuore, di Emanuela Valentini. 

Romanzo multimediale, La bambina senza cuore è una fiaba dark da ascoltare oltre che da leggere: grazie al nuovo formato epub3, sviluppato da Annalisa Guerisoli, il testo sarà inframezzato da illustrazioni e video musicali in modo da garantire al lettore un'esperienza unica.



TitoloLa bambina senza cuore
 
Autore: Emanuela Valentini
 
Editore: Speechless Books
 
Versione: Digitale (pdf, epub, mobi, epub3)
Pagine: 300 ca.
 
Euro: 0,00

Una cittadina costellata di misteri.
Un'anima intrappolata tra la vita e la morte.
Una maledizione che deve essere spezzata.

Descrizione:
Whisperwood, 1890. Lola, dodici anni, si risveglia nella buca di neve in cui è stata sepolta. Non ricorda nulla. Sul suo petto una ferita aperta, testimone di un gesto efferato. 

Whisperwood, 1990. La vita di Nathan, quattordici anni, cambia la sera in cui decide di infrangere il coprifuoco che vige a Whisperwood. L'incontro con Lola, la pallida fanciulla che abita in un cimitero in rovina con un angelo di marmo, un gargoyle e un poeta dall'animo inquieto, sconvolgerà la sua esistenza per sempre. Un viaggio a ritroso nelle pieghe del tempo. Un'antica maledizione. Un tortuoso percorso verso la verità. 

Romanzo d'esordio della collana Speechless BooksLa bambina senza cuore di Emanuela Valentini segna l'affacciarsi nel panorama della narrativa fantastica di un progetto multimediale nato per essere ascoltato oltre che letto, impreziosito dalle illustrazioni di Giampiero Wallnofer, dalla grafica di Petra Zari e dalla voce di Cristina Caparrelli.



L'autrice:

Emanuela Valentini vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro e lo è sempre stato. Autrice di strane storie, ha un paio di romanzi weird nel cassetto, insieme a un'enorme opera di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Il 7 marzo 2013 vedrà la luce della pubblicazione, con il marchio Il Libraio di GeMS, l’opera giunta tra i trenta finalisti del Torneo Letterario IoScrittore 2012, titolo provvisorio Ophelia e le Officine del Tempo.

Il suo racconto Cronache di un mercante di stelle comparirà in un'antologia di prossima uscita per GDS Editore. La bambina senza cuore è una vecchia fiaba, riscritta e curata, amata tanto da cucirle intorno un abito di lucente splendore.



Un piccolo assaggio:
Prologo
O, Vento
Se l'inverno incombe, può la Primavera essere lontana?

Percy B. Shelley
Whisperwood, 16 febbraio 1890
Nella luce cupa del pomeriggio l’elegante landau avanzava scricchiolando sul sentiero ghiacciato. Le due capote a mantici apribili erano tirate all’indietro. Dentro l’abitacolo, adagiata sulla tappezzeria di velluto, c’era la bara. Tra le poche persone che seguivano il cocchio a piedi, nessuno alzava lo sguardo da terra; le gambe procedevano lente e a fatica, i corpi rabbrividivano tra i castelli di brina del bosco.
Il feretro, se così poteva essere definito, non aveva la forma classica dei cofani funebri. Non era decorato da fregi e ricami, non era intagliato, non possedeva maniglie di ottone, simboli religiosi, ribattini di bronzo. Era una semplice scatola, realizzata in fretta da Rufus, il vecchio falegname, con tavole di castagno profumate.
La radura davanti al lago era immacolata: solo i cespugli di biancospino spezzavano la sua compattezza come magre mani protese al cielo. I due cavalli neri rallentarono sotto gli ultimi alberi del bosco. A quel punto il cocchiere tirò il freno anteriore, scese e sganciò i gradini pieghevoli della scaletta d’accesso. Il sentiero che univa la terraferma all’isolotto – sede del vecchio cimitero – era impraticabile fino al ponte di pietra.
Aiutandosi con un badile, un vecchio aprì un passaggio nella neve; dietro di lui avanzavano due uomini con il piccolo feretro sulle spalle, seguiti dalle donne chiuse negli scialli neri. Emily, la sarta, e la sua bambina chiudevano il corteo. La mantella rossa della donna spiccava come una macchia di sangue nel candore della neve. Sul bel viso si rincorrevano i segni di un lungo pianto.
Il Pastore non c’era. Si era rifiutato di accompagnare le spoglie al cimitero, poiché la bambina non aveva ricevuto il battesimo. Quella creatura non avrebbe beneficiato di benedizioni e sarebbe stata sepolta nel cimitero dei non battezzati, dei suicidi e delle streghe. L’assassinio, efferato secondo i due testimoni del ritrovamento, era avvenuto in circostanze misteriose. Due persone erano scomparse la stessa notte: la giovane mamma della vittima, Fioranna, e Robert Morris, sindaco in carica a Whisperwood, il cui unico figlio, Frankye, era sprofondato nella più cupa disperazione.
Il vento fece stridere i rami degli alberi. La cassa fu posata sulla terra dura, accanto a un vecchio mausoleo dalla porta sfondata, tra due guardiani di pietra. Senza troppe cerimonie si cominciò a scavare. Il gargoyle a destra della cassa fissava il lago immobile, l’altro era senza testa e sul largo collo si posavano i corvi. Emily e sua figlia restavano discoste, le dita intrecciate.
«Mamma» sussurrò la bimba dagli occhi come l’oceano d'inverno. Nella mano aperta aveva un mucchietto di fiori rossi che il vento sparpagliò sulla neve.
Emily scosse la testa con un brivido. «No amor mio, non ora» rispose, ma la manina era già colma di nuovo, e questa volta i fiori erano viola e azzurri. «Non ora.» Emily chiuse la piccola mano nella sua, e i fiorellini si sciolsero nel vento.
«Canta, allora», la esortò la bimba, «canta per lei.» Con il dito indicò la bara. La madre le carezzò la testa, poi fece vibrare la sua bella voce al di sopra del picchettare, del rumore dei badili e anche del vento.
«Aspro vento che gemi un dolore troppo triste per essere cantato.» Invitati dalla voce della donna, i pochi presenti si approssimarono al feretro; qualcuno aveva portato candele e fiammiferi svedesi, e così anche una luce tremante venne a salutare l’innocente uccisa. «Vento selvaggio dalle cupe nuvole, che tutta la notte risuonano a morto.»
Qualcuno pianse in silenzio mentre la lapide veniva fissata al suolo. Scese la pioggia, dura e fredda, a inzuppare le vesti e le anime.
Adelaide, moglie di uno dei boscaioli che avevano trovato la bambina, si rivolse sottovoce alla sorella, Hanna. «Chi può avere fatto una cosa simile a un’innocente?»
«Chiunque sia stato ha compiuto un atto della peggior specie. E che bell’esempio, il nostro Pastore: ignorare l’anima di questa piccola e negarle una preghiera» rispose.
Hanna scrutò attorno, nervosa. Il lago pareva la superficie di uno specchio annerito dal tempo.
«Fioranna è sparita», osservò ancora Adelaide gettando uno sguardo timoroso all’angelo di pietra custode del cimitero, «e mio marito mi ha detto che la ragazzina è stata ritrovata senza…»
«Taci!», sibilò Hanna, «i Buoni Vicini possono avere rapito Fioranna e il sindaco, ma non si sarebbero mai macchiati di un gesto tanto riprovevole.»
Adelaide guardò la sorella con disapprovazione e finalmente tacquero. In quel momento un grido spaventoso risuonò gelando l’aria. Un volatile enorme, lunghe penne lucide di pioggia, planava sul bosco, tanto basso da sfiorare le cime degli alberi. Il suo richiamo evocava un atroce dolore, come se gli stessero strappando le viscere dal corpo.
«L’anima della bambina torna a cercare vendetta!» strillò Hanna. Gli uomini che la udirono smisero di scavare. Lei e sua sorella si allontanarono scivolando giù per il sentiero, seguite da alcuni altri. L’uccello scomparve tra gli scrosci di pioggia. Altre persone silenziose abbandonarono la collina, il cimitero e la bambina uccisa.
«Triste bufera di lacrime inutili, nude foreste dai rami protesi», Emily non interruppe il canto, «grotte profonde e tetro mare.» Accanto a lei, Rosie Maud non tremava e non piangeva: soltanto la ascoltava cantare. Un tuono squassò l’aria inasprendo le raffiche di vento. «Gemete!», urlò la donna in lacrime, «per tutto il male del mondo.»
La buca, forse, sarebbe stata sufficiente a ospitare il cofano funebre, ma non c’era più nessuno sull’isolotto per completare la sepoltura, a parte lei e sua figlia.
«Mamma», disse, «ci hanno lasciate sole.»
«Questo è quello che può sembrare, Maud», sussurrò Emily accarezzandole la guancia liscia e bianca, «ma noi non siamo sole. Non lo saremo mai.»
«Papà tornerà?» gli occhi della bambina erano umidi, adesso.
«Sì» mentì. Le due si strinsero mentre il volatile che roteava sul bosco ripeteva il suo richiamo, in preda a una furia senza nome. 
«Non avere mai paura di quello che è diverso da te, Maud.»
La baciò e le asciugò una lacrima. Rimasero accanto alla bara fino a che il gelo non vinse. La buca come una bocca aperta inghiottiva la neve. Quando a fatica si rimisero in movimento, la pioggia aveva lasciato il posto a una nuova nevicata.
«Non la copriamo, mamma?»
«No, Maud. La coprirà la neve.»
Emily raccolse da terra la piccola fotografia annerita che ritraeva la bambina deceduta, lasciata cadere da chi era fuggito.
«Mio caro amore, ora non c’è nessuno. Puoi fare una magia, qui?»
Rosie Maud premette la fotografia sulla pietra. Quando ritrasse la mano, la foto era tutt’uno con la lapide, pareva quasi fosse stata dipinta.
                                  


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