Quando la madre si trasferisce in
Cina per lavoro, Rachel, diciassette anni, è costretta a tornare a vivere nel
paese della sua infanzia con il padre, che non vede da molto tempo e con il
quale ha interrotto ogni rapporto. E per lei, introversa e “asociale” per sua
stessa ammissione, affrontare questo cambiamento non è affatto semplice,
soprattutto perché sa che a scuola incontrerà Logan, il suo ex migliore amico,
e Connor, il suo primo amore. Barcamenandosi tra lezioni, feste disastrose,
nuove e inaspettate amicizie, i dispetti della popolarissima Isabelle e le liti
con papà, Rachel dovrà riuscire nell’impresa di sopravvivere all’ultimo anno del
liceo. E lasciare che il cuore prenda per lei la decisione più difficile:
lasciarsi conquistare dal ribelle e imprevedibile Connor o scegliere il dolce e
premuroso Logan?
L'autrice:
Consulo Ielo, nata nel 1990, ha scoperto
Wattpad per caso, e presto ha cominciato a raccontare questa storia prendendo
spunto da vicende familiari, sempre più incoraggiata dalle tantissime lettrici.
Scrivere la diverte, le viene assolutamente naturale e la fa stare bene.
Titolo: Come sopravvivere al mal d'amore. Guida di automedicazione per cuori infranti
Autrice: Amalia Andrae
Editore: Fabbri
Pagine: 200
Prezzo cartaceo: 16,90
Prezzo eBook: 9,99
Descrizione: Una guida illustrata, ironica e struggente, per rimettere insieme i pezzi del proprio cuore e sopravvivere alle delusioni. Almeno fino alla prossima volta. Tutti hanno avuto il cuore spezzato almeno una volta nella vita. Poi ci sono i recidivi, che almeno una volta nella vita hanno avuto il cuor contento. E infine gli irriducibili, quelli che, col cuore in pezzi, ci sono nati. Ecco per la prima volta un manuale pratico per superare il mal d’amore in tutte le sue declinazioni, un percorso di autoguarigione esilarante e profondo. Amalia Andrade, con una penna ironica, illustrazioni buffe e citazioni commoventi ci regala consigli pratici e spirituali, playlist infallibili e ricette golose (ma a prova di abbuffata) per superare ogni delusione. E sopravviverle, almeno fino alla prossima.
L'autrice: Amalia Andrae, classe 1986, è un’autrice e illustratrice colombiana. Si definisce un incrocio tra Sylvia Plath e Tina Fey.
Descrizione: Max non riesce a lasciarsi alle spalle il passato: la dipendenza dalla droga, la fine della sua storia con Lizzie − la donna di cui era follemente innamorato e che non è capace di dimenticare − e la perdita del loro figlio. Dopo un periodo di disintossicazione in clinica, e dopo aver imparato a esplorare le sue paure più profonde e ad affrontare i tremendi incubi che lo tormentano ogni notte, Max decide di mollare tutto e trascorrere qualche mese in una cittadina in mezzo ai boschi. E lì, lontano dalla metropoli, lontano dalle tentazioni, incontra Grace. Con il suo innato ottimismo e il suo amore per l’arte e la fotografia, sembra essere la ragazza perfetta. Nessuno però sa da dove venga, o perché sia così riservata riguardo al proprio passato. Nel corso del tempo, grazie alle ore trascorse a correre insieme lungo i sentieri di montagna e a un’attrazione sempre crescente, Max e Grace iniziano ad avvicinarsi l’un l’altra. Ma lui sarà ancora in grado di aprire il suo cuore e farsi travolgere dall’amore? L'autrice: Sophie Jackson, insegnante di liceo inglese, mai avrebbe pensato di diventare una star internazionale. Ha iniziato per gioco, pubblicando il primo libro della serie A pound of flesh (A fior di pelle, Fabbri 2015) su un sito di fanfiction di Twilight, fino a che è stata travolta dalle richieste delle lettrici e poi dalle offerte degli editori. Questo è il secondo capitolo della trilogia, preceduto dalla novella Love & Always, disponibile in edizione digitale (Fabbri 2016).
L’amore e la danza sono la stessa cosa. Dopo Scommettiamo che ti faccio innamorare? e Una scommessa per sempre, il terzo volume della serie The Game amatissima dalle lettrici.
Descrizione: Quando Abbi esce dall’istituto dove è stata ricoverata dopo aver tentato il suicidio, desidera solo dimenticare il passato e ricominciare. E a darle forza è il suo sogno, la danza. Vuole essere ammessa alla Juilliard, una delle più prestigiose scuole del mondo, e per farcela dovrà impegnarsi al massimo e non pensare ad altro. Blake è un giovane inglese che si è trasferito a New York per la stessa ragione: diventare un ballerino è quello che ha promesso a Tori, sua sorella, appena prima che lei si togliesse la vita. E poco gli importa di deludere tutte le aspettative familiari per seguire la sua passione. Quando Abbi e Blake si incontrano, riconoscono subito, l’uno negli occhi dell’altra, l’ombra di una sofferenza che chiede riscatto. Passo dopo passo, si rendono conto di essere legati, sul palco come nella vita. Ma i fantasmi del passato non lasciano scampo, e per continuare a ballare dovranno trovare il coraggio, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla musica. L'autrice:
EMMA HART ha autopubblicato il suo primo romanzo, Scommettiamo che
ti faccio innamorare?, quando aveva solo 19
anni.
Il libro è presto balzato in
testa alle classifiche del “New York Times”, facendosi notare dagli editori
che si sono poi contesi all’asta i capitoli seguenti. Questo, dopo Una scommessa per sempre, è il
terzo volume della serie, chiamata The Game e interamente pubblicata da
Fabbri.
Una storia malinconica, ma allo stesso tempo leggera e divertente, sull’amicizia, il primo amore e il raro miracolo delle seconde possibilità.
Descrizione: Latham House è uno strano posto per incontrarsi. Un tempo era un collegio
tra i boschi, ma oggi è tutta un’altra cosa. Dove una volta si raccoglievano
studenti da ogni angolo degli Stati Uniti, ora vivono sotto stretto controllo
medico oltre un centinaio di giovani affetti da una forma particolarmente grave
di tubercolosi. Qui, lontani dal resto del mondo, i ragazzi trascorrono i
giorni in perenne attesa, nella speranza di guarire e tornare dalle loro
famiglie, dai loro amici, alle loro vite. È una specie di vacanza forzata, ma
Lane, il nuovo arrivato, proprio non vuole saperne: ha dei progetti per il
futuro e la malattia è solo un ostacolo tra lui e lo studio. Ma quando si
accorge che il suo fisico non gli permette di restare la notte piegato sui
libri, capisce che ci sono cose più importanti. In mensa ha notato un
eccentrico gruppo di amici: Marina, una nerd con il pallino del teatro;
Charlie, uno scherzoso cantautore in erba; Nick, una miniera di battute
taglienti; e infine Sadie, un’aspirante fotografa con la quale condivide un
vecchio, imbarazzante ricordo. Lane vuole essere uno di loro. E, soprattutto,
vuole ricucire il rapporto con Sadie, incrinatosi un’estate di qualche anno
prima. Entrato nel gruppo, Lane scopre una nuova vita, impara a infrangere le regole,
a disobbedire in nome dell’amicizia. E insieme a Sadie ci racconta la loro
storia, quella di un ragazzo e di una ragazza che giorno dopo giorno si
avvicinano, si scoprono e imparano ad amarsi nonostante la malattia. Perché
quando il dolore ti spinge all’estremo, l’amore è l’unico rimedio.
L'autrice: ROBYN SCHNEIDER è scrittrice, attrice e video blogger. Ha studiato scrittura creativa alla Columbia University e Bioetica alla Pennsylvania School Of Medicine. Vive a Los Angeles, ma soprattutto in rete, dove è molto attiva sia sui social network sia su YouTube.
Titolo: A fior di pelle Autrice: Sophie Jackson Editore: Fabbri Pagine: 464 Prezzo: 15,90
Descrizione:
Dopo
aver assistito all’omicidio di suo padre quando era solo una bambina,
Kat da anni sogna il misterioso ragazzo che l’ha salvata dal fare la
stessa fine. Ora, a 24 anni, Kat insegna letteratura inglese in carcere,
per onorare la memoria del padre, un sognatore prestato alla politica.
In carcere, i demoni di Kat sembrano risvegliarsi, soprattutto quando
incontra Wes, un detenuto problematico, pericoloso almeno quanto
affascinante e carismatico. Tra loro cominciano presto a esserci
scintille, soprattutto quando Wes riconosce in Kat la bambina che ha
salvato tanti anni prima…
L'autrice:
SOPHIE
JACKSON, insegnante di liceo inglese, mai avrebbe pensato di diventare
una star internazionale. Ha iniziato a scrivere per gioco, pubblicando A
fior di pelle su un sito di fanfiction di "Twilight", fino a che è
stata travolta dalle richieste delle lettrici prima e dalle offerte
degli editori poi.
La mia recensione:
Era
solo una bambina Kat quando ha assistito all’omicidio di suo padre, massacrato
di botte in un vicolo buio.
Di
quella orribile notte ricorda la paura, l’immenso dolore, il senso di
impotenza, ma soprattutto la stretta del suo salvatore: un ragazzino sbucato
dal nulla che l’ha presa con sé e l’ha portata al sicuro, per poi svanire alla
stessa velocità con cui è apparso. Un parto della sua fantasia: così parenti e
conoscenti hanno sempre etichettato il misterioso ragazzo, mettendone in dubbio
l’esistenza, ma lei è certa di non
averlo sognato.
E
lui, che non è affatto frutto di un sogno, di quella orribile notte ricorda lei
e i suoi capelli profumati di pesca, il desiderio di rimanerle accanto e il
senso di vuoto provato nel momento in cui ha dovuto lasciarla per fuggire via.
Un
amore platonico ma bruciante rimasto vivo per ben sedici anni. Un lungo tempo
in cui Kat e Carter si sono costantemente cercati senza trovarsi mai, fino a
che lei non finisce a insegnare in un carcere e si ritrova di fronte proprio il
suo eroe…
Lo
ammetto, mi sono invaghita subito di questa idea così come della trama del
romanzo che sembrava promettere un alto tasso di emozioni misto a qualche
scarica di adrenalina, giacché il modo in cui veniva presentato lasciava
presagire anche qualche svolta thriller.
La
verità è che le mie aspettative sono state completamente disattese in corso di
lettura perché A fior di pelle si è
rivelato essere tutt’altro rispetto a ciò che immaginavo. I brividi e l’alta tensione
sono del tutto esclusi da una trama che rimane marcatamente romance dall’inizio
alla fine, eludendo vere e proprie complicazioni e scivolando senza grandi
intoppi verso il prevedibile happy end. Tuttavia non è stato questo a deludermi, poiché il genere non mi dispiace; il vero problema è che questo libro non è
riuscito a coinvolgermi né a emozionarmi.
Le
premesse per una storia d’amore travolgente e travagliata, di quelle che
procurano forti palpitazioni e commuovono fino alle lacrime, ci sono tutte, ma
l’autrice sembra aver scelto la strada più semplice – nonché la più banale e la
meno realistica – fra le tante percorribili
a partire da lì.
Lei
stessa dissemina il plot di spunti interessanti, fornendoci a tratti l’illusione
che la storia possa finalmente ravvivarsi. D’altra parte, visto il contesto in
cui sboccia l’amore fra i due protagonisti, non è difficile presagire una serie
di complicazioni: Kat è ufficialmente l’insegnante di Carter e questo esclude che possano avere una
relazione senza incorrere in sanzioni e problemi; lui è un criminale recidivo,
anche una volta fuori dal carcere continua a frequentare persone invischiate in
giri loschi, inoltre ha nemici persino nella sua stessa famiglia; nel passato
di entrambi si annidano scheletri e traumi irrisolti… insomma, considerato il
background, viene quasi spontaneo prefigurarsi una relazione ricca di ostacoli
al punto che, personalmente, ho letto l’intero libro in un continuo stato di
attesa. Attendevo che accadesse davvero qualcosa che desse una sferzata al
romanzo riaccendendo il mio entusiasmo, però niente di tutto ciò è avvenuto.
Ecco, la delusione finale è determinata proprio dal fatto che, in realtà, non
accade niente. Di tutti gli ostacoli possibili, l’unico piccolo intralcio all’amore
di Kat e Carter si scopre essere rappresentato dalla madre di lei che, per
ovvie ragioni, non è entusiasta della scelta della figlia, per il resto tutto
fila liscio come l’olio.
Dalla
prima all’ultima pagina ho avuto la sensazione di un volo soffocato sul
nascere, di una bellissima storia in boccio che si avvita su se stessa per oltre
quattrocento pagine ma che, purtroppo, non decolla.
Pubblicato per la prima volta su Fanfiction.net, dove è stato scaricato ben 4 milioni di volte, arriva finalmente in libreria a giugno, in contemporanea mondiale, il primo capitolo della trilogia più attesa dell’anno.
Descrizione:
Dopo aver assistito all’omicidio di suo padre quando era solo una bambina, Kat da anni sogna il misterioso ragazzo che l’ha salvata dal fare la stessa fine. Ora, a 24 anni, Kat insegna letteratura inglese in carcere, per onorare la memoria del padre, un sognatore prestato alla politica. In carcere, i demoni di Kat sembrano risvegliarsi, soprattutto quando incontra Wes, un detenuto problematico, pericoloso almeno quanto affascinante e carismatico. Tra loro cominciano presto a esserci scintille, soprattutto quando Wes riconosce in Kat la bambina che ha salvato tanti anni prima…
L'autrice:
SOPHIE JACKSON, insegnante di liceo inglese, mai avrebbe pensato di diventare una star internazionale. Ha iniziato a scrivere per gioco, pubblicando A fior di pelle su un sito di fanfiction di "Twilight", fino a che è stata travolta dalle richieste delle lettrici prima e dalle offerte degli editori poi.
Da oggi 12 giugno 2013 disponibile nella versione ebook
Un esordio sorprendente in Inghilterra, Paese in cui l’autrice vive, e dove il
romanzo ha venduto oltre 400 mila copie.
Spassoso, ironico e
struggente, Dal primo istante è una grande storia d’amore sul tema delle
seconde possibilità che la vita offre in campo sentimentale.
Descrizione:
Rachel e Ben. Ben e Rachel. Sono sempre stati loro due, e fuori il resto del mondo. Complici, amici e forse qualcosa di più. Fino a quando tutto è crollato. Sono trascorsi dieci anni dal loro ultimo incontro, ma quando in un giorno di pioggia vanno a sbattere l’uno contro l’altra, i ricordi dell’università affiorano a poco a poco: quel bacio per scommessa, quel litigio – forse per gelosia –, quell’abbraccio impacciato, a suggellare la confessione di un sentimento che non è solo amicizia. Il tempo sembrerebbe non essere trascorso, a parte un piccolo particolare: Ben è sposato. Ma il vero amore lo riconosci dal primo istante, e se non sei abbastanza coraggioso da lasciarti andare, potresti essere abbastanza fortunato da avere una seconda possibilità… Una grande storia d’amore, spassosa e commovente allo stesso tempo, ricca di dialoghi brillanti e di riferimenti alla cultura pop, con un finale che vi strapperà una lacrima e un sorriso insieme.
L'autrice:
MHAIRI MCFARLANE è nata in Scozia nel 1976 e da allora passa il suo tempo a spiegare come si pronuncia il suo nome (con la ‘V’ non con la ‘M’, colpa delle origini celtiche). Vive a Nottingham, dove ha lavorato come giornalista e dove ora fa la scrittrice e la blogger (cioè perde tempo su Twitter). Vive con un uomo e un gatto.
Contenuti speciali:
L’edizione digitale
del romanzo regala tre esilaranti contenuti extra rispetto all’edizione
cartacea, sempre a firma Mhairi McFarlane:
• "Cose che non
vogliamo vedere nelle commedie romantiche";
• "Cose che non
possono mancare nelle case dei Vip";
• un'intervista in cui
l'autrice svela i piccoli segreti che si nascondono nella sua scrittura e
racconta la genesi del romanzo.
I contenuti sono in
appendice al romanzo e sono inclusi nel prezzo di €
6,99.
IRENE VANNI,
giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha
scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Nel 2010 è
uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books).
Benvenuta nel mio
salottino letterario! Domanda di rito per cominciare: chi è e perché scrive
Irene Vanni?
Porterò nel tuo salottino un po’ di roba vintage. A partire
dalla prima risposta: a cinque anni ho scoperto le Fiabe Sonore Fabbri e ho
imparato a scribacchiare da sola copiando i testi che vedevo sotto quelle
bellissime illustrazioni corredate dal 45 giri (“A mille ce n’è...”). Il
destino ha voluto che il cerchio si chiudesse, dandomi proprio Fabbri come
editore per la mia prima uscita ‘importante’. In mezzo ci sono stati tanti anni
di gavetta sui giornali e le piccole antologie, ma ho sempre tenuto duro. E ora
dovrò restare a galla... ancora peggio!
Ti sei laureata con
una tesi sul rock progressivo, hai scritto per Metal Shock, per la fanzine dei
Death SS e adesso hai pubblicato un romanzo che parla dei Duran Duran. Quanto è
importante per te la musica e in che misura influenza la tua scrittura?
Tantissimo! E’ sempre il motore primo dell’ispirazione, di
qualsiasi genere si tratti. Con il giornalismo musicale ho unito le mie due
passioni principali e l’analisi dei brani mi ha aiutata molto, anche sul piano
della scrittura stessa, a esercitare sensibilità e spirito critico. E’
inevitabile che poi vada a confluire pure nei testi di narrativa. Anche il mio
precedente romanzo (“I musicanti degli elementi”, Delos Books, 2010) aveva una
forte componente musicale, trattandosi di un fantasy per ragazzi incentrato su
una band ‘medievaleggiante’ con tanto di viella e flauto. Pure nei racconti
brevi mi sono riferita spesso a brani o band. In “Come se fosse ieri”, oltre ai
Duran Duran, ci sono svariati riferimenti al pop degli anni ’80, ma non poteva
mancare un personaggio metallaro, a cui sono particolarmente affezionata
perché, in fondo, è il più tranquillo del ‘cast’ (come succede spesso anche
nella realtà).
Come se fosse ieri.
Com’è nata l’idea?
L’editore mi ha dato carta bianca su una storia comune. Non
vedevo l’ora di cimentarmi nel mainstream dopo tanti anni di narrativa di
genere. Nello stesso periodo ho mancato la data dei Duran Duran al Lucca Summer
Festival , così ho incaricato questi personaggi (ma ce la faranno ad andarci?) e
ho fatto ruotare la loro ‘formazione’ intorno all’evento. Mi è sembrata un’idea
divertente e mi ha dato l’opportunità di muovermi su un terreno familiare.
Immagino che anche tu
sia stata una fan dei Duran Duran nei mitici anni ’80. C’è un ricordo legato a
quel periodo che ti è rimasto nel cuore?
Ma io lo sono ancora! E difatti i ricordi sono così tanti
che non riuscirei e trovarne solo uno. L’apice è stato sicuramente il tour di
“Notorious” dell’87. Furono delle date strepitose che vennero trasmesse anche
in Rai. Io non ebbi bisogno di scappare di casa come le protagoniste del
romanzo, ma il delirio me lo ricordo bene ancora oggi... come se fosse ieri.
Simona, Laura,
Cinzia, Manuela. A chi delle quattro ti senti più vicina e perché?
Non ce n’è una a cui mi sento vicina in modo particolare. In
definitiva, le ho inventate tutte io, dunque c’è un po’ di me in tutte loro e
nessuna di loro è me. Come succede fra amiche reali. I personaggi femminili non
hanno profili standard, immagino (spero) che anche i lettori possano trovare
aspetti dell’una in cui si riconoscono così come nell’altra. Nella vita non
siamo tutti uguali, a volte i lati di un’amica ci somigliano e altri no. I miei
gusti possono essere più simili a quelli di Laura, ma non tollererei mai la sua
apatia. Talvolta sono ansiosa come Simona, però non mi invischierei con uno
come Tullio neppure con una pistola puntata alla testa. E a volte pure svanita
come Cinzia, anche se il suo retroterra è quello più lontano dal mio.
Il tuo romanzo parla
di musica, di amore, morte ma anche soprattutto di amicizia e di un profondo
desiderio di cambiamento. Quanto è importante nella vita cambiare e quanto
importanti sono gli amici in un percorso di crescita?
Gli amici sono fondamentali per il confronto. Ci sono le
amicizie vere e quelle che lo sono un po’ meno, ma tutte aiutano a crescere,
anche quelle legate a esperienze negative. Il cambiamento è insito nella natura
umana stessa, chi dice di essere sempre uguale (usando a sproposito il termine
‘coerenza’) o è un bugiardo o uno sciocco. Certo, qualcosa nell’animo resta
sempre quello che è a partire dai geni ereditati, ed è proprio lì che il
rapporto con gli amici di vecchia data è utile per misurare il cambiamento.
Dagli anni ’80 a oggi
inevitabilmente lo scenario
musicale è cambiato. Pensi che sia cambiato anche
il modo degli adolescenti di rapportarsi alla musica? Un fenomeno come quello
dei Duran Duran è replicabile o è destinato a rimanere strettamente legato al
suo tempo?
E’ impossibile che fenomeni di quel tipo possano replicarsi.
I media di oggi sono costruiti sull’usa e getta. Un ragazzino non fa in tempo
ad avere un idolo del momento che già ce ne sono di nuovi. Sopravvivono il
tempo di un reality televisivo, poi c’è il ricambio mensile. Decenni addietro
il ricambio era generazionale. I Duran Duran hanno avuto la fortuna di nascere
insieme alle tv musicali e di trovare registi di videoclip di grande talento.
All’epoca era tutto in fieri, ogni proposta mediatica appariva nuova, ci
volevano mesi, anni, per digerire una trovata. Tutto nel pop era sperimentale,
difatti molti artisti si sono rivelati meteore, ma chi ha raccolto maggiori
consensi va avanti ancora oggi, come Madonna, addirittura anche se scomparso,
come Michael Jackson.
Tra le tue precedenti
pubblicazioni spiccano numerosi racconti che spaziano dall’horror al fantasy
passando per il romance. Tra tutti c’è un genere che prediligi o in cui ti
riconosci maggiormente?
No, mi piace spaziare. E’ certo che, dopo tanti anni di
narrativa fantastica, un po’ di respiro con il realismo e il contemporaneo mi
ci voleva proprio. Anche se, in un certo senso, la magia si trova pure in “Come
se fosse ieri”, attraverso le passioni (e le pratiche) esoteriche di Simona.
E da lettrice? Quali
sono le tue preferenze? Ci sono degli autori ai quali ti ispiri o che consideri
dei modelli?
Anche come lettrice non ho preferenze particolari. Ho sempre
letto di tutto. E proprio per questo non ho autori che prendo a modello o a cui
mi ispiro più di altri. Anzi, ho sempre usato la lettura come base per la
scrittura cercando di accumulare un background il più vario possibile.
Limitarsi a un solo genere o a una sola manciata di autori spinge
all’imitazione, ed è controproducente.
Pubblicare con un
grande editore come Fabbri è sicuramente un bel traguardo per uno scrittore. Ti
va di raccontarci qualcosa a proposito della tua esperienza editoriale?
Per raccontare la mia esperienza editoriale ci vorrebbe un
altro intero romanzo ‘backstage’, ma sarebbe una noiosissima sequela di sudate
e maniche rimboccate, porte in faccia o contratti non rispettati, anni di
pazienza e sacrifici. Già con Delos Books mi sono imbattuta in un team da cui
ho imparato molto ed è stata una gavetta
fondamentale. Tuttora continuo a curare Horror Magazine. Con Fabbri/Rcs ho
finalmente trovato un gruppo editoriale di largo bacino che mi ha dato
l’opportunità di presentarmi al grande pubblico. Mi auguro di piacere e di
andare avanti.
A chi consiglieresti
la lettura del tuo libro e perché?
Il target del romanzo è prevalentemente femminile, anche
perché il punto di vista è sempre quello delle protagoniste. Non si entra mai
nella testa dei personaggi maschili. Però, al di là del tema duraniano, che
potrebbe catturare i fan maschietti, ci sono altri aspetti che non mi sento di
sconsigliare all’altro sesso. I rapporti interpersonali, e soprattutto quelli
fra i sessi opposti, potrebbero suggerire ai lettori alcuni tortuosi passaggi
mentali delle donne su cui spesso si pongono delle domande. Magari qui
potrebbero trovare le risposte, chissà... specifico che il pubblico deve essere
adulto, perché ci sono delle scene parecchio “hot.”
Sogni nel cassetto e
progetti per il futuro?
Ho già firmato per un nuovo romanzo con Fabbri, ma per il
momento ancora non se ne parla perché siamo concentrati su questo. Vedremo più
avanti...
Prima di lasciarci,
ti andrebbe di dedicarci una canzone dei Duran Duran?
La stessa che oggi i Duran Duran dedicano al pubblico, la
stessa che io ho dedicato ai personaggi e ai lettori attraverso questa storia,
perché possiamo avere tutto ciò che vogliamo, basta smettere di pensare che
succede solo quando si è giovani. All you
need is now!