Una storia semplice che indugia sui
dettagli dell’immaginario erotico femminile
Descrizione:
Disincantata per il recente
fallimento del suo matrimonio e per l’età che avanza, Paola inizia a fantasticare
su un bellissimo giovane che incrocia ogni giorno al parco del paese in cui si
è trasferita da poco. Nella sua immaginazione, tutto si ferma al mistero e al
distacco, al cliché dello sconosciuto, al conforto che un desiderio non può
deludere se non si avvera: all’accontentarsi. Ma l’intraprendenza del ragazzo,
una danza al lago e un incontro nella bruma della sera la costringono a
rimettersi in discussione: i sogni sono davvero così consolatori? Il rischio non
intriga più della certezza? Attraverso la foschia, gli alberi del parco
appaiono come confusi grovigli di rami, tanto che persino lo sguardo ci resta
impigliato...
L'autrice:
Scrittrice e giornalista, Irene Vanni è curatore di Horror
Magazine e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Ha
pubblicato con Delos Books il fantasy per ragazzi “I musicanti degli elementi” (2010),
mentre nel 2013 è uscito il romanzo “Come se fosse ieri” (Fabbri Editori), storia
dolceamara di tre ex compagne di scuola che, per mantenere una promessa,
tornano a distanza di anni al concerto dei Duran Duran. Il suo blog:
irenevanni.blogspot.com
IRENE VANNI,
giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha
scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Nel 2010 è
uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books).
Benvenuta nel mio
salottino letterario! Domanda di rito per cominciare: chi è e perché scrive
Irene Vanni?
Porterò nel tuo salottino un po’ di roba vintage. A partire
dalla prima risposta: a cinque anni ho scoperto le Fiabe Sonore Fabbri e ho
imparato a scribacchiare da sola copiando i testi che vedevo sotto quelle
bellissime illustrazioni corredate dal 45 giri (“A mille ce n’è...”). Il
destino ha voluto che il cerchio si chiudesse, dandomi proprio Fabbri come
editore per la mia prima uscita ‘importante’. In mezzo ci sono stati tanti anni
di gavetta sui giornali e le piccole antologie, ma ho sempre tenuto duro. E ora
dovrò restare a galla... ancora peggio!
Ti sei laureata con
una tesi sul rock progressivo, hai scritto per Metal Shock, per la fanzine dei
Death SS e adesso hai pubblicato un romanzo che parla dei Duran Duran. Quanto è
importante per te la musica e in che misura influenza la tua scrittura?
Tantissimo! E’ sempre il motore primo dell’ispirazione, di
qualsiasi genere si tratti. Con il giornalismo musicale ho unito le mie due
passioni principali e l’analisi dei brani mi ha aiutata molto, anche sul piano
della scrittura stessa, a esercitare sensibilità e spirito critico. E’
inevitabile che poi vada a confluire pure nei testi di narrativa. Anche il mio
precedente romanzo (“I musicanti degli elementi”, Delos Books, 2010) aveva una
forte componente musicale, trattandosi di un fantasy per ragazzi incentrato su
una band ‘medievaleggiante’ con tanto di viella e flauto. Pure nei racconti
brevi mi sono riferita spesso a brani o band. In “Come se fosse ieri”, oltre ai
Duran Duran, ci sono svariati riferimenti al pop degli anni ’80, ma non poteva
mancare un personaggio metallaro, a cui sono particolarmente affezionata
perché, in fondo, è il più tranquillo del ‘cast’ (come succede spesso anche
nella realtà).
Come se fosse ieri.
Com’è nata l’idea?
L’editore mi ha dato carta bianca su una storia comune. Non
vedevo l’ora di cimentarmi nel mainstream dopo tanti anni di narrativa di
genere. Nello stesso periodo ho mancato la data dei Duran Duran al Lucca Summer
Festival , così ho incaricato questi personaggi (ma ce la faranno ad andarci?) e
ho fatto ruotare la loro ‘formazione’ intorno all’evento. Mi è sembrata un’idea
divertente e mi ha dato l’opportunità di muovermi su un terreno familiare.
Immagino che anche tu
sia stata una fan dei Duran Duran nei mitici anni ’80. C’è un ricordo legato a
quel periodo che ti è rimasto nel cuore?
Ma io lo sono ancora! E difatti i ricordi sono così tanti
che non riuscirei e trovarne solo uno. L’apice è stato sicuramente il tour di
“Notorious” dell’87. Furono delle date strepitose che vennero trasmesse anche
in Rai. Io non ebbi bisogno di scappare di casa come le protagoniste del
romanzo, ma il delirio me lo ricordo bene ancora oggi... come se fosse ieri.
Simona, Laura,
Cinzia, Manuela. A chi delle quattro ti senti più vicina e perché?
Non ce n’è una a cui mi sento vicina in modo particolare. In
definitiva, le ho inventate tutte io, dunque c’è un po’ di me in tutte loro e
nessuna di loro è me. Come succede fra amiche reali. I personaggi femminili non
hanno profili standard, immagino (spero) che anche i lettori possano trovare
aspetti dell’una in cui si riconoscono così come nell’altra. Nella vita non
siamo tutti uguali, a volte i lati di un’amica ci somigliano e altri no. I miei
gusti possono essere più simili a quelli di Laura, ma non tollererei mai la sua
apatia. Talvolta sono ansiosa come Simona, però non mi invischierei con uno
come Tullio neppure con una pistola puntata alla testa. E a volte pure svanita
come Cinzia, anche se il suo retroterra è quello più lontano dal mio.
Il tuo romanzo parla
di musica, di amore, morte ma anche soprattutto di amicizia e di un profondo
desiderio di cambiamento. Quanto è importante nella vita cambiare e quanto
importanti sono gli amici in un percorso di crescita?
Gli amici sono fondamentali per il confronto. Ci sono le
amicizie vere e quelle che lo sono un po’ meno, ma tutte aiutano a crescere,
anche quelle legate a esperienze negative. Il cambiamento è insito nella natura
umana stessa, chi dice di essere sempre uguale (usando a sproposito il termine
‘coerenza’) o è un bugiardo o uno sciocco. Certo, qualcosa nell’animo resta
sempre quello che è a partire dai geni ereditati, ed è proprio lì che il
rapporto con gli amici di vecchia data è utile per misurare il cambiamento.
Dagli anni ’80 a oggi
inevitabilmente lo scenario
musicale è cambiato. Pensi che sia cambiato anche
il modo degli adolescenti di rapportarsi alla musica? Un fenomeno come quello
dei Duran Duran è replicabile o è destinato a rimanere strettamente legato al
suo tempo?
E’ impossibile che fenomeni di quel tipo possano replicarsi.
I media di oggi sono costruiti sull’usa e getta. Un ragazzino non fa in tempo
ad avere un idolo del momento che già ce ne sono di nuovi. Sopravvivono il
tempo di un reality televisivo, poi c’è il ricambio mensile. Decenni addietro
il ricambio era generazionale. I Duran Duran hanno avuto la fortuna di nascere
insieme alle tv musicali e di trovare registi di videoclip di grande talento.
All’epoca era tutto in fieri, ogni proposta mediatica appariva nuova, ci
volevano mesi, anni, per digerire una trovata. Tutto nel pop era sperimentale,
difatti molti artisti si sono rivelati meteore, ma chi ha raccolto maggiori
consensi va avanti ancora oggi, come Madonna, addirittura anche se scomparso,
come Michael Jackson.
Tra le tue precedenti
pubblicazioni spiccano numerosi racconti che spaziano dall’horror al fantasy
passando per il romance. Tra tutti c’è un genere che prediligi o in cui ti
riconosci maggiormente?
No, mi piace spaziare. E’ certo che, dopo tanti anni di
narrativa fantastica, un po’ di respiro con il realismo e il contemporaneo mi
ci voleva proprio. Anche se, in un certo senso, la magia si trova pure in “Come
se fosse ieri”, attraverso le passioni (e le pratiche) esoteriche di Simona.
E da lettrice? Quali
sono le tue preferenze? Ci sono degli autori ai quali ti ispiri o che consideri
dei modelli?
Anche come lettrice non ho preferenze particolari. Ho sempre
letto di tutto. E proprio per questo non ho autori che prendo a modello o a cui
mi ispiro più di altri. Anzi, ho sempre usato la lettura come base per la
scrittura cercando di accumulare un background il più vario possibile.
Limitarsi a un solo genere o a una sola manciata di autori spinge
all’imitazione, ed è controproducente.
Pubblicare con un
grande editore come Fabbri è sicuramente un bel traguardo per uno scrittore. Ti
va di raccontarci qualcosa a proposito della tua esperienza editoriale?
Per raccontare la mia esperienza editoriale ci vorrebbe un
altro intero romanzo ‘backstage’, ma sarebbe una noiosissima sequela di sudate
e maniche rimboccate, porte in faccia o contratti non rispettati, anni di
pazienza e sacrifici. Già con Delos Books mi sono imbattuta in un team da cui
ho imparato molto ed è stata una gavetta
fondamentale. Tuttora continuo a curare Horror Magazine. Con Fabbri/Rcs ho
finalmente trovato un gruppo editoriale di largo bacino che mi ha dato
l’opportunità di presentarmi al grande pubblico. Mi auguro di piacere e di
andare avanti.
A chi consiglieresti
la lettura del tuo libro e perché?
Il target del romanzo è prevalentemente femminile, anche
perché il punto di vista è sempre quello delle protagoniste. Non si entra mai
nella testa dei personaggi maschili. Però, al di là del tema duraniano, che
potrebbe catturare i fan maschietti, ci sono altri aspetti che non mi sento di
sconsigliare all’altro sesso. I rapporti interpersonali, e soprattutto quelli
fra i sessi opposti, potrebbero suggerire ai lettori alcuni tortuosi passaggi
mentali delle donne su cui spesso si pongono delle domande. Magari qui
potrebbero trovare le risposte, chissà... specifico che il pubblico deve essere
adulto, perché ci sono delle scene parecchio “hot.”
Sogni nel cassetto e
progetti per il futuro?
Ho già firmato per un nuovo romanzo con Fabbri, ma per il
momento ancora non se ne parla perché siamo concentrati su questo. Vedremo più
avanti...
Prima di lasciarci,
ti andrebbe di dedicarci una canzone dei Duran Duran?
La stessa che oggi i Duran Duran dedicano al pubblico, la
stessa che io ho dedicato ai personaggi e ai lettori attraverso questa storia,
perché possiamo avere tutto ciò che vogliamo, basta smettere di pensare che
succede solo quando si è giovani. All you
need is now!
Titolo: Come se fosse ieri Autrice: Irene Vanni Editore: Fabbri Pagine: 328 Prezzo: 12,90
Descrizione:
Nel 1987, dopo intere giornate passate a sognare davanti a Videomusic,quattro ragazzine decidono di scappare di casa per andare al concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono rimaste in tre: Laura, cinica rockettara con la disperata necessità di trovare un lavoro e - se proprio non se ne può fare a meno - un uomo, ma che valga la pena di una storia; Simona, grigia e nevrotica insegnante di latino irrimediabilmente legata a un professore ancora più grigio, che fa l’amore con lei a orari fissi per poi rincasare dalla moglie; Cinzia, ex ragazzina viziata, ex moglie viziata e ora quarantenne rifatta e abbandonata, che si consola fra le braccia di un giovane accompagnatore. Certo, le loro vite non sono come se le erano immaginate, ma un nuovo concerto dei Duran Duran e la promessa fatta a Manuela -scomparsa da poco per una grave malattia - di portarci la figlia adolescente sono l’occasione per trovarsi ancora una volta insieme e scoprire che forse non tutto è perduto. In un pomeriggio d’estate, con le note di All you need is now nella testa, basta una corsa in collina a piedi nudi per ritrovare un pizzico della follia dei quindici anni, ribaltare certezze e buttare allegramente all’aria una vita in cui non ci si riconosce più,tanto che il concerto può diventare un semplice pretesto per architettare un nuovo inizio.Perché tutto quello di cui hai bisogno è qui, adesso.
L'autrice:
IRENE VANNI, giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Nel 2010 è uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books). Il suo blog è: irenevanni.blogspot.com
La mia recensione:
Sarà perché a dodici anni sognavo di sposare Simon Le Bon,
progettavo anch’io di fuggire per andare a un concerto dei Duran Duran, avevo
la parete accanto al letto tappezzata di poster consumati a forza di baci…
certo è che la sola copertina di questo libro è bastata a provocarmi un moto di
nostalgia. Mi sono tuffata tra le sue pagine come attratta da un richiamo di
sirena proveniente dal mare del passato e, in effetti, leggerlo è stato proprio
come sfogliare un album di ricordi in cui ho ritrovato tracce della mia stessa
storia. Quarantenne oggi, duraniana sfegatata ieri, proprio come le
protagoniste, mi sono sentita subito una di loro e immagino che la stessa
sensazione possa essere condivisa da molte mie coetanee. Penso che essere
figlie degli anni ottanta e sentirsi il quinto elemento di questo gruppo di
amiche sia quasi inevitabile (e forse
non sarà un caso che i componenti della band fossero proprio cinque). Laura, Manuela, Simona, Cinzia sono ormai quattro donne
mature, decisamente diverse dalle ragazzine che scapparono di casa per andare a
un concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono sufficienti perché si cambi
al punto di non riconoscersi più, perché ci si perda di vista, ma non
abbastanza da cancellare l’affetto e il ricordo di un’esperienza unica. Così
quando Manuela apprende che la band tornerà in tour il suo pensiero corre alle
vecchie amiche. Sarebbe una bellissima occasione per ritrovarsi, purtroppo però
la data è ancora lontana e la donna, malata di cancro, è agli sgoccioli. Di
sicuro lei mancherà al grande appuntamento ma non rinuncia completamente
all’idea. Invia una lettera a Laura, le strappa la promessa di rintracciare le altre per andare insieme al concerto e di
portare con loro la figlia Federica che sarà sua supplente. All’apparenza si tratta solo di un innocuo revival ma in verità l’impresa significherà molto più
di questo. Il concerto farà tornare a galla gli anni perduti della
giovinezza, indurrà le tre donne a fermarsi, a confrontarsi tra loro e
soprattutto a confrontare i vecchi sogni con la realtà di ciò che sono
diventate. Ecco allora che i Duran Duran saranno un pretesto, il modo
bizzarro attraverso cui il destino consegnerà loro uno specchio della verità.
Guardarvi dentro senza sotterfugi rappresenterà per le tre amiche un’occasione
imperdibile per conquistare una nuova consapevolezza di sé. Laura vedrà una donna alla disperata ricerca di un lavoro e
dell’uomo giusto, frustrata perché i suoi sforzi sembrano non essere mai
ripagati, ma si tratta davvero di sfortuna o basterebbe osare di più per poter
essere finalmente felice? Cinzia scorgerà una ex moglie depressa che tenta di affogare
le delusioni nell’alcol e di colmare i vuoti esistenziali con il silicone, una
ex ragazzina viziata per la quale è giunto il momento di crescere; la sua
psicoterapeuta le ripete spesso che “si cresce anche quando si smette di
pensare a se stessi e si guarda agli altri in maniera diversa”, non avrà forse
ragione? Simona si riscoprirà sbiadita come la routine monotona nella
quale si è ingabbiata accettando di vivere all’ombra di un uomo molto più
anziano di lei, un uomo disposto ad amarla a rate e rigorosamente in segreto
perché ha un matrimonio da salvaguardare; dopotutto il coraggio di troncare una
simile relazione potrebbe rivelarsi un toccasana più che una perdita.
Indirettamente sarà proprio Manuela con la sua idea bislacca del concerto a far
sì che il colore torni nella sua vita. Nessuna delle tre può dirsi sinceramente soddisfatta
dell’immagine riflessa nello specchio. Il paragone tra ciò che sognavano di
diventare e ciò che sono adesso è deludente ma prenderne atto non vuol
piangersi addosso, è appena l’inizio di un cambiamento che si può ancora
realizzare. Nel ricucire un’amicizia perduta, Laura, Simona e Cinzia
riscopriranno l’antica complicità che le univa e, con più o meno
consapevolezza, si aiuteranno reciprocamente a riconquistare le redini del loro
futuro. Un po’ chick-lit, un po’ commedia romantica, un po’ romanzo
di formazione, la storia narrata in questo libro procede al ritmo di un
concerto pop. I capitoli scanditi dai titoli di alcune canzoni, che dalla più
vecchia Girls on film alla più recente
All you need is nowripercorrono le tappe di una lunga carriera musicale, si
susseguono alternando momenti giocosi ad altri in cui l’emozione prende il
sopravvento fino a far scorrere le lacrime. Intanto sullo sfondo, vanno le
immagini dei mitici anni ottanta componendo il collage delizioso e sincero di
un decennio, dalle sfumature sgargianti e un po’ kitsch, ma che non si
dimentica. Ecco allora che le chiome cotonate, i lustrini, gli scaldamuscoli,
le ingombranti polaroid, le esibizioni in playback, i dischi in vinile cominciano
a scorrere come fossero i fotogrammi di un vecchio videoclip mentre la colonna
sonora, risuonando di note vecchie nuove, racconta una storia nella storia,
quella di un gruppo musicale che, piaccia o no, ha fatto sognare una
generazione. Commovente come Save a Prayer, grintoso come Wild Boys,
brioso come Rio, il romanzo di Irene Vanni ha il gran pregio di rievocare il
passato raccontando sentimenti che non hanno età… come se fosse ieri, sì, ma spronandoci a vivere qui e ora, intensamente.
“Erano bastate poche note e poche luci sul palco per tornare indietro. I Duran Duran erano tornati lì a loro volta, per farle ballare ancora sotto la luna, per incitarle a sognare, o forse per smettere di sognare e vivere davvero.” Un’irresistibile combinazione di ironia, sensualità, nostalgia e voglia di vivere.
Descrizione:
Nel 1987, dopo intere giornate passate a sognare davanti a Videomusic,quattro ragazzine decidono di scappare di casa per andareal concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono rimaste in tre:Laura, cinica rockettara con la disperata necessità di trovare un lavoroe - se proprio non se ne può fare a meno - un uomo, ma che valga lapena di una storia; Simona, grigia e nevrotica insegnante di latinoirrimediabilmente legata a un professore ancora più grigio, che fal’amore con lei a orari fissi per poi rincasare dalla moglie; Cinzia, exragazzina viziata, ex moglie viziata e ora quarantenne rifatta eabbandonata, che si consola fra le braccia di un giovaneaccompagnatore. Certo, le loro vite non sono come se le eranoimmaginate, ma un nuovo concerto dei Duran Duran e la promessafatta a Manuela -scomparsa da poco per una grave malattia - diportarci la figlia adolescente sono l’occasione per trovarsi ancora una volta insieme e scoprire che forse non tutto è perduto. In un pomeriggio d’estate, con le note di All you need is now nella testa,basta una corsa in collina a piedi nudi per ritrovare un pizzico dellafollia dei quindici anni, ribaltare certezze e buttare allegramenteall’aria una vita in cui non ci si riconosce più,tanto che il concerto puòdiventare unsemplice pretesto per architettare un nuovo inizio.Perché tutto quello di cui hai bisogno è qui, adesso.
L'autrice:
IRENE VANNI, giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha scritto articoli e racconti pernumerose riviste eantologie. Nel 2010 è uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books). Il suo blog è: irenevanni.blogspot.com