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mercoledì 23 aprile 2014

Anteprima: Tramonti sul lago di Irene Vanni

 Titolo: Tramonti sul lago
Autrice: Irene Vanni
 Editore: Delos Digital
Senza Sfumature n.16
Genere: Erotic Romance
Pagine: 51
Prezzo: € 1,99

Una storia semplice che indugia sui dettagli dell’immaginario erotico femminile

Descrizione: 
Disincantata per il recente fallimento del suo matrimonio e per l’età che avanza, Paola inizia a fantasticare su un bellissimo giovane che incrocia ogni giorno al parco del paese in cui si è trasferita da poco. Nella sua immaginazione, tutto si ferma al mistero e al distacco, al cliché dello sconosciuto, al conforto che un desiderio non può deludere se non si avvera: all’accontentarsi. Ma l’intraprendenza del ragazzo, una danza al lago e un incontro nella bruma della sera la costringono a rimettersi in discussione: i sogni sono davvero così consolatori? Il rischio non intriga più della certezza? Attraverso la foschia, gli alberi del parco appaiono come confusi grovigli di rami, tanto che persino lo sguardo ci resta impigliato...

L'autrice:
 
Scrittrice e giornalista, Irene Vanni è curatore di Horror Magazine e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Ha pubblicato con Delos Books il fantasy per ragazzi “I musicanti degli elementi” (2010), mentre nel 2013 è uscito il romanzo “Come se fosse ieri” (Fabbri Editori), storia dolceamara di tre ex compagne di scuola che, per mantenere una promessa, tornano a distanza di anni al concerto dei Duran Duran. Il suo blog: irenevanni.blogspot.com


martedì 9 aprile 2013

Intervista a Irene Vanni

IRENE VANNI, giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Nel 2010 è uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books). 



Benvenuta nel mio salottino letterario! Domanda di rito per cominciare: chi è e perché scrive Irene Vanni?

Porterò nel tuo salottino un po’ di roba vintage. A partire dalla prima risposta: a cinque anni ho scoperto le Fiabe Sonore Fabbri e ho imparato a scribacchiare da sola copiando i testi che vedevo sotto quelle bellissime illustrazioni corredate dal 45 giri (“A mille ce n’è...”). Il destino ha voluto che il cerchio si chiudesse, dandomi proprio Fabbri come editore per la mia prima uscita ‘importante’. In mezzo ci sono stati tanti anni di gavetta sui giornali e le piccole antologie, ma ho sempre tenuto duro. E ora dovrò restare a galla... ancora peggio!


Ti sei laureata con una tesi sul rock progressivo, hai scritto per Metal Shock, per la fanzine dei Death SS e adesso hai pubblicato un romanzo che parla dei Duran Duran. Quanto è importante per te la musica e in che misura influenza la tua scrittura?

Tantissimo! E’ sempre il motore primo dell’ispirazione, di qualsiasi genere si tratti. Con il giornalismo musicale ho unito le mie due passioni principali e l’analisi dei brani mi ha aiutata molto, anche sul piano della scrittura stessa, a esercitare sensibilità e spirito critico. E’ inevitabile che poi vada a confluire pure nei testi di narrativa. Anche il mio precedente romanzo (“I musicanti degli elementi”, Delos Books, 2010) aveva una forte componente musicale, trattandosi di un fantasy per ragazzi incentrato su una band ‘medievaleggiante’ con tanto di viella e flauto. Pure nei racconti brevi mi sono riferita spesso a brani o band. In “Come se fosse ieri”, oltre ai Duran Duran, ci sono svariati riferimenti al pop degli anni ’80, ma non poteva mancare un personaggio metallaro, a cui sono particolarmente affezionata perché, in fondo, è il più tranquillo del ‘cast’ (come succede spesso anche nella realtà).


Come se fosse ieri. Com’è nata l’idea?

L’editore mi ha dato carta bianca su una storia comune. Non vedevo l’ora di cimentarmi nel mainstream dopo tanti anni di narrativa di genere. Nello stesso periodo ho mancato la data dei Duran Duran al Lucca Summer Festival , così ho incaricato questi personaggi (ma ce la faranno ad andarci?) e ho fatto ruotare la loro ‘formazione’ intorno all’evento. Mi è sembrata un’idea divertente e mi ha dato l’opportunità di muovermi su un terreno familiare.


Immagino che anche tu sia stata una fan dei Duran Duran nei mitici anni ’80. C’è un ricordo legato a quel periodo che ti è rimasto nel cuore?

Ma io lo sono ancora! E difatti i ricordi sono così tanti che non riuscirei e trovarne solo uno. L’apice è stato sicuramente il tour di “Notorious” dell’87. Furono delle date strepitose che vennero trasmesse anche in Rai. Io non ebbi bisogno di scappare di casa come le protagoniste del romanzo, ma il delirio me lo ricordo bene ancora oggi... come se fosse ieri.



Simona, Laura, Cinzia, Manuela. A chi delle quattro ti senti più vicina e perché?

Non ce n’è una a cui mi sento vicina in modo particolare. In definitiva, le ho inventate tutte io, dunque c’è un po’ di me in tutte loro e nessuna di loro è me. Come succede fra amiche reali. I personaggi femminili non hanno profili standard, immagino (spero) che anche i lettori possano trovare aspetti dell’una in cui si riconoscono così come nell’altra. Nella vita non siamo tutti uguali, a volte i lati di un’amica ci somigliano e altri no. I miei gusti possono essere più simili a quelli di Laura, ma non tollererei mai la sua apatia. Talvolta sono ansiosa come Simona, però non mi invischierei con uno come Tullio neppure con una pistola puntata alla testa. E a volte pure svanita come Cinzia, anche se il suo retroterra è quello più lontano dal mio.


Il tuo romanzo parla di musica, di amore, morte ma anche soprattutto di amicizia e di un profondo desiderio di cambiamento. Quanto è importante nella vita cambiare e quanto importanti sono gli amici in un percorso di crescita?

Gli amici sono fondamentali per il confronto. Ci sono le amicizie vere e quelle che lo sono un po’ meno, ma tutte aiutano a crescere, anche quelle legate a esperienze negative. Il cambiamento è insito nella natura umana stessa, chi dice di essere sempre uguale (usando a sproposito il termine ‘coerenza’) o è un bugiardo o uno sciocco. Certo, qualcosa nell’animo resta sempre quello che è a partire dai geni ereditati, ed è proprio lì che il rapporto con gli amici di vecchia data è utile per misurare il cambiamento.


Dagli anni ’80 a oggi inevitabilmente lo scenario
musicale è cambiato. Pensi che sia cambiato anche il modo degli adolescenti di rapportarsi alla musica? Un fenomeno come quello dei Duran Duran è replicabile o è destinato a rimanere strettamente legato al suo tempo?

E’ impossibile che fenomeni di quel tipo possano replicarsi. I media di oggi sono costruiti sull’usa e getta. Un ragazzino non fa in tempo ad avere un idolo del momento che già ce ne sono di nuovi. Sopravvivono il tempo di un reality televisivo, poi c’è il ricambio mensile. Decenni addietro il ricambio era generazionale. I Duran Duran hanno avuto la fortuna di nascere insieme alle tv musicali e di trovare registi di videoclip di grande talento. All’epoca era tutto in fieri, ogni proposta mediatica appariva nuova, ci volevano mesi, anni, per digerire una trovata. Tutto nel pop era sperimentale, difatti molti artisti si sono rivelati meteore, ma chi ha raccolto maggiori consensi va avanti ancora oggi, come Madonna, addirittura anche se scomparso, come Michael Jackson.


Tra le tue precedenti pubblicazioni spiccano numerosi racconti che spaziano dall’horror al fantasy passando per il romance. Tra tutti c’è un genere che prediligi o in cui ti riconosci maggiormente?

No, mi piace spaziare. E’ certo che, dopo tanti anni di narrativa fantastica, un po’ di respiro con il realismo e il contemporaneo mi ci voleva proprio. Anche se, in un certo senso, la magia si trova pure in “Come se fosse ieri”, attraverso le passioni (e le pratiche) esoteriche di Simona.


E da lettrice? Quali sono le tue preferenze? Ci sono degli autori ai quali ti ispiri o che consideri dei modelli?

Anche come lettrice non ho preferenze particolari. Ho sempre letto di tutto. E proprio per questo non ho autori che prendo a modello o a cui mi ispiro più di altri. Anzi, ho sempre usato la lettura come base per la scrittura cercando di accumulare un background il più vario possibile. Limitarsi a un solo genere o a una sola manciata di autori spinge all’imitazione, ed è controproducente. 


Pubblicare con un grande editore come Fabbri è sicuramente un bel traguardo per uno scrittore. Ti va di raccontarci qualcosa a proposito della tua esperienza editoriale?

Per raccontare la mia esperienza editoriale ci vorrebbe un altro intero romanzo ‘backstage’, ma sarebbe una noiosissima sequela di sudate e maniche rimboccate, porte in faccia o contratti non rispettati, anni di pazienza e sacrifici. Già con Delos Books mi sono imbattuta in un team da cui ho imparato molto ed è  stata una gavetta fondamentale. Tuttora continuo a curare Horror Magazine. Con Fabbri/Rcs ho finalmente trovato un gruppo editoriale di largo bacino che mi ha dato l’opportunità di presentarmi al grande pubblico. Mi auguro di piacere e di andare avanti.


A chi consiglieresti la lettura del tuo libro e perché?

Il target del romanzo è prevalentemente femminile, anche perché il punto di vista è sempre quello delle protagoniste. Non si entra mai nella testa dei personaggi maschili. Però, al di là del tema duraniano, che potrebbe catturare i fan maschietti, ci sono altri aspetti che non mi sento di sconsigliare all’altro sesso. I rapporti interpersonali, e soprattutto quelli fra i sessi opposti, potrebbero suggerire ai lettori alcuni tortuosi passaggi mentali delle donne su cui spesso si pongono delle domande. Magari qui potrebbero trovare le risposte, chissà... specifico che il pubblico deve essere adulto, perché ci sono delle scene parecchio “hot.”


Sogni nel cassetto e progetti per il futuro?

Ho già firmato per un nuovo romanzo con Fabbri, ma per il momento ancora non se ne parla perché siamo concentrati su questo. Vedremo più avanti...


Prima di lasciarci, ti andrebbe di dedicarci una canzone dei Duran Duran?

La stessa che oggi i Duran Duran dedicano al pubblico, la stessa che io ho dedicato ai personaggi e ai lettori attraverso questa storia, perché possiamo avere tutto ciò che vogliamo, basta smettere di pensare che succede solo quando si è giovani. All you need is now!


 
E per saperne di più...
Visita il blog dell'autrice
Leggi la mia recensione di Come se fosse ieri

venerdì 5 aprile 2013

Recensione: Come se fosse ieri

Titolo: Come se fosse ieri 
Autrice: Irene Vanni 
Editore: Fabbri 
Pagine: 328 
Prezzo: 12,90
Descrizione:
Nel 1987, dopo intere giornate passate a sognare davanti a
Videomusic,quattro ragazzine decidono di scappare di casa per andare al concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono rimaste in tre: Laura, cinica rockettara con la disperata necessità di trovare un lavoro e - se proprio non se ne può fare a meno - un uomo, ma che valga la pena di una storia; Simona, grigia e nevrotica insegnante di latino irrimediabilmente legata a un professore ancora più grigio, che fa l’amore con lei a orari fissi per poi rincasare dalla moglie; Cinzia, ex ragazzina viziata, ex moglie viziata e ora quarantenne rifatta e abbandonata, che si consola fra le braccia di un giovane accompagnatore. Certo, le loro vite non sono come se le erano immaginate, ma un nuovo concerto dei Duran Duran e la promessa fatta a Manuela -scomparsa da poco per una grave malattia - di portarci la figlia adolescente sono l’occasione per trovarsi ancora una
volta insieme e scoprire che forse non tutto è perduto. In un
pomeriggio d’estate, con le note di All you need is now nella testa, basta una corsa in collina a piedi nudi per ritrovare un pizzico della follia dei quindici anni, ribaltare certezze e buttare allegramente all’aria una vita in cui non ci si riconosce più,tanto che il concerto può diventare un semplice pretesto per architettare un nuovo inizio.Perché
tutto quello di cui hai bisogno è qui, adesso.

L'autrice:



IRENE VANNI, giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Nel 2010 è uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books). Il suo blog è: irenevanni.blogspot.com

La mia recensione:

Sarà perché a dodici anni sognavo di sposare Simon Le Bon, progettavo anch’io di fuggire per andare a un concerto dei Duran Duran, avevo la parete accanto al letto tappezzata di poster consumati a forza di baci… certo è che la sola copertina di questo libro è bastata a provocarmi un moto di nostalgia. Mi sono tuffata tra le sue pagine come attratta da un richiamo di sirena proveniente dal mare del passato e, in effetti, leggerlo è stato proprio come sfogliare un album di ricordi in cui ho ritrovato tracce della mia stessa storia.
Quarantenne oggi, duraniana sfegatata ieri, proprio come le protagoniste, mi sono sentita subito una di loro e immagino che la stessa sensazione possa essere condivisa da molte mie coetanee. Penso che essere figlie degli anni ottanta e sentirsi il quinto elemento di questo gruppo di amiche sia quasi inevitabile  (e forse non sarà un caso che i componenti della band fossero proprio cinque).
Laura, Manuela, Simona, Cinzia sono ormai quattro donne mature, decisamente diverse dalle ragazzine che scapparono di casa per andare a un concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono sufficienti perché si cambi al punto di non riconoscersi più, perché ci si perda di vista, ma non abbastanza da cancellare l’affetto e il ricordo di un’esperienza unica. Così quando Manuela apprende che la band tornerà in tour il suo pensiero corre alle vecchie amiche. Sarebbe una bellissima occasione per ritrovarsi, purtroppo però la data è ancora lontana e la donna, malata di cancro, è agli sgoccioli. Di sicuro lei mancherà al grande appuntamento ma non rinuncia completamente all’idea. Invia una lettera a Laura, le strappa la promessa di rintracciare  le altre per andare insieme al concerto e di portare con loro la figlia Federica che sarà sua supplente. 
All’apparenza si tratta solo di un innocuo revival  ma in verità l’impresa significherà molto più di questo. 
Il concerto farà tornare a galla gli anni perduti della giovinezza, indurrà le tre donne a fermarsi, a confrontarsi tra loro e soprattutto a confrontare i vecchi sogni con la realtà di ciò che sono diventate. 
Ecco allora che i Duran Duran saranno un pretesto, il modo bizzarro attraverso cui il destino consegnerà loro uno specchio della verità. Guardarvi dentro senza sotterfugi rappresenterà per le tre amiche un’occasione imperdibile per conquistare una nuova consapevolezza di sé. 
Laura vedrà una donna alla disperata ricerca di un lavoro e dell’uomo giusto, frustrata perché i suoi sforzi sembrano non essere mai ripagati, ma si tratta davvero di sfortuna o basterebbe osare di più per poter essere finalmente felice? 
Cinzia scorgerà una ex moglie depressa che tenta di affogare le delusioni nell’alcol e di colmare i vuoti esistenziali con il silicone, una ex ragazzina viziata per la quale è giunto il momento di crescere; la sua psicoterapeuta le ripete spesso che “si cresce anche quando si smette di pensare a se stessi e si guarda agli altri in maniera diversa”, non avrà forse ragione? 
Simona si riscoprirà sbiadita come la routine monotona nella quale si è ingabbiata accettando di vivere all’ombra di un uomo molto più anziano di lei, un uomo disposto ad amarla a rate e rigorosamente in segreto perché ha un matrimonio da salvaguardare; dopotutto il coraggio di troncare una simile relazione potrebbe rivelarsi un toccasana più che una perdita. Indirettamente sarà proprio Manuela con la sua idea bislacca del concerto a far sì che il colore torni nella sua vita. 
Nessuna delle tre può dirsi sinceramente soddisfatta dell’immagine riflessa nello specchio. Il paragone tra ciò che sognavano di diventare e ciò che sono adesso è deludente ma prenderne atto non vuol piangersi addosso, è appena l’inizio di un cambiamento che si può ancora realizzare. 
Nel ricucire un’amicizia perduta, Laura, Simona e Cinzia riscopriranno l’antica complicità che le univa e, con più o meno consapevolezza, si aiuteranno reciprocamente a riconquistare le redini del loro futuro.   
Un po’ chick-lit, un po’ commedia romantica, un po’ romanzo di formazione, la storia narrata in questo libro procede al ritmo di un concerto pop. I capitoli scanditi dai titoli di alcune canzoni, che dalla più vecchia Girls on film  alla più recente All you need is now ripercorrono le tappe di una lunga carriera musicale, si susseguono alternando momenti giocosi ad altri in cui l’emozione prende il sopravvento fino a far scorrere le lacrime. Intanto sullo sfondo, vanno le immagini dei mitici anni ottanta componendo il collage delizioso e sincero di un decennio, dalle sfumature sgargianti e un po’ kitsch, ma che non si dimentica. Ecco allora che le chiome cotonate, i lustrini, gli scaldamuscoli, le ingombranti polaroid, le esibizioni in playback, i dischi in vinile cominciano a scorrere come fossero i fotogrammi di un vecchio videoclip mentre la colonna sonora, risuonando di note vecchie nuove, racconta una storia nella storia, quella di un gruppo musicale che, piaccia o no, ha fatto sognare una generazione. 
Commovente come Save a Prayer, grintoso come Wild Boys, brioso come Rio, il romanzo di Irene Vanni ha il gran pregio di rievocare il passato raccontando sentimenti che non hanno età… come se fosse ieri, sì, ma spronandoci a vivere qui e ora, intensamente.










 

mercoledì 27 marzo 2013

Anteprima: Come se fosse ieri di Irene Vanni

In libreria dal 3 aprile 2013
Titolo: Come se fosse ieri
Autrice: Irene Vanni
Editore: Fabbri
Pagine: 328
Prezzo: 12,90

“Erano bastate poche note e poche luci sul palco per
tornare indietro. I Duran Duran erano tornati lì a loro
volta, per farle ballare ancora sotto la luna, per incitarle a
sognare, o forse per smettere di sognare e vivere davvero.”
Un’irresistibile combinazione di ironia, sensualità,
nostalgia e voglia di vivere.

Descrizione:
Nel 1987, dopo intere giornate passate a sognare davanti a
Videomusic,quattro ragazzine decidono di scappare di casa per andare al concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono rimaste in tre: Laura, cinica rockettara con la disperata necessità di trovare un lavoro e - se proprio non se ne può fare a meno - un uomo, ma che valga la pena di una storia; Simona, grigia e nevrotica insegnante di latino irrimediabilmente legata a un professore ancora più grigio, che fa l’amore con lei a orari fissi per poi rincasare dalla moglie; Cinzia, ex ragazzina viziata, ex moglie viziata e ora quarantenne rifatta e abbandonata, che si consola fra le braccia di un giovane accompagnatore. Certo, le loro vite non sono come se le erano immaginate, ma un nuovo concerto dei Duran Duran e la promessa fatta a Manuela -scomparsa da poco per una grave malattia - di portarci la figlia adolescente sono l’occasione per trovarsi ancora una
volta insieme e scoprire che forse non tutto è perduto. In un
pomeriggio d’estate, con le note di All you need is now nella testa, basta una corsa in collina a piedi nudi per ritrovare un pizzico della follia dei quindici anni, ribaltare certezze e buttare allegramente all’aria una vita in cui non ci si riconosce più,tanto che il concerto può diventare un semplice pretesto per architettare un nuovo inizio.Perché
tutto quello di cui hai bisogno è qui, adesso.

L'autrice:


IRENE VANNI, giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Nel 2010 è uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books). Il suo blog è: irenevanni.blogspot.com