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lunedì 28 luglio 2014

Recensione: GiroDiVita

Titolo: GiroDiVita
Autore: Alessio Rega
Editore: Adda
Pagine: 184
Prezzo: 15 euro

Descrizione:
Gabriele ha 18 anni, vive a Bari con la madre e la sorella. La sua vita si divide tra la scuola, gli amici e soprattutto Chiara, una compagna di classe con la quale instaura un non ben definito rapporto di amicizia. Proprio questo legame dai contorni così astratti rappresenta per Gabriele la prima grande delusione.
La rottura con il miglior amico Giulio e il sempre più difficile rapporto con la madre sono altri motivi che spingono
Gabriele a lasciare Bari per trasferirsi a Milano dove si ricongiunge con il padre.
Dopo un lungo periodo trascorso nel capoluogo lombardo, ritorna per motivi di lavoro nella sua città natale dove si ritrova ad affrontare il suo passato e le situazioni che aveva lasciato in sospeso. Ai successi professionali non corrisponde tuttavia una completa maturazione emotiva e sentimentale.

Un nuovo amore, la vitale e affascinante Beatriz, sembra essere la cura per i suoi tormenti interiori. Ma ancora una volta Gabriele vede disattese le sue aspettative. Questo nuovo fallimento lo spinge a interrogarsi su i suoi errori, permettendogli di affrontarli nonché di riconciliarsi con Giulio.
E quando inaspettatamente gli si presenta una nuova e prestigiosa opportunità lavorativa, nella vita di Gabriele irrompe ancora una volta Chiara, pronta a minare le sue fragili certezze.

L'autore:

Alessio Rega, barese, 29 anni. Laureato in Comunicazione Sociale Istituzionale e Politica all'Università degli Studi di Bari. Giornalista pubblicista, è stato vice direttore del periodico mensileNelMese”, storica rivista cittadina edita a Bari dal 1967. Attualmente, lavora per la Rekla Adv, agenzia di comunicazione e marketing. GiroDiVita è il suo primo romanzo.

La mia recensione:


La vita è un percorso disseminato di numerosi bivi. Scegliere significa diventarne protagonisti e soprattutto crescere. L’ultimo anno delle superiori segna per tutti un importante momento di scelta; forse, il momento della prima scelta davvero importante, quella che sancisce il passaggio dall’infanzia all’età adulta.
È proprio in questo periodo di transizione che si colloca GiroDiVita, un romanzo che, sebbene non scritto esplicitamente in forma diaristica, si sviluppa come fosse un quaderno di memorie. A raccontarsi in prima persona è Gabriele, un ragazzo di diciotto anni, figlio di genitori separati, che si accinge a diplomarsi e, come tanti suoi coetanei, si ritrova a chiedersi cosa farà da grande. Restare a Bari, sua città natale o proseguire gli studi a Milano, lì dove si è trasferito suo padre?
La decisione da prendere non è delle più facili, ma gli eventi non mancheranno di dare una piccola spinta alla ruota del libero arbitrio.
Ecco dunque che il racconto confidenziale di Gabriele assume i contorni di un cammino esistenziale  ampiamente condivisibile.
L’esperienza dell’amicizia e della prima scottante rottura, il rapporto conflittuale con i genitori, il primo amore e la prima delusione, le paure, le speranze, la fretta e il timore di crescere. Sono questi gli elementi con cui Alessio Rega compone la sua storia che, in effetti, è un po’ una “storia di tutti”.
Possono cambiare i dettagli, le coordinate geografiche, i nomi che rimangono incisi nei ricordi, ma le emozioni e le difficoltà con cui Gabriele si ritrova a fare i conti hanno un carattere di universalità. Riconoscersi nelle sue aspettative, nelle sue ansie e nel battito, a volte aritmico, del suo cuore è facilissimo è penso che proprio in questo gioco di specchi, abilmente innescato dall’autore, risieda la forza di questo libro.
GiroDiVita è un romanzo di formazione in grado di narrare con semplicità e realismo il salto dall’adolescenza alla maturità, mettendo a fuoco i tasselli salienti di questo passaggio, non da ultimo l’amore che immancabilmente ha il potere di influenzare le nostre scelte.  
Sarà l’abbandono di Chiara, la prima ragazza importante nella vita di Gabriele, a fornirgli l’input decisivo per recidere il cordone ombelicale con la sua terra e  trovare il coraggio di partire. E sarà, sempre Chiara a marcare il punto di ritorno, quando il ragazzo, diventato ormai uomo, dovrà tornare sui suoi passi per chiudere i conti con il passato.
La quasi totale assenza di dialoghi, unitamente alla rapidità della narrazione che salta quasi a piè pari gli anni milanesi, affievolisce un po’ il coinvolgimento emotivo. Personalmente avrei preferito una struttura più dinamica e un maggior approfondimento nella caratterizzazione psicologica dei personaggi ma, nel complesso la lettura è godibile e le tematiche affrontate di grande attualità.
Giro di vita è appunto il giro, o se preferite la tratta di andata e ritorno, che tutti noi siamo chiamati a percorre per crescere, ma anche per conquistare la nostra identità e il nostro posto nel mondo.



mercoledì 2 aprile 2014

Recensione: Noi due oltre le nuvole

Titolo: Noi due oltre le nuvole
Autore: Massimo Cacciapuoti
Editore: Garzanti
Pagine: 140
Prezzo: 14,90
 
Descrizione:
Il mare è un’immensa distesa azzurra. È estate. La stagione della leggerezza, delle risate, del cuore che batte più forte.
Ma non è mai stato così per Nica. Lei è una ragazza speciale. Ha quindici anni e i suoi unici amici sono i numeri, la sua passione è la matematica. Una passione che la spaventa, che la allontana dagli altri ragazzi della sua età.
Ragazzi come Sandro che amano divertirsi, fare gruppo, vivere le emozioni fino in fondo. Eppure anche lui porta un peso troppo grande per i suoi sedici anni. Una malattia lo costringe a stare in disparte.
In un meraviglioso villaggio del Salento si incontrano: due anime diverse, ma fragili. E niente è come prima.
Nica e Sandro giorno dopo giorno vivono l’estate più indimenticabile e inaspettata della loro vita. Insieme superano ogni limite, insicurezza, paura. Nonostante faccia male. Nonostante guardare dentro di sé apra ferite mai ricucite.
Nica scopre di non essere diversa dalle altre ragazze e Sandro ritrova il gusto della speranza. Sotto un cielo che è come una distesa di stelle, un bacio ha il sapore della felicità.
Dall’alto di una scogliera, con il rumore delle onde che si infrangono sulla roccia, sono pronti a urlare promesse di eternità, di cambiamento, di coraggio.
Ma il tempo passa inesorabilmente ed è ora di tornare alle loro città, Milano e Napoli. Ad attenderli è il mondo di tutti giorni. Quel mondo incerto che incute timore.
Ed è proprio lì che i due ragazzi devono trovare la forza di non tradire il loro sogno. Anche quando il destino mette Sandro davanti a una prova difficile.
Perché i legami veri sono quelli che non si spezzano mai, neanche se il vento soffia sempre più forte.
 
L'autore:
 
MASSIMO CACCIAPUOTI è nato a Giugliano in Campania (NA) dove vive e lavora. È autore dei romanzi Pater familias – diventato un film con la regia di Francesco Patierno –, L’ubbidienza, L’abito da sposa, Esco presto la mattina e Non molto lontano da qui.
 
La mia recensione:
Un’estate impossibile da dimenticare, un amore tanto travolgente da togliere il fiato, un destino ineluttabile e, nonostante ciò, il bisogno di continuare a sognare.
È un intero universo di emozioni quello che Massimo Cacciapuoti ha racchiuso nel suo breve romanzo e che, come per magia, esplode una volta aperto il libro. Un universo familiare e allo stesso tempo distante, in cui gioia e dolore sbocciano all’unisono e sono due facce inscindibili della stessa medaglia.
Nica  al mare non ci vuole andare, preferirebbe restare da sola come sempre, ignorare il costante invito di sua madre a socializzare e continuare a contare… già perché Nica crede che la matematica possa essere l’unico amore della sua vita.
Sandro, invece, sogna di prendere il sole e di tuffarsi fra le onde soffrendo all’idea di non poterlo più fare davvero. Rinchiuso in una stanza osserva il mondo fuori mentre il cancro lo divora dall’interno e si prepara a trascorrere la sua estate più triste.
Le premesse non sono fra le migliori ma basta un incrocio di sguardi per capovolgerle. Quando i due ragazzi si ritrovano l’uno di fronte all’altra, quasi costretti dai rispettivi genitori, non esitano a riconoscersi come due diversi. Diverso è lui in quanto malato e diversa è pure lei che soffre di autismo anche se in famiglia nessuno sembra disposto ad ammetterlo. Sebbene per ragioni diverse, Sandro e Nica sanno benissimo cosa significhi essere messi al margine dai propri coetanei, essere additati come persone strane, sbeffeggiati per i propri limiti. Essere fragili, spesso, vuol dire sentirsi obbligati a costruirsi una corazza o a erigere un muro fra sé e gli altri per evitare di essere schiacciati dall’incomprensione.
Inizialmente è soprattutto questo che li avvicina: uno strano senso di solidarietà. Ben presto però si trasforma in altro, in qualcosa di più grande, di magico, di imprevedibile. Qualcosa che non conosce barriere né diversità e che  sempre più assume i contorni dell’amore, quello bruciante e incontrastabile che infiamma gli anni dell’adolescenza.

Vorrei darti calore d’inverno. Essere luce nella notte.
Vorrei che le tue lacrime fossero pace. Che la pace fosse in te.
Vorrei che il tuo silenzio si trasformasse in canto. Che il tuo sorriso scendesse lieve. Che non fossi mai triste, che non fossi mai solo. Che non sentissi mai il peso della vita.
Vorrei che le tue gambe fossero ali.

Il sentimento fiorisce, cresce e si trasforma in forza per i due ragazzi che, come d’incanto, ritrovano l’entusiasmo e l’energia per affrontare i rispettivi ostacoli. Insieme sentono di poter vincere qualsiasi sfida e di poter addirittura dimenticare, fosse anche temporaneamente, di non essere proprio come gli altri. Sandro può dimenticare di avere il cancro e concedersi una fuga sulla spiaggia e Nica può dimenticare di essere autistica e pensare di tornare in una scuola pubblica. Ma di pari passo inizia ad affiorare anche la consapevolezza che l’estate sia destinata a finire in un battito di ciglia e che la fine della vacanza sarà portatrice di distanza poiché hanno casa in paesi diversi.
Sandro e Nica hanno appena il tempo di trovarsi che già sono costretti a perdersi ma a rendere duro il distacco non saranno tanto i chilometri che a vacanza conclusa si frapporranno tra loro, quanto la presenza di quel nemico silenzioso che nel buio trama per dividerli irrimediabilmente. La promessa di un’altra estate insieme ha un suono flebile quando non vi è certezza di poterci arrivare e, a dispetto del suo ottimismo e della voglia di combattere, Sandro sa che la sua diagnosi non lascia molte speranze in proposito.
Mentre in sottofondo vanno le canzoni di Javanotti la voce dell’autore si staglia originale, fresca, vibrante, a modulare una storia di quelle che graffiano l’anima e lasciano un segno del loro passaggio al centro del cuore. Una storia che parla di amore e morte, di amicizia, di diversità, di gioventù, di  musica e di speranza ma anche di spettri capaci di allungare le loro ombre sulla spensieratezza dell’adolescenza come l’autismo e il cancro fino a sfiorare un tasto delicato quale quello sulla donazione del midollo spinale.
A dispetto della sua brevità, questo libro  ci concede un tempo per le emozioni e un tempo per riflettere coprendo senza falle lo spazio di una vita. Fa sorridere, fa piangere, fa palpitare e, per qualche attimo, riesce a condurci in volo con i due protagonisti, proprio, oltre le nuvole, lì dove non si sfugge al dolore ma l’amore può insegnarci a vincere la paura.







 

lunedì 17 giugno 2013

Recensione: Il club degli Incompresi

Titolo: Il club degli incompresi 
Autore: Francisco de Paula 
Editore: Corbaccio 
Pagine: 182 
Prezzo: 14,90
Descrizione:

Basta una settimana per cambiare la vita? Sì, se si hanno sedici anni e tanta voglia di crescere. Anche se a volte il prezzo da pagare è alto e le decisioni da prendere difficili. I ragazzi del Club degli Incompresi lo stanno scoprendo a loro spese: Valeria e Raúl si sono messi insieme ma devono nascondersi per non dare un dispiacere all’amica Elísabet, l’amica del cuore di Valeria e pure lei innamorata di Raúl; María si confronta con il compito di aiutare suo padre rimasto solo dopo il divorzio e decide di lasciare Madrid per trasferirsi a Barcellona da lui; Ester ha preso una cotta per l’allenatore di pallavolo, ma non sa se si sente pronta per fare quel che lui le chiede e Bruno, legatissimo agli amici della sua infanzia che lo hanno tanto aiutato a superare la sua timidezza e le sue insicurezze, assiste infelice allo sgretolamento de Club degli Incompresi.

Anche se gli amici, se l’amicizia è vera, sono per sempre…



L'autore:



Francisco de Paula è nato a Siviglia. Si è iscritto alla facoltà di Legge ma dopo un anno ha deciso di cambiare vita e si è trasferito a Madrid dove ha studiato giornalismo all’Università Europea. Ha collaborato con diverse testate e parallelamente ha coltivato la sua grande passione per la scrittura, alla quale ormai si dedica a tempo pieno. È autore della trilogia «Canciones para Paula», una serie di romanzi nati in rete, così come Buongiorno Principessa! Che, una volta pubblicato in Spagna, è diventato un caso editoriale entrando subito nella classifica dei libri più venduti e affermandosi come il romanzo dei teenager del terzo millennio.

La mia recensione:


Non molto tempo fa concludevo la mia recensione di “Buongiorno Principessa!” esprimendo grande delusione per un finale che mi aveva lasciata proprio sul più bello. In compenso il sequel non si è fatto attendere a lungo e, a distanza di circa due mesi, ho avuto il piacere di stringere tra le mani “Il club degli Incompresi”. Mi sono dunque lanciata a capofitto nella lettura sperando di ottenere finalmente le risposte che il volume precedente mi aveva negato.
Con immenso piacere ho ritrovato Valeria e César proprio lì dove li avevo lasciati, intenti in una conversazione che sembrava destinata a svelare, una volta per tutte, la misteriosa identità del carismatico ragazzo. Come prevedibile, la chiacchierata non sarà risolutiva. César (o forse Carlos?) è un personaggio dalle mille sorprese, oltre che dalle infinite risorse e, come tale, merita di essere scoperto poco a poco. Valeria apprenderà però qualcosa che avrà il potere di spiazzarla e confonderla proprio nel momento in cui credeva di aver trovato il vero amore: Raúl − lo ricordate?
Mentre la sua neofidanzata gusta l’ennesima sangria con il rapper metropolitano, lui si appresta ad andare al cinema con Elisabet, sempre più determinata a conquistarlo.
Intanto Ester decide di confessare il suo indicibile segreto al componente del gruppo meno preparato ad accoglierlo. Rivela di essere innamorata del suo allenatore di pallavolo proprio a Bruno che, dal primo giorno in cui l’ha vista, sogna di essere per lei qualcosa di più che un semplice amico.
Non sarà facile per il ragazzo fare finta di niente e offrire comunque la sua spalla ma ce la metterà tutta.
Maria, dal suo canto, si appresta a fare i bagagli per trasferirsi a Barcellona. Le restano solo pochi giorni per salutare gli amici e trovare, forse, il coraggio di dichiararsi alla persona che ama.
Le prime pagine sono bastate a ricreare l’atmosfera del romanzo precedente. Sin da subito ho avvertito la sensazione di rincontrare dei vecchi amici ed è stato piacevole tanto più perché, nel ritrovarli, ho scoperto di essermi affezionata a loro.
Qui si lasciano conoscere ancora meglio e nuovamente si affermano per la genuinità e la credibilità, oltre che per l’eterogeneità, che li caratterizza. I sei ragazzi sono così autentici e sfaccettati  che è quasi impossibile non riconoscere un pezzetto di sé almeno in un uno di loro.
Ancora una volta Francisco De Paula sceglie un arco di tempo brevissimo in cui condensare tantissimi avvenimenti. Tre soli giorni (dal lunedì alla soglia del mercoledì) fittissimi di colpi di scena e pregni di emozioni.
Il sentore di una stagione della vita che volge al termine, reso tangibile dalla votazione che aveva decretato lo scioglimento del club degli Incompresi nel weekend appena trascorso, diviene adesso ancora più palpabile. Nuove alleanze e imprevedibili fratture all’interno del gruppo si vanno delineando in maniera sempre più chiara. C’è chi si allontana fisicamente e chi solo con il cuore, ma crescere significa soprattutto cambiare e restare amici è possibile solo se si ha la forza e la capacità di reinventarsi.
Il registro stilistico − fresco e giovanile− così come le tematiche rimangono le stesse di “Buongiorno Principessa!” . Ne “Il club degli Incompresi” otteniamo semplicemente nuovi tasselli che vanno ad arricchire il percorso già intrapreso. L’autore conferma qui la sua spiccata capacità di parlare ai giovani e di dar voce con schiettezza ai sentimenti tipici dell’adolescenza senza però mai diventare sdolcinato. Capacità queste che si rivelano il suo vero punto di forza. Egli non racconta infatti  una storia straordinaria, sceglie al contrario, di raccontare quanto di ordinario c’è in un’età speciale riflettendo con grande verosimiglianza le problematiche e le realtà con cui devono misurarsi i giovani del nostro tempo.
Provoca così un effetto specchio, offrendo al lettore una griglia  intessuta di episodi e sentimenti che non gli raccontano nulla di particolarmente nuovo ma in cui finisce inevitabilmente per riconoscersi.
Si sorride e ci si lascia scappare qualche lacrima, si trattiene il fiato e si sospira leggendo questo libro, esattamente come può accadere sfogliando un album di fotografie.
Le domande rimaste in sospeso nel primo capitolo, ottengono finalmente risposta ma il cerchio non si chiude perché, man mano che la storia si evolve, affiorano nuovi interrogativi destinati a rimanere aperti. Un cliffhanger più ardito del precedente è in agguato nell’ultima pagina, questa volta tuttavia, l’inevitabile pizzico di delusione è surclassato dalla grande curiosità di scoprire cosa accadrà in seguito poiché il colpo di scena che contrassegna l’epilogo introduce una tematica estremamente interessante. Non vi svelerò di cosa si tratta per non rovinarvi il gusto della sorpresa, vi anticipo solo che se De Paula, saprà giocarsi bene l’asso che  ha in serbo, potremo assistere a una svolta parecchio intrigante.  
Lettura godibilissima ma ho la sensazione che il meglio debba ancora venire.


























lunedì 20 maggio 2013

Recensione: Un cuore XXL

Titolo: Un cuore XXL 
Autrice: Sara D'Amario 
Editore: Fanucci  
Collana: Teens 
Pagine: 352 
Prezzo: 13,00
Descrizione:


E’ grande l’amicizia che li lega, sono grandi le loro intelligenze (uno è un campione in matematica e l’altro in italiano), è grande la famiglia in cui vivono (e anche un po’ allargata, come si dice oggi), sono grandi le loro scorpacciate quotidiane (uno ingurgita tutto ciò che sa di dolce e l’altro beve Coca-Cola come fosse acqua) e grande ma proprio grande, direi notevole, è il loro peso. Ma il primo giorno di liceo, il loro mondo diventa più piccolo: Lucrezia sorride a Gas che subito si scioglie, e Zucchero non ha occhi che per Isabella, lunga e sottile e con una serie di tatuaggi da fare invidia a Zayn Malik degli One Direction
E così tra un compito d’inglese e un saggio di danza, tra una gita a Parigi e un sms d’amore, tra un bacio strappato e un fratello che arriva, Gas e Zucchero scopriranno che la cosa più grande che hanno è il loro cuore, tanto grande, ma così grande, da contenere tutti. E il loro corpo, che fine fa? Vabbè, questa è un’altra storia...


L'autrice:

Sara D’Amario è nata a Torino. Dopo aver conseguito la laurea in lettere, si è diplomata presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi. In teatro è stata diretta da Luca Ronconi, Krzysztof Zanussi, Gabriele Lavia e Luca Zingaretti; per il cinema ha recitato in La banda dei Babbi Natale (con Aldo Giovanni e Giacomo), Caos calmo (con Nanni Moretti), in Colpo d’occhio (regia di Sergio Rubini), Assassini dei giorni di festa (regia di Damiano Damiani), La ragazza del lago (con Toni Servillo); in televisione ha partecipato allo sceneggiato Il commissario Nardone (nel ruolo di Rina Fort); I liceali; Distretto di polizia 8, oltre ad aver recitato nelle soap opera Vivere e Centovetrine.
Vive a Parigi con il marito e la figlia Venise.

La mia recensione:

L’adolescenza è il tempo dei sogni. A quindici anni sogni l’amore della tua vita, cosa farai e chi sarai da grande… sogni e ti sembra di poter spaccare il mondo.
Sognare e vestire una taglia XXL però non è così facile. I chili di troppo possono essere una terribile zavorra, un fardello assolutamente incompatibile con la voglia di spiccare il volo.
Zucchero e Gas ne sanno qualcosa.
Il primo è un asso in matematica, è un “romantico spregiudicato” e un provetto suonatore di tromba. Il secondo è un lettore infaticabile, un campione in italiano e coltiva una passione segreta per la danza. Sono due ragazzi dalle personalità molto diverse ma entrambi ingabbiati in corpi decisamente ingombranti. Schiavo dei dolci l’uno, bevitore insaziabile di coca cola l’altro, condividono la sfortuna di essere i ciccioni della classe ma anche la gioia di una profonda e sincera amicizia.
Un mondo extralarge può diventare più accogliente e meno minaccioso se si è in due. Così Gas e Zucchero fanno squadra per sentirsi più forti e meno soli. Insieme varcheranno la soglia del liceo per affrontare il primo giorno di scuola. Sarà l’inizio di una nuova esperienza ma soprattutto di un processo di crescita che inevitabilmente finirà per dilatare i confini del loro microcosmo.
Pian piano il loro spazio si popolerà  di nuove presenze cosicché il resoconto delle loro avventure e disavventure, filtrato dalla voce narrante di Zucchero, si trasformerà in un variegato affresco dell’universo giovanile declinato in tutte le sue taglie.
Tra i due protagonisti si inseriranno allora il filiforme Soda, Lucrezia la secchiona, Paola Glamour, Luca degli Asini, Isabella la Seperntessa…
Ognuno di loro recherà il suo bagaglio di insicurezze, problemi familiari, successi e delusioni brillando di luce propria o riflessa nel firmamento di un’età difficile.
Gradualmente il racconto del singolo acquisirà i contorni di un racconto corale che ci narra dei primi batticuore, di amori corrisposti e non, di piccoli traguardi raggiunti e di fallimenti, di sesso, bullismo, bulimia affettiva, emarginazione e solidarietà.
Sullo sfondo di una società in continuo movimento composta sempre più di famiglie allargate e di distanze che si allungano o si comprimono al pari di pericolosi elastici emotivi, Sara D’Amario coglie i ragazzi in quel momento di passaggio che dall’infanzia li sospinge verso l’età adulta, che dal rifiuto dei propri limiti e delle proprie imperfezioni li guida − nella migliore delle ipotesi − verso l’accettazione di sé.
Per crescere e conquistare il suo equilibrio Gas dovrà mettere in discussione il suo stesso sodalizio con Zucchero; dovrà sfogare la rabbia causata dall’abbandono subito da parte dei genitori per poi imparare a canalizzarla in qualcosa di costruttivo. Danzare a dispetto della sua obesità sarà la sfida da affrontare per scendere a patti con un fisico che fatica ad accettare.
Zucchero dovrà misurarsi con i silenzi di suo padre − un uomo che raramente riesce a distogliere gli occhi dalle cose per posarli sulle persone; dovrà fare i conti con la sua nuova famiglia allargata, con un fratello piovuto in casa all’improvviso e, impresa ancor più difficile, dovrà imparare che la corazza di carne  in cui si è rifugiato non può tenerlo a distanza per sempre dal dolore e dalle difficoltà.
Isabella, invece, subirà lo scotto della solitudine fino a che non realizzerà di essersi confinata nel castello di carta di un sentimento non corrisposto. L’amore vero non sempre ha il volto di un principe azzurro ma se si hanno occhi per guardarsi intorno si può scoprire che è molto più vicino di quanto ci si aspetti.
Il romanzo si inserisce quasi con discrezione nel filone YA rinunciando a qualsiasi effetto speciale eppure nel suo piccolo  rompe gli schemi recando una piacevolissima brezza di novità. Nuova, per alcuni versi coraggiosa e, dal mio punto di vista, assolutamente vincente è la scelta di raccontare l’adolescenza a partire da un punto di vista insolito − oserei dire, impopolare. Qualsiasi sia la nostra taglia, l’autrice riesce a infilarci nei panni di Zucchero e Gas facendoci comprendere benissimo quanto difficile possa essere vivere da grassi o brutti in una società edificata sul mito della perfezione estetica, ma ancor meglio riesce a farci sentire che sotto i rotolini di ciccia, nondimeno, batte un cuore che gioisce e soffre al pari degli altri e, si dà il caso, che possa essere addirittura più grande.
Lettura consigliata particolarmente ai più giovani, grassi o magri che siano, avranno modo di rispecchiarsi in questo libro, di incontrare personaggi unici nella loro semplicità  e magari di fermarsi a riflettere sulle cose che più contano.