Passioni,
sfide, tribolazioni, spettacolari azioni di polizia… È quanto promette la trama
di Niente di speciale e non vi
nascondo che quando l’ho letta il mio desiderio di tuffarmi fra le sue pagine è
salito subito alle stelle. Adoro la suspense, le emozioni forti, gli intrighi.
Insomma, le premesse perché il libro mi conquistasse sul serio c’erano tutte.
Le
prime pagine, in effetti, si sono rivelate molto promettenti e ho avuto la sensazione che le mie aspettative
non sarebbero state deluse.
Protagonisti
di questa storia sono Cash Godfrey (soprannominato God) e Leonidis Day, due
detective della squadra narcotici di Atlanta che, da quasi cinque anni,
lavorano in coppia collezionando una serie di successi. Il primo è una montagna
di muscoli ed è un tipo irascibile, tanto da suscitare timore in chiunque gli
capiti a tiro. Il secondo, pur non mancando di forza e coraggio, si
contraddistingue per l’indole più pacata, è solare e incline allo scherzo. I
due hanno una particolare intesa, forse anche virtù di questa loro
complementarietà, ed proprio questo a renderli invincibili sul campo. Tuttavia,
gradualmente scoprono di essere legati da un sentimento che va oltre la semplice amicizia. Leo, che è un gay
dichiarato, prova una forte attrazione per God, nonostante si professi etero.
In realtà, il compagno è bisessuale e ricambia l’interesse.
La
passione fra i due colleghi divampa in un momento molto particolare, un momento
in cui God è in seria difficoltà perché si ritrova gravemente malato e solo.
Sarà proprio Day a tendergli una mano e il suo gesto di generosità
rappresenterà l’inizio di un importante percorso condiviso. Un percorso passionale
quanto irto di ostacoli, giacché God ha un terribile scheletro nell’armadio e
una situazione familiare a dir poco complicata da gestire.
Un
amore nascente, un segreto da svelare, un conto salato da chiudere col passato,
un narcotrafficante da incastrare.
Come
accennavo all’inizio, gli ingredienti per un plot adrenalinico e appassionante
ci sono tutti, dal mio punto di vista però non sono dosati al meglio e dalla
seconda metà in poi la storia perde progressivamente colpi fino a deragliare.
Benché
ci sia un criminale da stanare, la componente poliziesca rimane sullo sfondo
lasciandosi fagocitare completamente da quella romance, o meglio erotica,
perché la parte più preponderante è costituita dalle scene di sesso. I momenti
in cui i due agenti sono in servizio sono compressi a favore delle lunghe pause
che i due si concedono in camera da letto, così frequenti e ricche di dettagli
da risultare, a tratti, eccessive. La retata che li vede protagonisti viene
trattata in maniera sbrigativa e fa solo da contorno alla storia d’amore che,
invece, rimane sempre sotto i riflettori.
Stessa
cosa vale per il passato di God e per i suoi problemi familiari. L’autrice crea
molta curiosità in merito ma poi sceglie quasi una scorciatoia per chiudere il
cerchio. Un trauma terribile e una frattura familiare, all’apparenza insanabile,
finiscono per risolversi in un battito di ciglia e senza il minimo sforzo da
parte degli interessati, ma grazie al ritrovamento di un documento – che in
verità è sempre stato lì – in grado di portare alla luce una verità taciuta per
anni.
La
cosa che più mi ha spiazzata, però, è stata la brusca virata cui si assiste
verso metà dell’opera.
La
trama vera e propria sembra concludersi dopo le prime cento pagine circa: ogni
mistero è svelato, il caso poliziesco è chiuso e i due amanti sono ormai
diventati una coppia consolidata. Tutti i fili narrativi danno l’impressione di
essere saldati in un happy end, che non verrà smentito, ma quasi
inspiegabilmente la storia continua, alimentandosi di solo erotismo, fino a una
svolta inattesa.
Per
rinvigorire l’intesa sessuale, che pure non accenna a perdere colpi, visto che
i due ragazzi si danno da fare parecchio nell’intimità, a un certo punto Leo e
Cash decidono di aprire la loro coppia ad altri due amici, nonché colleghi, gay
(non vi dico di chi si tratta per evitare spoiler), concedendosi lunghe
sessioni di sesso a quattro.
Confesso
che questa sterzata mi ha disorientata e
disturbata un tantino, non solo per una questione di gusti personali (le
ammucchiate proprio non mi piacciono), ma perché, nel caso specifico, questa
“variazione sul tema” mi è parsa quasi una forzatura – visto il rapporto serio,
profondo, esclusivo che i protagonisti sembravano aver avviato – oltre che una
divagazione inutile nell’economia della
trama. D’improvviso
ho avuto come la sensazione che fosse finito un romanzo e ne fosse cominciato
un altro, completamente diverso e, lo ammetto, per niente nelle mie corde.
Di
solito amo i romanzi lunghi e agogno sempre qualche pagina in più, per una
volta mi sono ritrovata a pensare,
invece, che un centinaio di pagine in meno mi avrebbero risparmiato una
delusione. Resta inteso che se il sesso di gruppo vi stuzzica, quello che non è
piaciuto a me potrebbe rivelarsi per voi una graditissima sorpresa.